Il “Potentissimo” e il “poverello”

“Venerabilissimo e Potentissimo” (iniziali maiuscole, of course), è stato massone nel Grande Oriente d’Italia raggiungendo il famoso “ultimo grado”: il 33mo. Uno dei fratelli massoni più stimati d’Italia.

Qualche giorno fa, a 96 anni, Manlio Cecovini è “transitato nelle valli celesti”. In altre parole è morto. L’ho scoperto ieri leggendo i necrologi sul “Corrierone”.

Fratello non solo “Venerabilissino” ma anche “Potentissimo”, evidentemente si è imbattuto in un “potere” più assoluto di lui: in quel potere che il santo di Assisi, detto “il poverello”, osava chiamare “sorella morte”. E che il grande Totò (massone pure lui) definiva ‘a livella.

Chissà perchè, ma la lettura di quel necrologio con tutte quelle maiuscole (“…Supremo Consiglio … Grandi Ispettori Generali … Libera Mutatoria … Rito Scozzese Antico e Accettato … Grande Oriente d’Italia … Sovrano …”) mi ha rimandato al santo di Assisi. E al significato di un concetto (“potere”) che potrà anche essere declinato – perfino giustamente – al superlativo e perfino al superlativo assoluto, ma, a un certo punto, si imbatte in un potere decisamente più grande. Più superlativo. Più assoluto.

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Published in: on 9 novembre 2010 at 09:15  Lascia un commento  

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