Pecunia olet

Tonnellate di parole sulla “provocazione” religiosa del dittatore libico che, davanti a centinaia di ragazzine illuse da troppe stupidaggini televisive e bene rappresentative di un’Italia post secolarizzata, chiede all’Europa di diventare … islamica e lo chiede a poche centinaia di metri dal Vaticano.

Davvero legittimo il dubbio che uno show mediatico così grossolano sia stato voluto, con evidente cinismo, per un obiettivo preciso: depistare, far parlare di altro, nascondere i dettagli di qualche “affare” – perfino fra uomini di Stato -assai più concreto. Assai più prosaico.

Uso privato di Dio per non far puzzare troppo i denari ricavati ?

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Published in: on 30 agosto 2010 at 09:02  Comments (4)  

Gli applausi in cattedrale e la paura del silenzio

Possibile che anche a un funerale di un vescovo non si possa fare a meno di esercitarsi, al passaggio della bara e in occasione dei discorsi, nel rito di “sant’applauso”? Possibile che la volgarità dei tempi faccia confondere le navate di una cattedrale con un set da fiction ?

In questa e in tante altre occasioni, erano – certo – l’affetto e la riconoscenza a motivare i battiti di mani. Ma possibile che tutto ciò non si possa esprimere con il fragore del silenzio? Fa così tanta paura, oggi, il silenzio?

Published in: on 30 agosto 2010 at 08:48  Comments (8)  

Quella pagina su “Repubblica”

Adesso, caro vescovo Simone, quella pagina se la vede direttamente da lassù: quella pagina di quel quotidiano uscita un mesetto fa.

Si ricorda? Gliene accennai quando passai a trovarla, poco prima di Ferragosto. Siccome vidi che il suo spirito lo consentiva, mi permisi quella battuta sul fatto che proprio quell’articolo sulla pagina cultura dell’importante quotidiano laico finiva, in modo inaspettato, quasi per darle ragione dopo le durissime polemiche di qualche anno fa che anche quel quotidiano fece di tutto … per rinfocolare.

Polemiche e accuse che la fecero passare – agli occhi di chi non la conosceva – per quello che lei, certo, non era: un retrogrado; un vecchio prete incapace di capire la modernità.

Sorridendo mi chiese di portargliela, al rientro dalle ferie, quella pagina. Non ho fatto in tempo. Ma adesso, caro vescovo Simone, quella pagina se la guardi con calma e cerchi di fare il possibile per aiutarci – anche come giornalisti – a sbagliare il meno possibile. Si ricorda? Me lo promise …

Published in: on 27 agosto 2010 at 14:08  Lascia un commento  

Dal grande silenzio in una abbazia di pietra

Prendere una Messa celebrata in una lingua diversa, e prenderla in una antica abbazia, immersi nella pietra nuda e nel silenzio assoluto (mio Dio come non ci siamo più abituati al silenzio), significa un necessario contributo alla concentrazione e alla essenzialità.

E mi son chiesto – uscendo – in quanti, anche fra chi è consueto “prender messa”, siano totalmente consapevoli, di quanto – nelle diverse fasi della celebrazione – sta davvero accadendo.

Me lo chiedo solo io?

Published in: on 21 agosto 2010 at 16:51  Comments (1)  

Dai biscotti alle mutande, ricordando gli scarponi di Zeno

Brava (e bella: non guasta) la Federica Pellegrini che ha vinto il nuoto a Budapest. E anche un po’ più ricca, visti i contratti pubblicitari che le sono subito piovuti addosso (paginate intere, già oggi, per farci credere che mangiare certi biscottini sia un contributo alla leggerezza e che Enel sia l’energia che vince).

Federica non è ovviamente la sola e, oltretutto, almeno ha vinto: pochi mesi fa astuti pubblicitari, dovendo aiutare la vendita di certe mutande, pensarono di affidarsi a cinque o sei brocchi di calciatori. Le mutande saranno certo andate a ruba, ma di gol se ne videro pochini …

Come non ricordare dunque – confronto imbarazzante – le vicende di un grandissimo campione del passato, l’abetonaro Zeno Colò? Fu squalificato – era il 1954 e la sua carriera finì in quel modo, anche se 35 anni dopo gli dettero ragione – per aver fatto una modestissima pubblicità a una marca di scarponi.

Appena 56 anni fa. Preistoria.

Non mi va di lodare i tempi passati. Ma pure mi chiedo se si stava meglio (come regolamenti sportivi e come stile collettivo) quando si stava peggio. Ma soprattutto: perchè dovrei mangiare quei biscottini solo perchè la società che li produce paga un sacco di soldi – che oltretutto finisco per pagare io – per farmi credere che siano leggeri e facciano vincere chissà cosa?

Possiamo, tutti quanti, essere un pochino più furbi?

