Il fioretto smarrito

In una bella pagina su “Agorà Domenica” di “Avvenire”, dedicata ai modi per attualizzare i sacrifici quaresimali, lo storico Franco Cardini racconta di essersi divertito a chiedere ad alcuni adolescenti se conoscono il significato della parola “fioretto”. Naturalmente ha ottenuto risposte sconfortanti.

Pure in mezzo alla “baldoria generale” cui nella stessa pagina accenna Erri De Luca, perché non provare a chiederci – declinando la domanda in chiave davvero di contemporaneità – cosa siano, per noi,i sacrifici quaresimali? Che vuol dire fare un digiuno, fare un fioretto? E quali esempi, oggi 2010, ci vengono in mente?

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Published in: on 14 febbraio 2010 at 16:09  Comments (8)  

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8 commentiLascia un commento

  1. Prendendo spunto da questo blog, ho presentato ai bambini del catechismo, ad inizio quaresima,il progetto di scrivere dei piccoli fioretti su un cartoncino che consegno a ciascuno di loro e poi raccogliamo in una scatola.
    Ogni settimana rinnoviamo un nuovo fioretto. All’ inizio c’è stato un poco di smarrimento ma l’ultimo sabato ho notato che l’ entusiasmo era aumentato e molti dei 26 bambini erano già pronti ad esprimere il loro nuovo piccolo sacrificio per la settimana. Non sono a conoscienza se li rispetteranno ma sono sicuro che quando sentiranno parlare di fioretti sapranno che non si tratta solo di uno sport.
    P.S. : naturalmente anche noi catechisti ci siamo messi in gioco.

  2. Penso che la quaresima sia un tempo di rinascita, di ritorno all’essenziale per gustare il sapore delle piccole cose, ed in questo siamo facilitati dalla decisione personale di rinuncia. Ma credo anche che ogni rinuncia, ogni sacrificio, e dunque ogni “fioretto” debba essere accompagnato e sostenuto dalla preghiera affinchè porti frutto nella nostra vita e non resti uno sterile gesto fine a se stesso. L’ho imparato dopo qualche anno di sterili “fioretti” appassiti perchè non li avevo saputi annaffiare con l’ acqua vitale della preghiera e del silenzio, per cui si erano confusi nel caos e nel disordine della vita di tutti i giorni, magari autocompiacendomi per essere riuscita a non mangiare dolci per 40 giorni, per esempio, ma senza aver offerto questo sacrificio al Signore, per cui la quaresima non era stato un percorso di crescita spirituale e di avvicinamento ma di stallo e di allontanamento. Ogni fioretto richiede impegno e costanza ma la forza e l’energia per portarlo a termine le possiamo trovare solo nella preghiera che alimenta il nostro spirito proprio quando digiuniamo da tutto il resto.
    Buona quaresima a tutti!

  3. La mia bambina di 10 anni si è impegnata a non stare al pc per il suo 1/4 d’ora quotidiano. So che lo farà ma far passare il messaggio del ‘fioretto’ della rinuncia a degli adolescenti (ma anche alla maggior parte degli adulti) è davvero dura: nell’epoca del ‘tutto e subito’ consideriamo folle e senza senso rinunciare a qualcosa solo per far prevalere la parte pensante di noi, oppure per far posto a qualcosa (come il silenzio, il tempo per riflettere, la generosità verso gli altri)che normalmente è inghiottito dal frastuono quotidiano. E’ dura ma dobbiamo farcela se vogliamo un mondo migliore!

  4. un fioretto è una discplina sportiva che ha sempre regalato delle medaglie olimpioniche all’Italia.

  5. Per l’ennesima volta provo a fare il “fioretto”. Spero di essere fedele, perchè ultimamente sono molto debole di volontà. Anche a me prendono in giro e forse il fioretto più giusto d fare è la capacità di mortificare l’amor proprio, cosa che mi riesce molto male.
    Comunque offrire piccoli sacrifici al Signore è bello!!! Un anno sono stata per tutti i 40 giorni senza vedere la tv.

  6. L’ultima volta che ho raccontato dell’intenzione di fare un fioretto, sono stato sbeffeggiato ed ho dovuto ascoltare frasi del tipo: “esiste ancora?” e “è roba da altri tempi”.
    A mio avviso invece, il fioretto è rock ed il conformismo è lento.

  7. Un sacerdote mio amico ha proposto come “digiuno” quello mediatico. Al momento mi è sembrata un’assurdità, perchè il primo pensiero è stato: “ma in questo modo sarei tagliato fuori dalla vita del mondo, invece il cristiano ci deve stare, nella società”. Poi però ho pensato pure che molte volte siamo anche troppo “informati” su ciò che accade, non riuscendo più a pensarci in modo distaccato, ma al contrario siamo come fagocitati in un vortice di notizie, molte delle quali – tra l’altro – inutili. E il tempo per pensare sulle notizie importanti, dove lo troviamo? e se non pensiamo più a quella BUONA notizia (o meglio, se non la viviamo), che cristiani siamo?

    • Ho imparato a fare i “fioretti” da bambina, ho ripreso a farli da adulta.
      Non mangiare dolci o cioccolata durante la quaresima, o fare un piccolo digiuno mi sembra un buon esercizio su se stessi, un modo corretto e semplice per abituarsi ad un minimo di controllo, magari, poi, per non lasciarti andare o non infierire – a volte verrebbe la tentazione- contro chi ti sorpassa al semaforo, chi ti passa avanti senza rispettare la fila, per non dare una risposta sgarbata a chi se la meriterebbe, ma abituarsi solo a dare risposte corrette…. Una piccola cosa, non per avere qualcosa in contraccambio, ma per non pretendere sempre e comunque tutto, una ginnastica dolce per ricordarti che al superfluo si può anche rinunciare qualche volta.

      Ma il fioretto più bello e particolarmente necessario, oggi, nel 2010 mi sembra il digiuno…dal rumore contro l’indigestione di parole, rumori, suoni, contro il bla bla bla continuo ed incessante, contro tutti i gossip, i commenti, il ragionare a ruota libera di tutto e di tutti,l’uno su l’altro, senza capire nulla,senza ascoltare nulla.
      Fare un po’ di deserto, un po’ di vuoto dentro di noi per riempirlo di attesa, di silenzio, di riflessione, di ascolto, di verità, di speranza…


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