C’è “More” e “Mora” …

“La politica torni a More“. Taglio basso di “Avvenire“, quest’oggi, pagina 6. L’articolo riferisce su una iniziativa bipartisan per nominare More patrono dei governanti e dei politici.

Con ciò di incredibile – ma ormai il Paese è abituato – che accade in questi giorni nella scena istituzionale italiana, forse sarà il caso di evidenziare che trattasi di Thomas More, santo della Chiesa cattolica, e non di Lele Mora, cosiddetto “manager del vip”, indagato insieme a Emilio Fede per favoreggiamento della prostituzione.

Magari Thomas non lo faranno patrono dei politici, ma forse Lele – chissà – porterà un saluto introduttivo alla prossima conferenza nazionale della famiglia. Che ne dite?

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Published in: on 29 ottobre 2010 at 19:52  Comments (3)  

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  1. Innanzi tutto trovo bellissimo questo abbinamento che hai fatto della Barby ballerina(!) con Lele More – oltre al More statista e il More “lelecratico”
    Forse il desiderio e la bramosia di fare la velina è anche la conseguenza delle tante barby di cui si sono nutrite le ultime generazioni di bambine immedesimandosi in modellini preconfezionati di “fanciulle” e donne sempre perfette, tutte uguali, eternamente giovani, piacenti:bamboline belline e carinamente a disposizione- come nell’immagine- del migliore offerente…. Certo la sensazione è solo di tristezza, dispiacere per lo spreco di se stesse, della loro intelligenza, capacità che fanno un numero sempre crescente di donne, e non solo giovani.
    Ci aggiungo anche l’articolo di F.Merlo sul Venerdi’ “Lelecrazia- dolcemente abbandonati nell’italia alla deriva”: Il titolo rende perfettamente l’idea: solo disgusto e pietà per tanta bassezza…

  2. CITTA’ DEL VATICANO – “Sono semplicemente felice di vedervi così numerosi a questo incontro”, ha detto Benedetto XVI salutando gli oltre 100 mila ragazzi dell’Azione Cattolica che hanno invaso Piazza San Pietro già da questa mattina presto Piazza San Pietro per l’incontro con il Pontefice, organizzato nell’ambito dell’iniziativa “C’è di più. Diventiamo grandi insieme”.

    Troppo spesso oggi “l’amore è ridotto a merce di scambio, da consumare senza rispetto di se stessi e degli altri”, ha continuato il Papa. “Così – ha spiegato – è molto amore proposto dai media e da internet. E’ egoismo, chiusura, illusione di un momento, qualcosa che vi lega come una catena, qualcosa che soffoca il pensiero e quella forza insopprimibile che è l’amore vero che, certo, costa anche sacrificio”.

    Il Pontefice ha anche parlato della sua infanzia: “Da bambino, alle elementari, ero tra i più piccoli della classe. E questo tanto più mi spingeva a desiderare di essere un giorno grande, e non solo nella statura”. “Essere grandi davvero – ha spiegato Benedetto XVI – non è questione di statura, significa essere persone con un cuore grande, amiche di un amico grande, Gesù, che dà la sua grandezza anche a noi”.

    Il “mondo degli adulti ha il dovere di essere di esempio ai giovani e di dire loro parole vere e alte – ha detto il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco -. Ma voi aiutateci a essere educatori credibili, efficaci, incalzateci con le vostre domande, siate pronti e generosi nel giocare voi stessi: si tratta della vostra vita”. Il Papa ha esortato i giovani a vivere un amore “impegnativo e autentico, l’unico che dà in fin dei conti la vera gioia”.

    L’Azione Cattolica è “ben radicata nel territorio”, e ha “il coraggio di essere sale e luce”, ha detto il Papa sull’associazione del cattolicesimo italiano. “La vostra presenza qui stamattina – ha detto Benedetto XVI – dice non solo a me, ma a tutti, che è possibile educare. Che è faticoso ma bello dare entusiasmo ai ragazzi e ai giovanissimi. Abbiate il coraggio, vorrei dire l’audacia, di non lasciare nessun ambiente privo di Gesù nella società, della sua tenerezza che fate sperimentare a tutti, anche ai più bisognosi e abbandonati, con la vostra missione di educatori”.

  3. Che potrebbe stupirci ?


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