Quando i soldi li “mangia” una macchinetta troppo … furba

Trovo molto civile la decisione, oggi sulle cronache pistoiesi, introdotta dall’assessore alle attività produttive del Comune di Montecatini Terme (città per la quale ogni tanto, come illusoria panacea, si affacciano ipotesi di collocarci un casinò).

Siamo nell’ambito, decisamente opaco, delle “slot machines“.

L’assessore Fabio Tosi – davanti a normative assai “liberali”, cioè parecchio permissive – è ricorso a un escamotage: non potendo, ovvio, né vietare le “slot” né fissare un numero massimo di apparecchi da tenere all’interno dei locali, ha fatto votare al Consiglio Comunale una modifica di regolamento prevedendo che le “slot” non possano superare il 3% della superficie complessiva dei bar e dei locali in cui sono presenti.

Significativo che una sollecitazione in tal senso fosse arrivata, nei giorni precedenti, anche da un consigliere di opposizione. Decisione dunque bipartisan.

E decisione civile, mi pare, in un contesto nel quale troppo spesso quella per il gioco diventa una passione non sana causando compulsioni e indebitamenti.

Nel potente mondo dei giochi, dove oltretutto le possibilità di vincere sono decisamente limitate rispetto ai soldi succhiati alla povera gente, mi pare che da Montecatini si sia accesa una piccola luce. Decisamente più sincera di quelle che illuminano le macchinette chiamate “slot” (o, più propriamente, “mangiasoldi“).

Pochi giorni fa la Commissione Parlamentare Antimafia, presieduta da Giuseppe Pisanu, ha approvato una relazione sui “profili del riciclaggio connessi al gioco lecito e illecito” (secondo la Finanzia, la raccolta complessiva di denato avrebbe superato, nel 2009, i 100 miliardi di euro).

Nei periodo di crisi economica – è scritto nella relazione parlamentare – nella impossibilità di aumentare la tassazione, si accentua il ricorso a incentivazioni della malattia del gioco, un meccanismo che tanto più cresce e tanto più è destinato a favorire forme occulte di prelievo dalle tasche dei cittadini, mascherando tale prelievo con l’ammiccante definizione di gioco, intrattenimento, divertimento”.

E che dire sulla (scarsamente raccontata dai media !!!) vicenda delle irregolarità fiscali scoperte, anni fa, dal Gruppo Antifrodi Tecnologiche (GAT) della Finanza?

Sono in ballo, secondo la Corte dei Conti, cifre colossali: quasi 90 miliardi di euro (sic: l’equivalente di tre Leggi Finanziarie !!!).

Ma i poteri di quelli che vengono chiamati “i signori delle slot” sono molto forti e pare molto difficile che qualcuno finisca per pagare un euro …

Come comunità civile, compresa la comunità ecclesiale, possiamo far finta di nulla?

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Published in: on 2 dicembre 2010 at 17:35  Comments (1)  

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  1. Credo che le slot machines,più di altri giochi come lotto, superenalotto eccetera, sui quali peraltro sarebbe utile avviare una riflessione, siano espressione della solitudine fisica e psicologica nella quale vivono molte persone oggi …


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