Stolto

“Stolto”. Parola desueta nel linguaggio di oggi e in una cultura che preferisce il termine opposto (“astuto”) anche perché pare davvero “stolto”, oggi, non essere “astuti”.

Ma Dio bolla in questo modo (“stolto”) l’uomo ricco la cui campagna aveva dato un raccolto abbondante. E’ “stolto”, l’uomo ricco, se pensa di usare i suoi beni in termini oggi politicamente assai corretti e correnti (“riposarsi, mangiare, bere, divertirsi”).

Dio, un Dio antipatico secondo il comune pensare, gli “gufa” che da lì a poche ore gli verrà un coccolone. Dio, un Dio impiccione, gli pone una domanda piccola piccola (“Quello che hai preparato, di chi sarà?”) che poi è l’eterna domanda del Qoèlet (“Vanità delle vanità: tutto è vanità”).

Non mancano gli esempi, sullo sfondo della prima domenica d’agosto, di comportamenti “stolti”. Che significa, oggi, essere “stolti”? E che significa essere “astuti”?

Mansueto, vescovo,
sul Vangelo di domenica 1 agosto 2010 (lc 12, 13-21)

Annunci
Published in: on 28 luglio 2010 at 08:18  Comments (3)  

The URI to TrackBack this entry is: https://diocesipistoia.wordpress.com/2010/07/28/stolto/trackback/

RSS feed for comments on this post.

3 commentiLascia un commento

  1. Dal Vangelo secondo Luca

    In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
    E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
    Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

    Io personalmente penso che il messaggio essenziale del Vangelo è talmente comprensibile che non ha bisogno di interpretazioni. In pratica ci dice che la vita di un uomo non dipende dai suoi beni ma dall’attimo in cui questa gli verrà richiesta, in qualsiasi momento della vita può succedere.. A ben pensare l’arricchimento materiale è un’aspirazione di tutti gli uomini!!! Ricchezza = sicurezza, ricchezza = indipendenza, ricchezza = coltivare hobby, ricchezza = realizzare le aspirazioni……e così via….Gesù non mette in discussione l’uso dei beni per una giusta esistenza, ma asserisce che la ricchezza porta gli individui a sentirsi lontano da Dio e dal prossimo……porta a pensare con certezza di essersi messi al riparo dalla miseria,la vecchiaia,la ricchezza soddisfa i piaceri di questo mondo…..E poi,tutti gli uomini che accumulano ricchezze materiali pensano che queste siano il segno della benedizione di Dio e quindi si sentono di non avere più nessun obbligo morale o materiale verso il prossimo…(se Dio li benedice con tanta ricchezza, fanno anche troppo per i meno fortunati!!!!!!!) MA……MA………ANCHE LORO, COME TUTTI, VERRANNO GIUDICATI CON IL CRITERIO DEL PRIMO COMANDAMENTO: AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO ….E ALLORA MI CHIEDO: MA COME SI FA AD ACCUMULARE RICCHEZZE E VOLERE BENE AL PROSSIMO COME NOI STESSI???????? Stolto è il ricco che giustifica la sua cupidigia e si esonera dall’aiutare il prossimo, dall’amare il prossimo suo come se stesso….. Astuto è il ricco che ama il prossimo suo come se stesso, che aiuta il prossimo, che per questo sarà meno ricco, forse povero, ma aiutando il prossimo ad uscire dalla disperazione condividendo i beni materiali, sarà veramente ricco, ricco agli occhi del Signore. Ecco perché la ricchezza che ci viene donata è solo un mezzo per impegnarsi per il prossimo.

  2. “Stolto”, un appellativo che dà Gesù, che in un primo momento ti disorienta, ma poi a ben riflettere ti accorgi che tante volte “i tuoi castelli in aria” non servono a nulla. Allora ha proprio ragione Gesù, per cui bisogna abbandonare le nostre posizioni, le nostre certezze, le nostre sicurezze per essere “astuti” e cioè per seguire Gesù dargli retta.

  3. Stamani tutta la liturgia della parola, l’omelia, mi ha fatto riflettere , me in testa a quanto , a tutto il lavoro che faccio e facciamo, al successo, e perchè no, al potere , perchè in tanti nel nostro ruolo, di fatto esercitiamo più un potere che un servizio, perchè ne gode la nostra vanità.
    Quando in interventi ,trattative impropriamente (per alcuni) tratti certi argomenti non ottieni quasi mai risposte.
    Banchieri, Imprenditori,politici, amministratori, sindacalisti, ….anche Sacerdoti …credo che nel coraggio della verità abbiamo bisogno di tante docce di umiltà, e con questo saluto ;Torno ad elaborare conti per far si che alcuni lavoratori possano in un fututo prossimo ma non vicino riscuotere i loro averi che un imprenditore “disinvolto e maldestro” o il mercato drogato glielo hanno impedito lasciandoli senza lavoro e senza ” la mercede dovuta”.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: