I furbetti del pittino


Impossibile non vederli, a Firenze, quei maxi cartelloni pubblicitari con un tizio – elegante – che muore in croce sullo sfondo di una scritta inequivocabile (“Perdona loro perchè non sanno quello che indossano”) unita da un’altra altrettanto chiara (“Dio salvi il made in Italy”).

Impossibile non aver saputo che, accanto alla furbizia milionaria del solito fotografo, altri furbacchioni da due soldi hanno esposto – in Pitti Uomo 2011 – altri “cristi” vestiti con eleganza sullo sfondo di una finta chiesa con un finto altare, un finto confessionale, un finto prete e speranze di veri businnes.

Impossibile non pensare a quanto sarebbe accaduto se, al posto di una simbologia cristiana, la corta furbizia del marketing avesse scelto simboli di altre fedi religiose un pochettino, diciamo così, meno … tolleranti.

Impossibile non pensare a quanto distante sia il vero Cristo (ucciso in croce come un malfattore, anche dopo aver invitato i suoi amici a non curarsi nemmeno dei vestiti che avrebbero indossato) dai falsi “cristi” (assoldati per ostentare lusso, eleganza, glamour).

Impossibile non provare tristezza e anche, se è consentito, un po’ di sana protesta per questo tipo di banalissime e perfino controproducenti “provocazioni”. Ben sapendo che, i furbetti, è proprio la nostra protesta che aspettano in gloria.

Ps)- E impossibile non provare il sospetto che il Cristo, da lassù, un po’ se la rida di un mondo così rintronato da pensare che suo Padre abbia voglia di occuparsi nientemeno che di giacche e cravatte, sciarpe e mutande.

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Published in: on 14 gennaio 2011 at 21:07  Comments (4)  
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4 commentiLascia un commento

  1. Un ‘Cristo che scuote la testa e ridacchia di noi’ come se lo figura Roberto Malfatti. Beato questo cristiano modernista, che riesce immaginare un Figlio di Dio umanizzato più di quanto non fossero gli dei falsi e bugiardi, una Divinità che fra le nuvole, magari in inappuntabile giacchino e cravatta ‘superstar’, guarda giù e deride fra l’ironico e il divertito un mondo allo sbando, in peccato mortale, per di più all’orlo d’una nuova guerra di sterminio scatenata al solito dagli U.S.urai che massacrano e rapinano chi non vuole essere ‘liberato’. E’ un Dio simpatico, per dirlo con una giuliva democristiana che così intitolò un libro blasfemo, tanto simpatico che invece che santissime funate ai Mercanti del Tempio dispensa buonumore. Saluti. S.V.

  2. Gesù di Nazareth era ebreo, eppure in vita Sua – stando alla scrittura prese una sola moneta, disse che si deve dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio – e dopo questo saggio e chiaro precetto la restituì. Qual è l’attuale rapporto della Chiesa col danaro? Per quanto riguarda noi italiani non siamo padroni in casa nostra e il Cesare (liberale, fascista o democratico che sia) deve esborsare un esoso affitto all’Inquilino in nome di Dio. Gesù, sei adorabile soprattutto per le sacrosante funale sulle natiche dei Mercanti del Tempio!
    COERENTI SOLO CON MAMMONA
    Avevano demonizzato i ‘Iudaei Deicidae’ e ora li hanno scagionati, avevano terrorizzato i fedeli con il Fuoco Eterno e ora non ne parlano più, avevano condannato la Democrazia e poi l’hanno accettata, avevano accettato il Fascismo e il Nazismo e poi li hanno condannati, avevano condannato il Comunismo (nel 1950 mi negarono l’Eucaristia perché avevo letto “l’Unità’) e poi col Papa ‘Buono’ l’hanno depenalizzato. Hanno invertito l’Altare, istituito la Messa in volgare (addirittura in dialetto: “Creo tel Creador ch’ à crià todis lis robis che si viodin e che no si viodin”, ma che bèl, osti!), sostituite le tonache coi calzoni etc. etc.
    San Paolo che invitava il seguace di Cristo alla coerenza e alla chiarezza (“Dite Sì-Sì, dite No-No”) si meraviglierà che i residui preti, di condotta poco esemplare, non siano ancora spariti del tutto.
    La Chiesa Mater et Magistra non ha più nulla da insegnare ai suoi figli, ha tutto da imparare, a cominciare dal precetto laico: “La miglior furberia è quella di non fare i furbi’ Silio Valenti de Wiederschaun.

  3. Gesù cacciò dal tempio a forza di nerbate mercanti indubbiamente più onesti di questi ‘furbetti’. Ma in tempi in cui è considerato normale (anzi di più: da ‘ganzi’) speculare su tutto, cosa ci possiamo aspettare? Alessandro Tonarelli

  4. Ho l’impressione che siamo sempre in meno a trovare di pessimo gusto iniziative pubblicitarie come questa. L’immagine di Cristo che scuote la testa e ridacchia di noi è simpatica e, credo, plausibile. Forse però il suo sorriso volge ub amaro e forse di nuovo sta chiedendo a suo Padre di perdonarci, visto che anche noi,come quelli che lo hanno crocifisso, non ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo. Quando il dio del business e del denaro domina, sono tempi brutti.


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