Se un politico pensa di essere spiritoso bestemmiando Dio

“Il linguaggio in uso nella scena pubblica deve essere confacente a civiltà ed educazione. Fa malinconia l’illusione di risultare spiritosi o più ‘incisivi’, quando a patire le conseguenze è tutto un costume generale”. Parole sante, quelle del card. Angelo Bagnasco, lunedì scorso, nella prolusione al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana.
Parole sante.

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Published in: on 3 ottobre 2010 at 07:17  Comments (7)  

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7 commentiLascia un commento

  1. Onestamente credo che siamo arrivati oltre ogni limite immaginabile nell’esternazione di alcune nostre figure gerarchiche. Mons. Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, afferma che una bestemmia deve essere “contestualizzata”!
    Non viene contestualizzata per calciatori e comici che vengono rispettivamente squalificati e allontanati dal video nel caso pronuncino bestemmie… Non dimentichiamo che anche Berlusconi aveva davanti un pubblico che lo ha applaudito e assecondato con una grassa e accondiscendente risata.
    Condivido le parole amare di Rosi Bindi: “Come si può condurre la battaglia contro il relativismo etico e la perdita di valori nella nostra società, se poi nel giudizio ci si ferma davanti alla soglia dei potenti?”
    Così la Chiesa contribuisce a perdere una credibilità già fortemente incrinata. Continua ad essere quella “Chiesa umiliata” di cui si è parlato nel corso della Settimana teologica. Umiliata però non da nemici esterni e dalla cultura laicista ma dai suoi stessi pastori.
    Mariangela Maraviglia

    • “Con l’accettazione libera della Signoria di Cristo nella nostra vita, con la grazia della Parola, della Vita Ecclesiale e dei Sacramenti, Dio, per così dire ci abilita e spinge dall’interno affinché l’uomo spirituale sia se stesso.
      In sostanza qui tocchiamo l’aspetto del potere non del dovere per il dovere.
      Se Dio mi chiede qualcosa dunque mi dona se stesso perché io possa compierla con Lui.
      Se Cristo mi chiede di perdonare il mio nemico, il quale è sempre il più vicino affettivamente, non me lo chiede come norma esterna ma come spinta interiore nello Spirito. Ovvio che questo non preclude una mia difficoltà ed una mia lotta; un conto è però cercare di camminare senza gambe ed un conto è farlo con delle gambe sane e perfettamente funzionanti.
      Dunque devo sì ma perché posso e perché voglio assieme a Cristo.
      Questa chiarezza la dice lunga sulle nostre catechesi in cui parliamo spesso di “dovere” senza annunciare la vera novità in Gesù che è Lui che compie con noi e per noi ogni bene, tutto il bene.
      Se vuoi sapere quanto veramente sei maturo, e quindi devi perché vuoi e puoi, guarda come ti comporti davanti ad una situazione palese ed oggettiva di peccato. Osserva se guardi il fratello o la sorella con lo Sguardo di Dio o con il tuo. Osserva se punti il dito verso il peccato o verso il peccatore. Fai caso se davanti ad una situazione sconveniente la allontani da te assieme al fratello come se fosse un capro espiatorio da cacciare via.. lui e con esso le tue paure.
      Il negativo ed il limite costituiscono infatti una minaccia per il nostro “equilibrio psichico”.
      Per questo i santi amano più e meglio. Perché conoscono se stessi e non dicono mai l’ultima parola su una persona.
      Per questo l’apostolo dice che “la misericordia ha sempre la meglio sul giudizio” (Gc. 2,13).
      Infatti colui che giudica, sotto l’apparenza spirituale, non fa altro che appartenere ed essere
      un uomo di carne; quando facciamo così siamo veramente di scandalo più del peccatore.
      La lotta rimane perché una parte di noi è ferita e legata al mondo e al peccato. Per S. Paolo non c’è alternativa o appartieni a Dio o appartieni al peccato; questo il senso del suo essere debitori.
      La rigidità del cuore, la sclerocardia non è solo prerogativa dei credenti ma anche dei laici.Amare il prossimo come se stessi vuol dire proprio avere verso di lui la benevolenza che sempre abbiamo verso di noi. Qualcuno potrebbe obiettare: ma io certe cose non le farei mai!
      Forse.
      Ma forse in realtà dici così perché non ti conosci abbastanza e, soprattutto, non ami abbastanza né te stesso, né Dio, né il fratello.
      Forse non sai cosa vuol dire la grazia di Dio che è in te e che ti rende veramente debitore verso lo Spirito di Dio e probabilmente stai ancora ragionando con la mentalità del mondo e dell’uomo di carne.
      Forse pensavi di essere un giusto ed invece sei all’inizio del cammino.
      Forse pensavi di essere libero ed invece sei schiavo delle tue paure e ancora non ti fidi della capacità trasformante dell’Amore di Cristo..
      il quale..
      anche se perde.. vince sempre!
      Questa è la logica del mistero pasquale fondamento del nostro essere cristiani.
      Dietro la tua “rigidità” forse si nasconde il fatto che non sai cosa vuol dire essere Chiesa!
      Oppure, dietro il tuo “progressista” annacquare il peccato si nasconde la tua ennesima fuga dalla verità di ciò che sei!”
      Far morire le opere del corpo ed essere debitori ed attratti dallo Spirito significa rispondere come la Beata Angela da Foligno alla domanda di Cristo: “Ma tu Angela cosa vuoi?”;
      risponde la beata Angela: “Voglio Dio!, Voglio Dio!”..
      se veramente lo desideri e lo vuoi
      sai che egli parla anche dalle oscure zone del tuo cuore
      e che Egli, viscere di pietà e di Amore,
      pone il Suo sguardo nel fratello la dove nessuno oserebbe nemmeno “sporcarsi le mani!”
      Non per giustificare il peccato e ridurne la virulente azione ma per amare senza confini il fratello nel peccato e, finalmente, portarlo alla libertà e alla dignità che egli ha costantemente calpestato.”
      Tratto da: Rassegna Stampa Cattolica “IL DOVERE CRISTIANO”
      Come cattolica, cresciuta nella fede in Cristo, sento fortemente il dovere morale di perdonare….non potrei fare altrimenti……in 56 anni sono stata perdonata non poche volte……..e questo mi ha insegnato a perdonare il mio prossimo….che cerco di amare come me stessa…….non sempre ci riesco…..ma quando ci riesco compio la volontà di Dio e questo mi riempe di gioia infinita……..La vita per me è una continua lotta per superare l’egoismo che mi allontana da Gesù…….e per-donare è generosità……

