Con le budella dell’ultimo prete

“C’è un modo per difendersi dai preti. Fate come me, basta mettere il seguente bigliettino oltre al proprio nome sul campanello di casa: con le budella dell’ultimo prete, impiccheremo il papa e il re. State certi che non vi scoccia più nessuno!”.

Evidentemente, a questa persona che ha scritto queste parole sul sito di un quotidiano che aveva rilanciato una iniziativa a sua volta rilanciata dalla diocesi di Pistoia per aiutare i giovani a confrontarsi con il sacramento della Riconciliazione, evidentemente a questa persona “i preti” non stanno molto simpatici.

Trovo che questa  posizione, ovviamente legittima, residuo di un antico e per certi aspetti perfino simpatico anticlericalismo ottocentesco, possa essere letta – nell’anno sacerdotale e in giorni così difficili per l’intera “baracca” – anche come un eccezionale grido di aiuto proprio ai “preti” e ai laici credenti: cari amici, abbiamo un enorme bisogno di sacro e, dunque, anche di voi. Ma voi, per favore, cercate di esserne degni.

Sbaglio?

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Published in: on 26 marzo 2010 at 08:45  Comments (6)  

Ma io perchè mai credo in Dio?

Una storia davvero “semplice” quella che troviamo in un piccolo libro appena uscito per le Dehoniane (“Credo in Dio perchè è il più bravo“). Lo ha curato Armando Drago che non è esattamente una persona conosciuta, non è un intellettuale più o meno di grido, non è un teologo e neppure uno studioso.

E’, Armando, una persona comune; come milioni di altre persone comuni: un uomo di mezza età che ha vissuto una vita intensa, è andato all’estero per trovare lavoro, ha provato dolori e gioie. Come tutti noi. Ma lui, a un certo punto, ha sentito il bisogno di portare avanti un progetto particolare grazie a una storia d’amore che chi ha la bontà di leggere il libro scoprirà nella sua bellezza e pure nella sua normalità.

A un certo punto, dunque, Armando Drago ha iniziato a diffondere bigliettini: a proposito e talvolta pure a sproposito, fra conoscenti e perfetti sconosciuti, rischiando di essere mandato a quel paese e talvolta essendoci mandato davvero. Nei bigliettini lui chiedeva due o tre righe di risposta a una di quelle domande (piccole piccole …) su cui uomini e donne si interrogano da millenni: ma perchè io credo in Dio? E perchè credo che ci sarà un’altra vita?

Uomo tenace, voleva arrivare a mille e a mille (risposte) ci è arrivato davvero: oltre settecento sono pubblicate in questo piccolo libro. Hanno risposto bambini e vecchi, vescovi cattolici e uomini di altre fedi, madri di famiglia e suore, gente di fede salda e gente di fede incerta; nel mezzo c’è anche qualche nome famoso, ma la stragrande maggioranza è come Armando, gente comune.

Magari anche altri, che non hanno potuto incontrare Armando e i suoi famosi “pizzini di Dio”, si potrebbero far venire la voglia – in un periodo così forte come quello che ci lega alla Pasqua di Risurrezione – di rispondere a una domanda così … piccola piccola. Già: ammesso che io ci creda, io credo in Dio – e credo nell’altra vita – perchè …

Published in: on 18 marzo 2010 at 17:07  Comments (1)  

Chissà cosa impedisce

Chissà cosa impedisce – nella Chiesa di Gesù Cristo, partendo dalle parrocchie e salendo ai piani più alti – di starci tutti quanti insieme, in un rispetto reciproco fatto di sostanza, sincerità, autenticità, maturità.
Ognuno – preti, religiosi, laici – con le sue diversità e le sue caratteristiche sia personali che di movimento, associazione, gruppo, cammino.
Riconoscendo che, come si diceva un tempo, ciò che unisce è assai più forte rispetto a ciò che divide. Riuscendo a essere consapevoli che nessuna divisione può e deve trasformarsi in sterile chiacchiericcio, in coltellata alle spalle, in atti e comportamenti ipocriti. Sapendo che, fin dall’inizio, nella Chiesa fondata da Gesù Cristo c’è stata ricchezza di diversità.
Chissà cosa impedisce …

Published in: on 8 marzo 2010 at 19:48  Comments (2)  
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