Alla scoperta di quel “pane della strada”

Abbiamo da poco passato il “Corpus Domini”, la festa del Pane!

Sono rimasto colpito da una frase, apparentemente marginale, nel Vangelo di Luca (“… dei pani avanzati ne portarono via 12 ceste”).

Dodici: come le tribù dell’antico Israele; come gli Apostoli, inizio del nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Quindi un pane per tutti.

Dodici: come i mesi dell’anno o le costellazioni che scandiscono il tempo. Quindi un pane per sempre.

Sono le 12 le ceste in cammino sulla strada del tempo, nella vita della gente.

Quelle ceste di pane in cammino, quel “pane della strada” è certamente l’Eucarestia, è la persona di Gesù.

Ma quel pane siamo anche noi, la Comunità cristiana, la Chiesa chiamata a farsi “pane” per l’attesa e per la fame delle persone.

Un pane che “sa di sale”, un pane amaro in certe stagioni, in questi giorni …

Le dodici ceste in cammino, il “pane della strada” è la mia vita, come la vita di ogni sorella o fratello nella fede, dove deve essere possibile rileggere il vangelo e riconoscere Gesù.

Il “pane della strada” è quanto di umanità, di giustizia, di solidarietà, di accoglienza e di perdono riesce a esprimere e a donare la vita di ogni persona, di ogni “uomo di buona volontà”.

Le dodici ceste in cammino, il “pane della strada” è …

Vescovo Mansueto

Annunci
Published in: on 7 giugno 2010 at 09:40  Comments (7)  

The URI to TrackBack this entry is: https://diocesipistoia.wordpress.com/2010/06/07/alla-scoperta-di-quel-pane-della-strada/trackback/

RSS feed for comments on this post.

7 commentiLascia un commento

  1. Giovanni 6,12-13: Gli avanzi di dodici canestri. Il numero dodici indica la totalità della gente con le sue dodici tribù. Giovanni non dice se avanzarono anche pesci.Lui evoca il pane come simbolo dell’Eucaristia. Il vangelo di Giovanni non ha la Cena Eucaristica, però narra la moltiplicazione dei pani, simbolo di ciò che deve avvenire mediante la celebrazione della Cena Eucaristica. Se tra i popoli ci fosse una vera condivisione,ci sarebbe cibo per tutti ed anzi avanzerebbero dodici canestri per altra gente! Anche il brano evangelico di Lc. 9, 11-17 evoca in tutta evidenza l’Eucarestia. Non ha senso interpretare il brano in senso materialistico…ci può stare anche il dubbio che sia stato frutto della fantasia della gente che voleva esaltare il Maestro …Se invece ne cerchiamo il significato alla luce della nostra esperienza dell’Eucarestia , allora ci rendiamo conto che con questo brano ci viene fatto un dono prezioso. L’episodio della “moltiplicazione dei pani”, se letto spiritualmente,indica un qualcosa che attraverso Cristo inizia a farsi strada nella coscienza umana.
    Tutto si svolge in una zona deserta, significativa per una lettura spirituale, che, per essere compresa, ci domanda di abbandonare il ragionamento razionale per poter seguire la linea vitale della ri-nascita cristiana.
    Rinascere è percorrere la via opposta a quella in cui l’uomo nasce, è capovolgere la linea del divenire . La linea della creazione parte dal Padre e va fino a che trova il suo punto di arresto e di inversione nella venuta di Cristo. Adamo,il primo, è la NASCITA nel mondo fisico e materiale per-ché la coscienza umana potesse avere un corpo, Gesù è la RI-NASCITA, introduce le forze dello spirito sulla terra per iniziare il movimento di risurrezione, di liberazione ,il cammino inverso, così il ritorno all’Unità Originaria è un fatto reale, Dio è in terra,nella terra, in noi. Ri-nascere è sentirsi in Dio, è credere in Dio. Da Adamo, IL PRIMO, l’umanità ha percorso la via del materialismo assoluto,che come atto ultimo ha crocifisso Gesù Cristo, il Quale nello stesso attimo della Sua morte ha segnato la via della ri-nascita,la resurrezzione, ….ha tracciato il sentiero opposto che da Lui torna al Creatore di Adamo……
    Dobbiamo assumere questa certezza con un atto di fede, pensare a Dio, a Cristo in noi come il pane ,alimento che nutre tutta la nostra vita,e, se è accolto con la certezza della Sua presenza in noi, le nostre forze fisiche, morali, spirituali vengono sostenute e moltiplicate.
    Dopo l’istituzione dell’Eucaristia, il Padre è in noi, nella profondità dell’essere .
    Con la «moltiplicazione dei pani» e quello che avviene nell’Eucaristia, inizia una nuova realtà, con Gesù Cristo. Dio è la vita. Cristo è la vita, come cibo che ci fortifica nel cammino del ritorno al Padre…la rinascita.
    Percepire questo fatto ci mette di fatto fuori dal dualismo che è intrinseco nella nostra quotidiana esistenza, e ci ricolloca in quell’appassionante corrente che sale verso Dio , che si è tracciata il solco nel profondo della coscienza con la venuta di Cristo, con la sua morte e la Sua risurrezione.
    Così la «moltiplicazione dei pani» è un fatto che possiamo e dobbiamo sentire sempre attuale.La nostra salvezza è il sentiero della ri-nascita, nostro libero arbitrio è la volontà di percorrerlo.

