Lo squalo

Da una parte 250 giovani eritrei in fuga dalla dittatura che comanda il loro paese: sono nel Sinai, prigionieri di una banda di predoni che li tiene incatenati e minaccia di uccidere i ragazzi e violentare le ragazze.

Dall’altra una turista tedesca di 70 anni: passava qualche giorno di vacanza in uno di quei “falsi paradisi” a pochi chilometri dalla disperazione degli eritrei, nel lusso di un albergone pacchianotto a Sharm el Sheik. E’ stata uccisa da uno squalo.

Per giorni solo il quotidiano cattolico “Avvenire” ha dato spazio e voce alla sofferenza dei prigionieri. Tutto il resto dei media ha taciuto.

Paginate intere e prime pagine, invece, sulla disgrazia che ha colpito la turista tedesca.

E’ impazzito il giornalismo oppure siamo tutti noi che diamo un comodo privilegio a certe notizie fregandocene delle altre?

Mi permetto di “accendere” la risposta numero due: ci immedesimiamo nella povera signora tedesca perchè a molti di noi è capitato, o capiterà, di far finta di rilassarsi nei villaggi di plastica di Sharm. Del resto (eritrei e poveri cristi in genere), tutto sommato possiamo ben dire un fenomenale “chi se ne frega”.

Ma per quanto ancora?

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Published in: on 6 dicembre 2010 at 10:27  Lascia un commento  

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