Trovo molto interessante una iniziativa, organizzata a Firenze da tre soggetti (la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’arcidiocesi di Firenze, la Camera di Commercio di quella città, la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale) che si svolge giovedì 20 ottobre presso la Fondazione “Spazio Reale” di San Donnino a Firenze.
Nell’ambito della “settimana” dedicata alla tematica della “conciliazione“, si confrontano sacerdoti e teologi, magistrati e amministratori pubblici sui tanti profili della “mediazione“. Ciò anche dopo l’entrata in vigore di una norma che prevede l’obbligatorietà della mediazione su molte materie oggetto di civile (ma spesso … incivile) contendere: affitti, comodati, responsabilità medica, divisioni, successioni ereditarie, diffamazioni a mezzo stampa. L’iniziativa (“La mediazione: uno strumento dal forte valore etico-sociale per la risoluzione dei conflitti“) mi viene di collegarla a un prezioso libretto (neppure 100 pagine, di formato tascabile) da poco uscito per “Messaggero Padova” scritto da Adriano Fabris con il titolo “La scelta del dialogo. Breviario filosofico per comunicare meglio“. Costa pure poco (8 euro) e non sarebbe male leggerlo.
“Non è facile – scrive Fabris – entrare in un rapporto dialogico con chi fa finta di dialogare ma in realtà non mette in questione, mai, la propria identità. E non è facile dialogare con chi usa le parole per creare divisioni piuttosto che per istituire legami”.
Mediazione e dialogo. Dio solo sa quanto buone siano queste parole e quanto bene possano fare in tutti gli ambienti. Chiesa compresa. Chiesa di Pistoia compresa.