Ma che vuole, da noi, questo Natale?

Torna il Natale e bussa alla porta della nostra città, della nostra chiesa, della nostra vita. Mi domando: cosa ci chiede questo Natale ?

Alla città chiede un passo avanti, ancora un passo, sulla strada della dignità e della valorizzazione delle persone, in un anno che pure ha visto importanti realizzazioni.

Chiede la vicinanza e l’impegno concorde delle Istituzioni e dei cittadini per coloro che stanno perdendo o hanno perduto il lavoro, per coloro che stanno progressivamente affondando in una situazione di debolezza e di precarietà; chiede che la politica esca, ancora di più, da interne rissosità, sintomo di interessi di parte, e torni ad occuparsi della gente, dei suoi reali e quotidiani problemi, del “bene comune”, concreto e minuto; chiede che si abbrevino le liste di attesa, le code senza fine, le difficoltà ad accedere ai servizi; che alle attese si diano risposte che non sono rimandi, che si valorizzino le risorse presenti nella società pistoiese, capaci di aggregarsi ed esprimersi nel servizio sociale secondo il criterio costituzionale della sussidiarietà superando latenti impostazioni del “tutto e solo pubblico”.

Il Natale chiede che la città sia la casa dei cittadini, quelli di sempre e quelli che vi si affacciano oggi venendo da lontano, vissuta con rispetto e con amore, perché ciascuno vi si sente riconosciuto e trattato con dignità.

Alla Chiesa di Pistoia il Natale chiede di diventare più simile alla casa di Bethlem e di Nazaret. Cioè una Chiesa più unita, più segnata dal vincolo della comunione e della partecipazione. Chiede di essere una chiesa-casa, famiglia, dove ciascuno si sente accolto, desiderato, valorizzato per quello che è e che ha.

Una Chiesa che è interessata a Gesù Cristo ed al Vangelo, di questo parla alla città e di questo vive. Una Chiesa che non rende burocratici i rapporti e che non respinge le persone.

Perciò una Chiesa più ricca di Gesù Cristo, di misericordia, di accoglienza fraterna.

Una Chiesa che all’occorrenza sa dire parole franche e dure, perché vere, anzitutto a se stessa, e poi anche agli altri, al potere economico, politico, culturale, massmediale. Una Chiesa che si lascia ogni giorno umilmente evangelizzare da Gesù attraverso la voce, la presenza, le richieste dei poveri.

Alla nostra vita, alla coscienza delle persone, il Natale chiede di non lasciarsi strozzare da un modo di pensare e vivere l’esistenza come se fosse impastata solo degli obiettivi e delle speranze di corto respiro: le “cose” esibite nella vetrina della nostra civiltà.

Il Natale ci ricorda che abbiamo un cuore, cioè un’interiorità, una profondità, una dimensione spirituale e trascendente che non può essere snobbata né riempita di materialità come la calza della Befana. Il Natale ci chiede di saperci ascoltare in profondità, di lasciar emergere il meglio che c’è in noi, di non vergognarci del bisogno che abbiamo di essere amati e della formidabile risorsa di amare.

Il Natale ci chiede di dilatare in ampiezza e profondità l’orizzonte della nostra vita personale, familiare, sociale fino ad accorgerci che l’orizzonte più naturale per noi è il cielo.

Buon Natale, Pistoia

Mansueto Bianchi, Vescovo di Pistoia

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Published in: on 24 dicembre 2010 at 10:08  Comments (1)  

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One CommentLascia un commento

  1. Egregio Sig. Vescovo, sono molto belle le parole con cui descrive quale dovrebbe essere in teoria il compito della Chiesa.
    In teoria. in pratica invece assistiamo molte volte a situazioni ben diverse.
    Io sono una parrocchiana della famosa parrocchia di San Pierino Casa al Vescovo.
    Sono due anni che non posso più entrare nella chiesa del mio paese ed in cui ho ricevuto tutti i sacramenti e questo perchè gestita da chi la considera una cosa propria ad uso e consumo suo e di pochi fedelissimi.
    Spero un giorno non lontano che la mia comunità possa tornare ad essere unita come lo era prima.
    In quanto a Lei, la pregherei, invece di filosofeggiare su blog e giornali, di occuparsi di fatti concreti e far in modo che alla guida delle parrocchie della città che amministra ci siano delle persone degne di tale compito.
    Le auguro ogni bene, Nicla Meacci


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