Gli applausi in cattedrale e la paura del silenzio

Possibile che anche a un funerale di un vescovo non si possa fare a meno di esercitarsi, al passaggio della bara e in occasione dei discorsi, nel rito di “sant’applauso”? Possibile che la volgarità dei tempi faccia confondere le navate di una cattedrale con un set da fiction ?

In questa e in tante altre occasioni, erano – certo – l’affetto e la riconoscenza a motivare i battiti di mani. Ma possibile che tutto ciò non si possa esprimere con il fragore del silenzio? Fa così tanta paura, oggi, il silenzio?

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Published in: on 30 agosto 2010 at 08:48  Comments (8)  

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8 commentiLascia un commento

  1. Perchè dobbiamo stare a discutere di questo argomento?
    E’ stato forse un qualcosa di organizzato?
    No, è stato il saluto spontaneo dei tantissimi presenti al vescovo Simone!
    Non tutti hanno potuto manifestare con le parole il loro pensiero.
    Lo hanno fatto per tutti il vescovo Mansueto, il vescovo di Firenze Betori, don Frosini, Vannino Chiti e don Palazzi che ha letto il messaggio del vescovo Bagnasco. Tutti noi presenti ovviamente abbiamo solo ascoltato.
    Allora perchè criticare se la Chiesa, il popolo di Dio, dopo aver ascoltato i ricordi ed i saluti ha sentito il bisogno di dire: “C’ero anch’io in cattedrale! Ero tra la gente comune! Anch’io ho avuto la possibilità di manifestare il mio saluto insieme alle autorità a questo preposte!”
    Il silenzio doveva essere rispettato se gli applausi fossero stati a comando, come negli show televisivi. Ma questo non era e non è stato uno show, era il saluto del popolo di Pistoia al suo vescovo, e l’applauso spontaneo é stato davvero un saluto che proveniva dal cuore! Ciao vescovo Simone!

    Piero

  2. L’pplauso ai funerali, a tutti i funerali ripresi dalle telecamere, indipendentemente dal defunto, é il segnale della degenerazione antropologica che ha colpito mortalmente questo Paese. Di fronte alla morte, evento che trascina con se la dimensione del mistero all’ennesima potenza, che senso ha applaudire?
    Mi si potrà obiettare che l’applauso é un modo per riconoscere le virtù della vita pubblica, sia essa civile o ecclesiale di chi é morto, ma visto che si battono le mani sempre, l’appluso non pùò assumere questo significato e poichè di solito si applude alla fine di uno spettacolo, la morte recupera senso, nella società della televisione, in quanto spettacolo. Il lutto , frutto dello scorrere naturale del tempo o di eventi drammatici si elabora subito in televisione, non più nella riflessione personale, familiare o comunitaria e, per chi ci crede, nella preghiera.
    Giovanni Guareschi, l’autore di don Camillo e Peppone, scrisse nel suo testamento che, al suo funerale non voleva la banda musicale perché la morte é una cosa seria.
    Silvano Priori

  3. ero in cattedrale al funerale e posso dire che non riesco a criticare l’applauso perche’ un uomo come lui, che dava amore, aveva diritto ad un tributo d’amore da parte della sua gente, quella che in questi anni l’ha conosciuto e che ha da lui sicuramente imparato qualcosa, mi ha sembrata una cerimonia non all’altezza dell’uomo meraviglioso che era, io da lui ho imparato tanto e il mio affetto e come me tante persone che erano li’ presenti. L’applauso e’ stato un gesto spontaneo per far sentire che anche noi partecipavamo alla cerimonia funebre.

  4. C’ero anche io…….Ognuno era libero di apllaudire o stare in silenzio……..Perchè criticare gli uni o gli altri?????????? COMPRENSIONE INVECE DI CRITICA…….NOOOOOOOOOOOOO?????????????????????????????????

    • Sono d’accordo!

  5. Sono pienamente d’accordo.
    Applaudire mi sembra un’occasione persa.
    Il rispetto e l’affetto alla persona scomparsa si sentono nella riflessione suggerita dal silenzio.
    vania

  6. Mi dispiace, ma non sono d’accordo.
    C’ero anch’io in cattedrale; sicuramente noi “gente comune”, e soprattutto chi come me è cresciuta nella fede grazie anche agli insegnamenti di Mons. Scatizzi, non ha vissuto affatto la messa come un “set da fiction” (anzi, mi sento offesa da quest’espressione!).
    Secondo me il silenzio doveva essere rispettato evitando certi lunghissimi discorsi finali, soprattutto quello letto da un ben noto politico: ecco, quello è stato davvero uno show di pessimo gusto! C’era bisogno di propaganda politica anche in un’occasione come questa? Ed un set, semmai, lo hanno fatto sembrare le telecamere, i flash dei fotografi, il maxi schermo…. Forse sono proprio i media ad aver “confuso le navate di una cattedrale con un set da fiction”, non certo i fedeli presenti.
    L’applauso ha significato solo questo: “Vescovo Simone, ti abbiamo e ti vogliamo ancora bene! Scusaci se non tutti siamo potuti venire a trovarti in ospedale, ma abbiamo senz’altro pregato per te”.
    Fa tanta paura, oggi, un applauso per un vescovo? O bisogna solo applaudire negli show?

  7. Perfettamente d’accordo: non ho mai saputo accettare gli applausi davanti a una cassa, men che mai in Chiesa.
    Il fragore del silenzio è la cosa più giusta.
    Guglielmo Pegoraro


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