Santa Chiara: aiutaci a non farci fregare dalla cattivatv

Subito dopo san Lorenzo (quello delle stelle), l’11 agosto si festeggia santa Chiara (la monaca, amica di san Francesco, che Pio XII volle far diventare “patrona” della televisione).

Esattamente un anno fa, 750 monache italiane dell’ordine fondato da Chiara – le claustrali chiamate Clarisse – fecero notizia perché promisero di pregare tutte insieme “per una tv migliore”.
Di certo pregarono, ma con molta probabilità il buon Dio – quel giorno – era un po’ distratto: nell’ultimo anno la nostra tv non è che sia migliorata molto, anzi …

E allora perchè non riprovarci? Chi crede sa benissimo quanto possa essere forte la forza della preghiera. E chi non crede, che ci rimette ?

Ma non deleghiamo le sole monache di clausura, proviamoci anche noi. Facciamolo, quel giorno, intensamente. Magari facciamoci aiutare da uno dei tanti tg che invece di darle, le notizie vere, le nascondono in mezzo a tanta spazzatura inutile … Magari riprendiamo in mano la ricevuta del canone pagato per il servizio pubblico radiotelevisivo o pensiamo quanto siamo fessi ad accettare, senza proteste, i “canoni” silenziosi dei ricarichi pubblicitari … Magari, dopo aver pregato, cerchiamo pure di mobilitarci – come cittadini di una democrazia spesso fondata solo sul populismo mediatico – affinchè i media siano a servizio nostro e non di poteri più o meno palesi ….

Proviamoci, amici, a pregare forte (credenti o miscredenti che noi siamo, baciapile o mangiapreti che noi possiamo essere diventati per i casi della vita).

Preghiamo santa Chiara, patrona della televisione perchè ci aiuti a non farci fregare dalla cattiva tv, perchè ci sostenga nel nostro diritto ad avere un sistema televisivo di qualità.

Vuoi vedere che la preghiera è rimasta, davvero, l’ultima nostra “arma”?

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Published in: on 7 agosto 2010 at 19:54  Comments (1)  

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  1. 8 Agosto 2010

    Trascrivo una mia riflessione del 9 Febbraio 1997.

    “Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del…TELEVISORE”.

    (Libero adattamento da Ebrei 1, 1-2)