  2. Vero. Una domanda:la credibilità della chiesa è tale che anche il primo ministro trova assolutamente normale e spiritoso fare certe battute? la morale della chiesa(di alcuni ministri)è direttamente proporzionale alla morale degli italiani? Sono sconcertata…..trovo che la frase “quando a patire le conseguenze è tutto un costume generale” detta dal Cardinale Bagnasco possa essere indirizzata non solo al premier ma anche alla Chiesa stessa………per alcune azioni dei suoi ministri, non certo confacenti a civiltà ed educazione ,balzate alla cronaca di questi ultimi tempi e per le quali il Papa ha chiesto perdono.Io , nel mio piccolo, ho perdonato, come cattolica DOVEVO…( “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”)però non dimentico…..come madre, come nonna,come zia…Allora, mi chiedo,il Cardinale Bagnasco non può perdonare il premier?Quando un padre non da il buon esempio credo che i figli vadano perdonati….come la società tutta perdona il padre……..TUTTI NOI ABBIAMO BISOGNO DEL PERDONO ….. IO PER PRIMA……

    • Io invece credo che le parole del cardinale Bagnasco siano equilibrate e opportune.
      Parla di civiltà ed educazione, valori condivisibili e universali che prescindono persino dalla fede.
      Io non credo al perdono d’ufficio, o a quello per dovere (tu dici DOVEVO, in quanto cattolica). Si tratta di un perdono non convinto e non convincente.
      Come non convincono le parole di monsignore Rino Fisichella che parla di contestualizzazione.
      Quelle sì che sono parole che screditano la Chiesa.
      Il perdono senza critica, il perdono passivo, d’ufficio, suona come un’intollerabile ipocrisia.

      • Mt. 18-21:Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”.

        [22] E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.

        Mt.6-15:15] ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
        Forse non mi sono spiegata bene……….Foese Matteo spiega meglio di me ……..
        “Sappiamo che se vogliamo amare veramente,
        dobbiamo imparare a perdonare.
        Perdonate e chiedete di essere perdonati;
        scusate invece di accusare.
        La riconciliazione avviene
        per prima cosa in noi stessi,
        non con gli altri.
        Inizia da un cuore puro.”
        Madre Teresa di Calcutta
        Forse non è ancora chiaro il mio pensiero….
        “Gesù infatti, la sera del giorno di Pasqua, apparve agli apostoli, radunati nel Cenacolo, e ha effuso su di essi lo Spirito Santo: insieme a questo dono ha conferito loro la potestà, la missione, il dovere di rimettere i peccati nel Suo nome.” Mons. Tommaso Stenico.
        “Il dovere morale fa parte del mistero che ci circonda” Scuola di Catechesi -Centro Evangelizzazione e Catechesi Don Bosco.Non vedo iposcrisia……..la mia fede mi impone il dovere……e assolvere questo dovere per me è naturale…….

        • Capisco il tuo punto di vista, ma ho sempre timore che il perdono finisca per essere confuso con l’assoluzione e con la licenza di perseverare nell’errore.

          Vorrei sapere cosa ne pensi delle parole di Fisichella.
          Cosa intende, secondo te, per contestualizzazione?

        • Mons. Fisichella NON ha detto che la bestemmia è giustificata…..ha detto che in ALCUNI casi specifici il contesto incide sui fatti…….anzi a volte , IO PENSO, il contesto può provocare delle situazioni……se ci fermiamo a riflettere IO CREDO che tutti, almeno una volta nella vita, siamo stati influenzati nelle azioni dal contesto…….Mons. Fisichella ha espresso il suo personele giudizio sul fatto……ha detto pubblicamente ciò che pensa….trovo molto giustola frase seguente:” dall’altra credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato”…..Ha pacificato gli animi…..Berlusconi ha lo sdegno di tutti i cattolici per la bestemmia…….ANCHE IL MIO…ma detto questo il fatto in se non ha niente di politico…….inoltre sono assolutamente certa che il nostro “metro” di giudizio non appartiene a Dio…..che piaccia o no siamo tutti figli di Dio….tutti fratelli in Cristo……..e Gesù è morto sulla croce per tutti noi…TUTTI…..


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