Se il calcio invade il campo in un’Italia rintontita

Pare che la grande novità del prossimo campionato di calcio siano le partite giocate, di domenica, alle 12:30 e cioè in uno spazio un tempo dedicato alla famiglia, al riposo, al pranzo o magari pure alla Messa.

Un vescovo – in attesa che dire queste cose sia reato – ha oggi parlato di “invasione di campo”.
Lo spostamento delle partite al sabato ed alla domenica, “questo spalmare il calcio sul tempo dell’uomo e sul tempo della domenica credo – ha ribadito mons. Carlo Mazza, vescovo di Fidenza – è una forzatura. Direi, allora, che occorre, anche qui, riprendere in mano il senso profondo dei valori veri dell’uomo, della famiglia, del calcio e di tutto quello che è la nostra civiltà italiana. Bisognerà ripensare a fondo, perché se tocchiamo la Domenica, che è il giorno più bello, più elevato, più ricco di significati ed anche più disponibile all’umano, dove vogliamo arrivare, poi, con la nostra società e con il nostro modo di vivere insieme?”.

Parole sante, ma – temo – parole inutili in questa nostra Italia post, post, post, post secolarizzata: un’Italia che non avverte il bisogno di ringraziare Dio andando a Messa, si vergogna dei riti sacri, non sa più leggere un dipinto a sfondo religioso ma coltiva il bisogno di ossequiare il dio nascosto negli ipermercati, affolla orrendi centri commerciali costruiti come finti paesi, si fa fregare dai trucchi delle svendite, rumina pop corn nelle multisale, non ha soldi ma li spende a “grattare” senza vincere, invidia calciatori fessi ma ricchissimi, ammira “escort” nullasapenti ma moltoguadagnanti.

Un’Italia, insomma, vangamente rintontita che se tornasse a Messa forse non gli farebbe poi tanto male …

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Published in: on 2 agosto 2010 at 20:50  Comments (1)  

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  1. La proposta di far disputare le partite del campionato di calcio alle ore 12,30 della domenica è indubbiamente in sintonia con questa società in decadenza, che somiglia sempre più a quella descritta mirabilmente da Federico Fellini quando tradusse in un film il Satyricon di Petronio Arbitro: una civiltà in cui la gente non sapeva niente che stava per arrivare Chi (il Cristo) avrebbe cambiato le cose. “Una società quasi finita e una nuova non concepita”, insomma, per dirla con Francesco Guccini.
    Riguardo invece ai centri commerciali che in America vengono istituiti in ‘paesi fantasma’ virtuali, realizzati appositamente,ebbi a far osservare a un capo-dipartimento della Regione (nonché docente universitario)che ne parlava nel Palazzo dei Vescovi di Pistoia, in occasione della presentazione del libro ‘Occasione commercio’, scritto dal bravo economista valdinievolino Sandro Danesi, che da noi non importerebbe costruire ‘paesi fantasma’ atificiali: ne abbiamo già -purtroppo- di ‘naturali. Vedi, sulla nostra montagna, Lizzano.
    Alessandro Tonarelli


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