    Caro televisore,
    Lettori (specialmente, sacerdoti, religiosi, religiose e vescovi) rimarranno un po’ o, forse, molto scandalizzati nel vedere a cappello di questa mia lettera un libero adattamento dalle Sacre Scritture.
    Ne avevo, tuttavia, bisogno per illustrare il mio rapporto con te e la considerazione che io ho di te.
    Di te, infatti, si dicono tante cose, troppe, forse, e, di queste, molte a sproposito.
    Io vorrei, nel corso di questa mia, perciò, provare, tra l’altro, a spezzare una o più lance a tuo favore.
    Occorre, pertanto, che parli anche della mia esperienza personale.
    Tu, oggi, sei assurto, in modo ufficioso ed ufficiale, al ruolo di “parcheggio” ideale per bambini che, in tal modo, lasciano liberi gli adulti di farsi i fatti loro.
    Questo te lo posso dire, tranquillamente, per esperienza diretta, ogni volta che osservo i miei nipoti.
    Oggi, inoltre, si può dire che anche tu hai dei “nipoti”: il videoregistratore, il computer (ogni giorno in continua espansione attraverso INTERNET) ed il lettore DVD.
    Attraverso il videoregistratore ed il lettore DVD, oggi, a differenza di ieri, non esiste più l’orario fisso delle ore 17,OO in cui, oltre a fare merenda, si guardavano i programmi “per i più piccini” e, subito dopo, “la TV dei ragazzi”.
    Con l’avvento delle videocassette e dei DVD ogni momento della giornata rischia di diventare un occasione “non stop” di guardare la TV.
    Interviene, per fortuna, l’impegno scolastico oppure, per i più grandi, del Catechismo ad interrompere questa maratona televisiva.
    Attraverso il computer con floppy-disk e compact-disk si imparano i nuovi linguaggi multimediali e si “naviga in INTERNET”, ma, attraverso i videogames, si impara – e ci si infervorisce per questo – anche a distruggere l’avversario con un semplice battito di tasti.
    Ma, torniamo a te, caro televisore.
    Vorrei provare a spiegare perché perché ti annovero tra i miei amici perché tu, ovviamente, sei un amico speciale, unico.
    E’ diventato molto difficile, oggi, ritrovarsi tra amici.
    Non si può, infatti, più, oppure, non si è mai potuto lasciare fare tutto all’improvvisazione, alla spontaneità.
    Per ritrovarsi tra amici, oggi, occorre fissare in anticipo, telefonarsi per verificare che la disponibilità ad incontrarsi sia corrisposta.
    Se, dopo avere seguito questa procedura, la risposta dovesse essere negativa si rimarrebbe, sempre, col dubbio se l’indisponibilità fosse dovuta ad un reale impegno preso precedentemente dall’amico e che non può essere disdetto oppure rinviato o se fosse dovuta ad un improvviso ed irreversibile disinteresse di costui per l’altro.
    Tu, invece, caro televisore, sei, ripeto, un amico speciale, unico.
    Con te non occorre fissare appuntamenti.
    L’unica cosa che possa accomunarti agli esseri umani è che anche tu, talvolta, hai bisogno della visita a domicilio del medico e se il tuo malanno persiste occorre chiamare uno o due infermieri perché ti accompagnino al suo studio per una visita più accurata.
    Tu sei sempre il benvenuto in ogni casa e se ti accorgi, invece, di non essere gradito ti lasci congedare senza opporre resistenza.
    Vorrei affrontare, ora, un argomento cruciale che ti riguarda e che mi sta, particolarmente, a cuore.
    Di quali valori io ti ritengo portavoce?
    Vorrei, a questo punto, fare riferimento, finalmente, al brano adattato della Lettera agli Ebrei (1,1-2) che ho posto a cappello di questa lettera per te.
    Eh, sì, caro televisore!
    Attraverso di te la Parola del Signore mi appare più chiara e tutto ciò in cui credo mi appare ancora più credibile.
    E’ vero!
    Occorre, per affermare ciò, una grande capacità di discernimento per individuare nella Babele televisiva tra tutti i messaggi che ci invii, senza sosta, quelli che possono, secondo un imperscrutabile disegno, avere Dio Padre per mittente.
    Il Figlio di Dio Padre, quando era in mezzo ai suoi, parlava alla folla con parabole.
    Costui, ancora oggi, parla a ciascuno di noi con parabole.
    Quali sono, tuttavia, le parabole con cui, oggi, il Signore vuole catechizzarci?
    Io sono convinto che alcuni films (non solo quelli ispirati agli eventi biblici oppure alle vite dei santi) ed alcuni programmi televisivi – anche quando si tratta di frammenti di essi- costituiscano dei veri e propri veicoli per mezzo dei quali il Signore annuncia, oggi, la Sua Parola.
    Di quali valori io ti ritengo portavoce?
    Io, grazie anche a te, mi sento maggiormente solidale con coloro che mi stanno intorno oppure con coloro che mi stanno più distanti in osservanza della Parola: “Avevo fame e…”.
    Grazie a te apprezzo, tuttora, il valore della solitudine per cui non mi sento isolato anche quando sono solo perché “in tutto l’universo non esiste un granello di polvere dove Dio non sia presente”.
    Ho imparato che “il cuore – di Dio Padre – è una casa così grande da avere una stanza per ogni persona che…” Egli ama.
    Ho imparato che il riso ed il pianto sono modi di esprimersi internazionali.
    Ho imparato che, quando si è collaborato per quindici anni con lo stesso Parroco, con lui ci si sente più vicini a Dio perché con lui ci si sente più vicini a se stessi.
    Ho imparato che un “non credente” quando per il proprio funerale civile chiede “il suono di una campana è come se avesse chiesto la voce di Dio”.
    Ho imparato che seminando il grano di una spiga è come se si tenesse in vita coloro che si è amato.
    Ho imparato che “pensiamo troppo e sentiamo troppo poco”.
    Ho imparato che “domani gli uccelli canteranno” e che “le nubi si diradano e torna il sole”.
    Ho imparato a gioire osservando due persone che si incontrano nuovamente dopo anni di ricerca reciproca.
    Ho imparato che “invecchiare è solo un equivoco, uno scherzo che ti fanno gli occhi. Tutto cambia, ma, in realtà non cambia nulla come l’amore e l’amicizia e il tocco di una mano gentile, il suono di una voce familiare e invecchiando tutte queste cose diventano anche più importanti e la fiducia in un figlio diventa qualcosa di prezioso.”
    Caro televisore,
    Potrei andare avanti ancora per molto.
    Credo, tuttavia, di avere già parlato abbastanza e, comunque, sufficientemente per illustrare il mio rapporto con te e la considerazione che io ho di te.
    Ti saluto con molto affetto e gratitudine

    Luca Lapi (Ministro Straordinario dell’Eucaristia e Membro Eletto nel Consiglio Pastorale Parrocchiale)

    MITTENTE:LUCA LAPI
    CON CASELLA POSTALE 166
    50032 BORGO SAN LORENZO (FI)
    luca.lapi@alice.it
    PARROCCHIA DI SAN LORENZO A BORGO SAN LORENZO
    UNITA’ PASTORALE DI BORGO SAN LORENZO, OLMI, SAN CRESCI-SAGGINALE, PIAZZANO
    VICARIATO DI MUGELLO EST
    ARCIDIOCESI DI FIRENZE


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