  2. Vedendo la folla Gesù “ebbe compassione” e guarì i malati. Compassione è parola che indica la sede dei sentimenti, le viscere, ciò che rivela la misericordia ma anche l’ira (Mt.18,23-35). Nel nostro testo chi prova compassione è Gesù; Gesù si è sentito toccato nel cuore delle sue viscere, nel cuore della sua messianicità. Gesù prova compassione, non i discepoli. Se non una critica esplicita vi è certamente un ammonimento rivolto alla chiesa.

    Come pensare una chiesa cristiana senza “compassione”? Matteo intende sottolineare il fatto che senza compassione non vi è condivisione: se non succede qualcosa dentro di te, i tuoi pensieri restano attaccati ai pani e ai pesci, al tuo cibo, senza scorgere chi non lo ha. Il distacco è dell’ordine della parola che viene da fuori, da Gesù: “date loro voi da mangiare”!

    La compassione di cui qui si parla non crea paternalismo, non c’è posto per l’esaltazione delle opere di beneficenza per i poveri, non esiste la comunità dei donatori e la comunità di chi riceve e resta nella posizione di assistito.

    Guai ad una chiesa che organizza tali forme di diaconia! No, condividere il pane significa riconoscere che la chiesa non è all’origine del dono, ciò che dà è anche ciò che riceve: Matteo lo ha appena ricordato alla sua comunità parlando della missione dei dodici: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (10,8).

    Matteo però dice anche esplicitamente che la compassione di Gesù può diventare la nostra. Il grande miracolo di questa narrazione è la conversione dello sguardo dei discepoli che in seguito alle parole di Gesù riescono a vedere la folla, ad assumere questa presenza non più come elemento di disturbo ma come vocazione. Una chiesa che non fa l’esperienza della compassione è una chiesa incapace di scorgere i bisogni della gente.

    Amen

  3. Gesù è sempre passato per le strade delle città. E’ per le strade che ha compiuto molte delle sue azioni, ha parlato, ha guarito, dicendo addirittura che egli stesso è “via”. Dunque è diventato strada, nella strada di tutti i giorni.

    Grazie per questo blog, mi piace molto che un vescovo sia anche un blogger e condivida pensieri con navigatori che possono approdare su queste sponde anche da molto lontano, come è capitato a me! 🙂

    Un abbraccio, Lorenzo

  4. 8 Giugno 2010

    E’ stato messo in evidenza Luca 9,17:”…dei pani avanzati ne portarono via 12 ceste”.
    Io vorrei mettere, prima, in evidenza Luca 9,13:”…’Dategli voi stessi da mangiare'”.
    Lo interpreto così:”…’Siate voi stessi cibo e bevanda per loro così come lo sono e sarò Io per voi, per loro e per tutti. Sia la vostra testimonianza della mia Parola cibo e bevanda per loro'”.
    Ritorno a Luca 9,17:”…dei pani avanzati ne portarono via 12 ceste”.
    Mi piace evidenziare:”…ne portarono via…”.
    Non dice, infatti:”…ne gettarono via…”, ma, appunto:”…ne portarono via…”.
    Mi viene in mente, a questo proposito, la Sequenza del Corpus Domini che dice:”…non dev’essere gettato…”.
    L’Eucaristia, il Corpus Domini non è cibo e/o bevanda che, come tutto il resto dei cibi e delle bevande, entra da una parte ed esce da altre.
    L’Eucaristia, il Corpus Domini rimane, per sempre, nel nostro Cuore e, soprattutto, nella nostra Anima (“…Ospite dolce dell’Anima…”).
    Il fatto che ci comunichiamo ogni giorno festivo o prefestivo (e qualcuno anche ogni giorno feriale) non significa che non lo si abbia più, che lo si sia, improvvisamente, perduto.
    Significa che se ne ha, semplicemente, un immenso, perpetuo bisogno come se (ma è noto che non è così), dentro di noi, lo si fosse smarrito.

