Testimoni digitali: coinvolti ma non rapiti

“Dobbiamo farci coinvolgere ma non farci rapire”. Così Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”, intervenendo al convegno ecclesiale dedicato a “Volti e linguaggi nell’era crossmediale”. Parlava, il direttore, del rapporto fra giornalisti e web: su come un professionista dell’informazione, oggi, può e deve utilizzare la rete senza farsi turlupinare.

E’ un po’ come quei tassisti – ha aggiunto – che per portarti a destinazione usano il satellitare rispetto a quelli che, con lo stesso obiettivo, conoscono bene le strade e i loro segreti. Insomma: mai fidarsi troppo di un contesto, quello crossmediale, quello che intreccia i tanti media digitali e che inevitabilmente ti costringe a fare i conti con gli equivoci della superficialità, con la impossibilità di controllare dove abiti la verità.

Vale, il ragionamento di Calabresi, per i giornalisti. Ma forse vale anche per i cittadini, per chiunque si approcci (giovane o anziano) alle magie della crossmedialità. Oppure no?

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Published in: on 23 aprile 2010 at 06:39  Lascia un commento  

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