Published in: on 17 agosto 2010 at 16:53  Comments (1)  

Due passi nella polvere, ma puliti dentro

“In fondo tutto risponde allo stesso filo conduttore: la volontà e la determinazione, la sua missione politica vista come un servizio e la sua onestà che lo portava ad affrontare spese personali che avrebbe potuto chiedere ai fondi dello Stato trattandosi di una necessità assoluta per la sua sopravvivenza nel tempo delle sue vacanze in montagna. Non volle che asfaltassero la strada che dal paese arrivava nella nostra piccola valle di Sella, preferendo scendere davanti alla porta di casa un po’ impolverato esteriormente, ma pulito nella sua coscienza”.

Lo scrive, nella consueta e preziosa rubrica su “Avvenire“, Maria Romana De Gasperi, riferendosi a suo padre Alcide.

In periodi di enorme squallore per la politica, la strada polverosa dello statista trentino è un ricordo davvero lontano, perfino “patetico” secondo lo stile di un presente così misero.

Ma forse l’esempio di Alcide De Gasperi, e dei tanti che – da tante famiglie politiche – seppero nobilitare la politica con assoluto disinteresse personale, può essere utile anche oggi. Che quella stradina di montagna, qualcuno, l’avrebbe già fatta diventare una … tangenziale.

Published in: on 14 agosto 2010 at 15:52  Lascia un commento  

Santa Chiara: aiutaci a non farci fregare dalla cattivatv

Subito dopo san Lorenzo (quello delle stelle), l’11 agosto si festeggia santa Chiara (la monaca, amica di san Francesco, che Pio XII volle far diventare “patrona” della televisione).

Esattamente un anno fa, 750 monache italiane dell’ordine fondato da Chiara – le claustrali chiamate Clarisse – fecero notizia perché promisero di pregare tutte insieme “per una tv migliore”.
Di certo pregarono, ma con molta probabilità il buon Dio – quel giorno – era un po’ distratto: nell’ultimo anno la nostra tv non è che sia migliorata molto, anzi …

E allora perchè non riprovarci? Chi crede sa benissimo quanto possa essere forte la forza della preghiera. E chi non crede, che ci rimette ?

Ma non deleghiamo le sole monache di clausura, proviamoci anche noi. Facciamolo, quel giorno, intensamente. Magari facciamoci aiutare da uno dei tanti tg che invece di darle, le notizie vere, le nascondono in mezzo a tanta spazzatura inutile … Magari riprendiamo in mano la ricevuta del canone pagato per il servizio pubblico radiotelevisivo o pensiamo quanto siamo fessi ad accettare, senza proteste, i “canoni” silenziosi dei ricarichi pubblicitari … Magari, dopo aver pregato, cerchiamo pure di mobilitarci – come cittadini di una democrazia spesso fondata solo sul populismo mediatico – affinchè i media siano a servizio nostro e non di poteri più o meno palesi ….

Proviamoci, amici, a pregare forte (credenti o miscredenti che noi siamo, baciapile o mangiapreti che noi possiamo essere diventati per i casi della vita).

Preghiamo santa Chiara, patrona della televisione perchè ci aiuti a non farci fregare dalla cattiva tv, perchè ci sostenga nel nostro diritto ad avere un sistema televisivo di qualità.

Vuoi vedere che la preghiera è rimasta, davvero, l’ultima nostra “arma”?

Published in: on 7 agosto 2010 at 19:54  Comments (1)  

Se il calcio invade il campo in un’Italia rintontita

Pare che la grande novità del prossimo campionato di calcio siano le partite giocate, di domenica, alle 12:30 e cioè in uno spazio un tempo dedicato alla famiglia, al riposo, al pranzo o magari pure alla Messa.

Un vescovo – in attesa che dire queste cose sia reato – ha oggi parlato di “invasione di campo”.
Lo spostamento delle partite al sabato ed alla domenica, “questo spalmare il calcio sul tempo dell’uomo e sul tempo della domenica credo – ha ribadito mons. Carlo Mazza, vescovo di Fidenza – è una forzatura. Direi, allora, che occorre, anche qui, riprendere in mano il senso profondo dei valori veri dell’uomo, della famiglia, del calcio e di tutto quello che è la nostra civiltà italiana. Bisognerà ripensare a fondo, perché se tocchiamo la Domenica, che è il giorno più bello, più elevato, più ricco di significati ed anche più disponibile all’umano, dove vogliamo arrivare, poi, con la nostra società e con il nostro modo di vivere insieme?”.

Parole sante, ma – temo – parole inutili in questa nostra Italia post, post, post, post secolarizzata: un’Italia che non avverte il bisogno di ringraziare Dio andando a Messa, si vergogna dei riti sacri, non sa più leggere un dipinto a sfondo religioso ma coltiva il bisogno di ossequiare il dio nascosto negli ipermercati, affolla orrendi centri commerciali costruiti come finti paesi, si fa fregare dai trucchi delle svendite, rumina pop corn nelle multisale, non ha soldi ma li spende a “grattare” senza vincere, invidia calciatori fessi ma ricchissimi, ammira “escort” nullasapenti ma moltoguadagnanti.

Un’Italia, insomma, vangamente rintontita che se tornasse a Messa forse non gli farebbe poi tanto male …

Published in: on 2 agosto 2010 at 20:50  Comments (1)  
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