Se la confessione sbarca sull’iPhone …


Non ci mancava che questa.

E’ sul mercato, distribuita da una società statunitense, una nuova applicazione per iPhone e iPad. Si chiama “Confession” e si propone – udite – di “aiutare il pentitente a bene confessarsi”. Il logo, sullo schermo del palmare, pare sia un cuore rosso con due ali bianche sovrastato, al centro, da una croce su fondo nero.

“Credo si tratti di un sussidio – pare abbia detto il reggente della Penitenzieria vaticana – un aiuto forse utile, un modo per avvicinare i fedeli, ma non è da ritenersi in alcun modo un sostitutivo del sacramento della confessione”. Deo gratias !

A parte il software – che a qualcuno, me in testa, potrà pure parere una “americanata – e a parte quella che i media già si divertono a chiamare “confessione digitale“, la questione può forse essere utile come pretesto per farci riflettere su uno fra i sacramenti meno praticati in assoluto. Appunto: la confessione.

Come presentarlo, sul serio, in modo attuale un sacramento con il quale ci si presenta a un sacerdote, gli si raccontano i nostri “peccati”, lui ci ascolta e ci manda “assolti” dandoci una “penitenza”?

Come proporre l’idea stessa di “confessione” – e di “penitenza” – in un contesto che certi termini quasi sembrano perfino una bestemmia ?

Come riconciliare l’idea stessa di confessione con lo strano mondo in cui siamo immersi?

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Published in: on 4 febbraio 2011 at 18:42  Comments (5)  
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5 commentiLascia un commento

  1. Io credo che il Sacramento della Penitenza soffra abbastanza di trascuratezza istituzionale poiché di Sacerdoti ce ne sono pochi e quelli che ci sono, sono “di corsa” per cui è probabile che per difetto si arrivi alle Celebrazioni Eucaristiche “di corsa”… Quindi proporrei molta più attenzione a questo Sacramento e molta più organizzazione istituzionale in quanto chi può andare di corsa ben vada e buon per lui… al Cristiano serve un confessore che non abbia fretta, che sappia aspettare i peccatori pentiti, che sappia stare alla finestra ad aspettare per vedere il figliol prodigo ritornare , per corrergli incontro. Oggi bisogna, invece prendere l’appuntamento per telefono. Si fa il numero della parrocchia e risponde la voce della segreteria telefonica: “Siete collegati a una segreteria telefonica, al momento non possiamo rispondere”. Si prova più tardi e idem. Se si chiama al cellulare, il parroco è all’estero o non risponde proprio… Sei fortunato se riesci a trovare il momento giusto…
    Devi avere i sensi di colpa perché pensi oltre tutto di dare fastidio… I confessionali che sono nelle Chiese non sono più usati perché la confessione viene fatta in luoghi più comodi… Sono momenti difficili! A volte mi dico di stare buona e zitta e mi sento a disagio… Caro Mauro questa volta non ce l’ho fatta a stare ferma e zitta e mi auguro che questo mio commento faccia riflettere. Rina Bonacchi.

  2. L’avete scaricata l’applicazione ? o non siete così scemi come me d’averlo fatto?
    beh…certamente é un’americanata, ma l’idea di partenza é buona e con qualche adattamento può tornar utile.
    Supponiamo che la diocesi di Pistoia abbia una sua applicazione e tra le tante funzioni proposte da questa app anche quella di supporto alla confessione e che questa possa essere usata al posto di un foglietto volante. Non é male !

  3. dalla mia esperienza americana posso affermare che lo stile è quello yankee di considerare la religione un bene di consumo; molti americani che conosco pregano per fare carriera o avere una nuova macchina (come se Dio fosse un dealer), l’offerta di differenti chiese in USA segue proprio questo principio molto più materialista che spirituale. Conoscendo molto bene Apple, che controlla i dati scambiati dai suoi devices, è molto probabile che alla fine la confessione arrivi direttamente da Mr.Jobs, che tuonerebbe:”per penitenza compra altri iphone, anche se non ti servono!!”. Insomma, come ormai gli italiani sanno bene, le americanate hanno come unica caratteristica, la superficialità di una non cultura che purtroppo ci ha colonizzato…

  4. SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON LA VOSTRA OPINIONE. NON SI PUO’ CERTO SMINUIRE COSI’ IL SACRAMENTO DELLA MISERICORDIA DI DIO. COME SE SI VOLESSE SOSTITUIRE DIO CON UNA MACCHINA. E’ PROPRIO UN’AMERICANATA. USARE GLI STRUMENTI MODERNI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE VA BENISSIMO, MA IN ALTRO CONTESTO (ESEMPIO DIFFONDERE LE CATECHESI O ALTRI DOCUMENTI DEL SANTO PADRE) MA NON SI POSSONO CERTO SOSTITUIRE AI SACRAMENTI.
    GRAZIE E SALUTI.
    RICCARDO NINCHERI

  5. Giusto, Mauro. Concordo. Specie se si considera che il nome che mi sembra come forse il più appropriato per questo Sacramento è Riconciliazione. E non credo la si possa fare, come appare invece ipotizzabile proseguendo secondo certi parametri, attraverso Facebook.
    Alessandro Tonarelli


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