Il “consolatore”: pelle d’oca e vita spicciola

Abbiamo appena celebrato Pentecoste: il dono dello Spirito Santo ai primi credenti, ai credenti di ogni tempo. Gesù, nel vangelo di Giovanni, lo chiama con un nome straordinario: “il Consolatore”.

Leggevo tempo fa che la parola deriva dal latino “cum-solo” (non so se l’etimologia è esatta): il Consolatore, lo Spirito Santo, è colui che va a mettersi accanto a chi è solo! Mi ha fatto venire la pelle d’oca. E’ Dio che sceglie di farsi compagno affidabile, di mettersi accanto a chi è solo, fuori e dentro…

E noi dobbiamo diventare i “consolatori” degli altri. Così nasce la Chiesa: l’incontro, l’unità che vince la solitudine. Così può nascere un progetto di città, di civiltà, di famiglia tanto diverse da quelle che viviamo. Così nasce uno “stile” anche individuale di andare incontro alle persone, soprattutto quelle “sole” sul serio!

Non sospettavo che lo “Spirito Consolatore” avesse tanto a che fare con la vita spicciola mia e degli altri.

Vescovo Mansueto

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Published in: on 24 maggio 2010 at 09:03  Comments (5)  

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5 commentiLascia un commento

  1. Se davvero avessimo chiaro nelle nostre anime questa presenza dello Spirito consolatore,Dio che viene a essere acanto noi, fuore e dentro,sarebbero molto più facili,la nostra vita di cristiani. La croce non sarabbi cosi tanto pesante come è.
    Lo Spirito Consolatore” quello che ci consola nella deboleza umana,la nostra piccoleza,e ci raforza anche per essere per gli altri consolo nelle momenti di sofferenze,del dolore della malatia,delle imprienzione,nelle sperazione e nelle mancanze di fede. Noi dobbiamo essere lo specchio più belli della pezzenza di Dio nel mondo.Noi siamo i membri del colpo che è Chiesa!!!

  2. 25 Maggio 2010

    Eccellenza Reverendissima,
    Voi parlate di “unità che vince la solitudine…”
    Mi sembra, pertanto, che Voi parliate della “solitudine” come se si trattasse di un nemico da battere, come se si trattasse di un nemico di Gesù, un nemico da cui Gesù debba salvarci.
    Correggetemi, ovviamente, se sbaglio!!!
    Non sono convinto che Gesù debba SALVARCI DALLA SOLITUDINE.
    Cono convinto, al contrario, che Gesù intenda immetterci nella solitudine come esperienza di vita privilegiata per l’incontro con Lui.
    Sono convinto che Gesù voglia, piuttosto, salvarci dall’isolamento in tutte le sue manifestazioni.
    Sto parlando dell’autoisolamento (chiudersi in se stessi sia come “single” che come coppia e come gruppo), dell’isolamento procurato (sempre molto grave, anche e soprattutto, quando viene, maldestramente, giustificato) e dell’isolamento subìto (di cui non ci si dovrebbe mai stancare di indagare in merito alle eventuali ragioni profonde).
    Isolamento è chiudersi alle necessità ed alle sofferenze dei fratelli.
    Solitudine è, al contrario, aprirsi al rispetto ed alla comprensione delle necessità e delle sofferenze dei fratelli, alla condivisione ed alla soluzione delle necessità e delle sofferenze dei fratelli.
    Di Vostra Eccellenza devotissimo

    Luca Lapi (Ministro Straordinario Dell’Eucaristia e Membro Eletto nel Consiglio Pastorale Parrocchiale)

    MITTENTE: LUCA LAPI
    CON CASELLA POSTALE 166
    50032 BORGO SAN LORENZO (FI)
    PARROCCHIA DELLA PIEVE DI SAN LORENZO A BORGO SAN LORENZO
    UNITA’ PASTORALE DI BORGO SAN LORENZO, OLMI, SAN CRESCI-SAGGINALE, PIAZZANO
    VICARIATO DI MUGELLO EST
    ZONA PASTORALE MUGELLO
    ARCIDIOCESI DI FIRENZE

    DESTINATARIO:VESCOVO BLOG:SUA ECCELLENZA REVERENDISSIMA MONSIGNOR MANSUETO BIANCHI
    VESCOVO DI PISTOIA

    MESSAGGIO DI LUCA LAPI CON AUTORIZZAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE ED AL TAGLIO SUL BLOG

  3. Segnalo una piccola nota che era ieri sulla prima pagina di Avvenire che, sulla scia della riflessione del Vescovo, richiama la presenza costante, il sostegno delicato, la difesa incessante che lo Spirito opera in noi e per noi. E poi – almeno per me – ha rappresentato un richiamo su cosa significhi essere autenticamente “avvocato”, parola che per molti versi rimanda oggia significati bassi e meschini, e che ci viene invece riconsegnata in tutto il suo splendore (e la sua etimologia così esigente…).

    C’è un verbo presente in due pa­role importanti della cultura cristiana, apparentemente non collegate tra loro: chiesa e paraclito.

    Derivano infatti entrambe dal verbo kalèo, che in greco significa chiama­re, vocare. Nel primo caso – per la parola «chiesa» – preceduta da una preposizione esso genera il sostanti­vo «ecclesia», nel senso di collettività dei chiamati, degli eletti. Nel secon­do caso – per la parola «paraclito» ­lo stesso verbo è preceduto da «parà», che significa «accanto», «presso», «vicino», ma la parola (sempre coi rischi che comporta l’ar­duo passaggio in rassegna dei signi­ficanti e significati della parola al tempo, e soprattutto la loro tradu­zione nel corrispondente italiano) aveva acquisito una prevalente va­lenza giuridica, indicando il difen­sore, l’avvocato. In effetti avvocato e paraclito, in latino e greco, sono eti­mologicamente la stessa cosa. Stra­no, no? Siamo nei sotterranei filolo­gici della grazia. Quando dunque in Giovanni 14,25-26 leggiamo «Vi ho detto queste cose mentre sono anco­ra presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto», sappiamo che i chiamati avranno accanto un difensore, il quale supplirà alla loro debolezza, li aiuterà a coltivare la divinità pre­sente in loro e li assisterà nel giudi­zio della vita, accompagnandoli si­no al giudizio finale. È dunque un Dio invocato e avvocato, quello dei cristiani. Cristo lo chiama così, Pa­rakletos, parlando alla sua ecclesia, ai suoi chiamati.

    Giovanni d’Alessandro
    (da Avvenire, 23 maggio 2010)

  4. E’ molto bello aver colto, lo Spirito “consolatore”: non solo possiamo essere consolatori, ma è che noi qualsiasi cosa possa capitarci “abbiamo sempre il Consolatore”, a nostra disposizione. L’essenziale è “credere”, altrimenti senza la fede in Dio non sappiamo proprio dove “sbattere la testa”.

  5. oggi noi besogno la consazione e CONSOLATORE.
    Un pensiero piccolissimo e molto bello.
    bravo.


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