Chissà cosa impedisce

Chissà cosa impedisce – nella Chiesa di Gesù Cristo, partendo dalle parrocchie e salendo ai piani più alti – di starci tutti quanti insieme, in un rispetto reciproco fatto di sostanza, sincerità, autenticità, maturità.
Ognuno – preti, religiosi, laici – con le sue diversità e le sue caratteristiche sia personali che di movimento, associazione, gruppo, cammino.
Riconoscendo che, come si diceva un tempo, ciò che unisce è assai più forte rispetto a ciò che divide. Riuscendo a essere consapevoli che nessuna divisione può e deve trasformarsi in sterile chiacchiericcio, in coltellata alle spalle, in atti e comportamenti ipocriti. Sapendo che, fin dall’inizio, nella Chiesa fondata da Gesù Cristo c’è stata ricchezza di diversità.
Chissà cosa impedisce …

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Published in: on 8 marzo 2010 at 19:48  Comments (2)  

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  1. Leggendo la realtà della Chiesa locale, oggi emerge la preoccupazione per la mancanza di contenuto spirituale, sia di chierici che di laici, che purtroppo mettono il lavoro sociale al di sopra della vita spirituale.
    L’aspetto principale della vocazione cristiana risiede nella identità battesimale che, tutti insieme, dal Papa all’ultimo dei cristiani, (ammesso e non concesso che esista un ultimo tra i cristiani) ci fa vivere come fratelli, come membri della Chiesa di Cristo.
    In molte occasioni noi cristiani, però, cadiamo nell’errore di leggere una realtà esteriore, che ci invita e ci spinge a cercare di essere leader nella società profana e nelle organizzazioni cattoliche.
    Una delle cause di ciò,va ricercata nella crescente difficoltà di dedicarsi alla spiritualità, di scoprire la preghiera in tutte le forme, anche quelle meno tradizionali (pregare non è soltanto la liturgia delle ore, ma è anche dialogare con Dio tramite atti di amore), attività insidiate dalla secolarizzazione.
    L’identità di noi cristiani nella Chiesa è di vivere secondo la Parola. Questa riscoperta della Parola nella comunità cristiana è ben sottolineata dal Concilio Vaticano II e non è più caratteristica della identità intrinseca dei preti o dei religiosi, ma riguarda e coinvolge tutti i cristiani.
    La difficoltà sta nel trovare un equilibrio tra il ruolo sociale e la vita spirituale; è necessario evitare tentativi di forzatura, fissando l’attenzione sull’identità esteriore. In altre parole siamo quotidianamente esposti alla pressione, alle tensioni e alle delusioni connesse alla proclamazione del Vangelo nella nostra società poco aperta alla fede cristiana, ma questo non deve essere motivo che induce a cadere nell’attivismo.
    Per rimanere fedeli all’aspetto principale della vocazione cristiana, cioè battesimale, occorre curare il più possibile i rapporti nella Chiesa, con al centro Cristo Sacerdote, Maestro e Pastore.

  2. Proprio perché ciò che ci unisce è molto più di quello che ci divide, nella Chiesa si trova un po’ di tutto, quasi a nessuno è impedito di starci e molti di noi ci stanno bene …


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