    Luca Lapi (Ministro Straordinario dell’Eucaristia e Membro Eletto nel Consiglio Pastorale Parrocchiale di Borgo San Lorenzo)

    MITTENTE: LUCA LAPI
    CON CASELLA POSTALE 166
    50032 BORGO SAN LORENZO (FI)
    luca.lapi@alice.it
    PARROCCHIA DI SAN LORENZO A BORGO SAN LORENZO
    UNITA’ PASTORALE DI BORGO SAN LORENZO, OLMI, SAN CRESCI-SAGGINALE, PIAZZANO
    VICARIATO DI MUGELLO EST
    ZONA PASTORALE MUGELLO
    ARCIDIOCESI DI FIRENZE

  5. Caro Mansueto,sia anche per te CAMMINA CAMMINA Loretino 5/6/2010
    “NON STAMCARTI MAI D’ANDARE,
    NON STANCARTI MAI DI CURIOSARE,
    NON STANCARTI MAI DI CONOSCERE,
    NON STANCARTI MAI D’AMARE.

    NON ABBANDONARE MAI,LA SPERANZA
    AFFRONTA LA VITA GIORNO PER GIORNO,
    CERCANDO SEMPRE UN FRATELLO
    PERCHE’ LA VITA E’ UN VIAGGIARE ASSIEME
    E CAMMINA CAMMINA

    ARRIVA ALLA META OGGI
    ARRIVA ALLA META DOMANI
    ARRIVA ,SEMPRE,E POI RIPARTI
    ARRIVARE,E’ SOLO ,UNA TAPPA
    E ALLORA CAMMINA CAMMINA

    LA TUA VITA E’ COME L’ACQUA,
    CHE SCORRE DAL MONTE ALLA VALLE
    RAGGIUNGENDO IL MARE
    FRESCA SORELLA,E RISTORO,
    E TU CAMMINA CAMMINA

    COME L’ACQUA,SCORDA LE SPONDE,
    COME L’ACQUA DIPINGE LA GHIAIA,
    COME IL SASSO ,SIVENTA LA SABBIA
    COSI NASCE UNA CASA,
    E TU CAMMINA CAMMINA

    TI ABBANDONERA’ ,LA SCORZA
    CHE IL TEMPO DONATO’IMPONE
    E L’ULTIMO RAGGIO,RISVEGLI LA FEDE
    E DIO T’ABBRACCI IN ETERNO
    MA TU MAI,NON FERMARTI
    CAMMINA SEMPRE,CAMMINA.
    I NONNI CON AMOR DI AVVISANO
    TI ABBRACCIANO E A TE,ANZI <A VOI TUTTI
    QUASI SILENTI VI SUSSURRANO
    VAI….PICCOLO,VAI,,,LA VITA E' UNA LUNGA CORSA
    MA CON L'AMICO GESù ,CE LA FARAI
    DOMENICA 13 GIUGNO 1^ COMUNIONE Carlo e Lara , AL CARO MATTIA Chiesa di S:Michele Arcangelo di Comeana

  6. Il mondo ha tanta sete e fame della felicità,cerca di maniera ein posto sbagliato.
    la chiesa,i cristiani, noi dobbiamo essere per loro i cesti di pane, pane nella strada,pane nella vita, pane per sempre. Questo vuoi dire lasciarci trituraci come i grano,soffire come ha soferto il Nostro Signore per saziare la fame dell’umanità.

  7. Il pane della strada è anche “sofferenza”. Ti mette tanta amarezza l’indifferenza della gente al passaggio di Gesù per le strade della città, durante la processione del Corpus Domini.
    Eppure, noi che conosciamo il grande “Tesoro” che abbiamo, non potendo fare altro, dovremmo pregare instancabilmente per tutte quelle persone che se ne privano e non sanno quello che perdono!!!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: