Il “consolatore”: pelle d’oca e vita spicciola

Abbiamo appena celebrato Pentecoste: il dono dello Spirito Santo ai primi credenti, ai credenti di ogni tempo. Gesù, nel vangelo di Giovanni, lo chiama con un nome straordinario: “il Consolatore”.

Leggevo tempo fa che la parola deriva dal latino “cum-solo” (non so se l’etimologia è esatta): il Consolatore, lo Spirito Santo, è colui che va a mettersi accanto a chi è solo! Mi ha fatto venire la pelle d’oca. E’ Dio che sceglie di farsi compagno affidabile, di mettersi accanto a chi è solo, fuori e dentro…

E noi dobbiamo diventare i “consolatori” degli altri. Così nasce la Chiesa: l’incontro, l’unità che vince la solitudine. Così può nascere un progetto di città, di civiltà, di famiglia tanto diverse da quelle che viviamo. Così nasce uno “stile” anche individuale di andare incontro alle persone, soprattutto quelle “sole” sul serio!

Non sospettavo che lo “Spirito Consolatore” avesse tanto a che fare con la vita spicciola mia e degli altri.

Vescovo Mansueto

Published in: on 24 maggio 2010 at 09:03  Comments (5)  

Se incrociare le mani porta “sfiga”

C’è un momento, nella Messa, che mi lascia interdetto: quando, allo scambio della pace, parecchi fratelli e sorelle nella fede in Gesù Cristo stanno bene attenti a non … incrociarsi con le strette di mano. Dice (ma chi è quel bischero che lo dice?) che incrociarsi “porta sfiga”. Pochi attimi prima di ricevere Gesù si sta dunque attenti a non ricevere “sfiga”.

Pensando alle grandi risate che Lassù – sulla nostra maturità di cristiani – si fanno fra il Padre, il Figlio e pure lo Spirito Santo, io mi diverto proprio a incrociarle. Quelle mani.

Published in: on 24 maggio 2010 at 08:22  Comments (4)  

Emergenza educativa?

Ostia. Scuola media inferiore.

Un’alunna offende una compagna di classe. Una professoressa rimprovera la prima alunna. Questa avverte, con il cellulare, la madre che attende l’insegnante all’uscita della scuola e la aggredisce. Arrivano i Carabinieri. La mamma (40 anni) e un’altra figlia (20 anni) insultano, minacciano e strattonano i militari. Vengono arrestate e portate in caserma dove arrivano altri due familiari. Anche loro urlano e insultano i Carabinieri.

E’ capitato a Ostia, ma forse potrebbe capitare anche altrove. Emergenza educativa?

Published in: on 20 maggio 2010 at 22:14  Comments (3)  

E se a una rete Rai levassero la pubblicità?

L’altro giorno ho ascoltato Ettore Bernabei, il mitico ex direttore Rai. Sostiene che sono maturi i tempi per una rete Rai senza pubblicità e, dunque, sottratta ai meccanismi dell’audience. Come non essere d’accordo? Come non sperare che ciò, in un modo o in un altro, presto accada? Mi è tornato in mente ieri sera guardando “Classica” su Sky. Davano, in prima serata, un notevole “Gianni Schicchi” di Puccini (sabato prossimo daranno “Turandot”). Ma per vederlo, quel canale, bisogna pagare.

Perchè dunque non pensare a canali, in chiaro, che trasmettano cultura e non solo contributi al rintontimento? Possibile far sentire la nostra voce di cittadini?

Published in: on 16 maggio 2010 at 20:45  Comments (1)  

Ehi, voi della “rete”: che consigli date a un vescovo ?

Inutile che tenti di bluffare: sul web, so poco. Ma capisco che la rete offre interessanti possibilità di comunicazione e perciò mi piacerebbe utilizzarla per essere vicino alle persone che la abitano e, magari, raccontare qualcosa su storie oggi sconosciute ma fonte di sapienza, saggezza, speranza: le Sacre Scritture.

Mi ritengo curioso e sono pronto ad accettare, specie dai più giovani, consigli per un uso utile del web. Voi che siete sempre in rete, che consigli date a un vescovo troppo abituato alla carta dei libri?

Vescovo Mansueto

Published in: on 14 maggio 2010 at 20:05  Comments (50)  

La “lezione” di quei ragazzi

Stamattina – su bella iniziativa della Pastorale giovanile diocesana – ho fatto la parti di “esperto” chiamato, in una classe di una scuola secondaria superiore, a parlare di regole, cittadinanza, democrazia, legalità.

Ho cercato di chiacchierare, con questi sedicenni, delle “regole” che caratterizzano il mestiere del giornalista: la ricerca della verità sostanziale dei fatti, l’onestà, la voglia di non fermarsi davanti agli ostacoli, il contributo alla trasparenza e alla conoscenza …

Guardando gli (splendidi) occhi di questi ragazzi affamati di cose grandi mentre noi adulti, troppo spesso, mettiamo a loro disposizione o l’indifferenza o progetti piccoli e ascoltando l’acutezza di alcune loro osservazioni sulle questioni legate ai media, mi veniva in mente che dai ragazzi, per non parlare dei bambini, sarebbero molte le cose che noi (“esperti”?) potremmo … imparare. Se solo avessimo un po’ più di voglia di … ascoltare.

Published in: on 13 maggio 2010 at 15:31  Comments (1)  

“Voglio farla finita”

“Non ce la faccio a tornare a casa, voglio farla finita”.

Aveva scritto così, nel suo profilo di Facebook, una quindicenne pistoiese dopo un brutto voto a scuola. Allarme, panico, mobilitazione. Poi, grazie alle tracce lasciate dal telefonino cellulare su cui i compagni la spingevano a parlare, la ragazza è stata ritrovata. E portata dai genitori che la attendevano spaventati.

Un piccolo  fatto di cronaca locale, uscito pochi giorni fa. Che forse merita di essere ripreso alla vigilia di un incontro (sabato 22 maggio ore 16:30 in piazza Duomo a Pistoia, “Pentecoste in piazza”) organizzato dalla Consulta diocesana fra le Aggregazioni Laicali come introduzione alla Veglio di Pentecoste (ore 21 in Cattedrale).

Educare alla libertà: sfida per il nostro tempo“: è il filo conduttore dell’intero incontro.

La storia della adolescente pistoiese che per un brutto voto a scuola teme di deludere i genitori, si allontana, affida a un social network il suo disagio, vaga per la città, viene ritrovata grazie al cellulare e alla solidarietà dei compagni di classe, riabbraccia i genitori che le vogliono bene può essere utile a fornire una lettura anche per l’impegno educativo dei laici alla vigilia di una nuova Pentecoste?

Published in: on 9 maggio 2010 at 09:22  Comments (1)  

La soglia del mistero

Cosa è quella immagine? Di chi è quella immagine?”. Due domande, poste dal vescovo Mansueto Bianchi, all’inizio dell’incontro pistoiese con Barbara Frale dedicato a una riflessione sulla Sindone. Qualcuno, alla soglia del mistero, ha voglia di commentare?

Published in: on 5 maggio 2010 at 06:00  Comments (3)  
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: