Questo primo maggio fra il papa polacco e lo shopping globale

Un altro settore, che riguarda le prestazioni, è quello collegato al diritto al riposo: prima di tutto, si tratta qui del regolare riposo settimanale, comprendente almeno la Domenica …“.

Così (1981) Giovanni Paolo II, nella enciclica “Laborem Exercens” promulgata nel 90mo dall’altra grande enciclica sociale (“Rerum Novarum“) di Leone XIII da cui nacque la dottrina sociale della Chiesa.

E Benedetto XVI, il pontefice sotto cui viene beatificato papa Wojtyla (e che, peraltro ha voluto beatificare anche Giuseppe Toniolo: il sociologo che lottò per i diritti dei lavoratori di inizio Novecento, fra cui proprio quello al riposo festivo), nella sua “Caritas in Veritate” (32) non ha mancato di ammonire come “l’abbassamento del livello di tutela dei diritti dei lavoratori …impedi(sca) l’affermarsi di uno svilupo di lunga durata” mettendo in guardia circa “le conseguenze sulle persone delle tendenze attuali verso un’economia del breve, talora brevissimo termine“.

Leone XIII e Giusepe Toniolo, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Come non tenerli in mente al tempo delle polemiche sull’apertura dei negozi – per far “tirare” l’economia – nel giorno in cui il mondo ricorda la Festa del Lavoro e dei Lavoratori? Se a conquistarsi sacralità è sempre più lo shopping e sempre meno l’uomo, perchè perdere ancora tempo con la dottrina sociale della Chiesa? Non sarebbe meglio chiudere le chiese e trasformarle in discount? Abolire le ostie e passare subito ai pop corn?

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Published in: on 30 aprile 2011 at 13:27  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

  2. I cardini delle tre culture, laica, cattolica e socialista, non hanno più presa. Non serve più l’uomo probo e virtuoso che attraverso il suo lavoro eleva se stesso e tutta la società; non è più necessario che il lavoro sia un valore sacrale primario perchè è passato in seconda o terza fila rispetto al valore preminente di consumare; così l’antagonismo socialista non è più una condizione diffusa nel Paese. Il consumatore è il solo portatore del valore fondate: quello di consumare quanti più porodotti possibili perchè solo in questo modo, l’atto privato del consumo si trasforma in un servizio all’intera società perchè è l’unico che garantisce la catena del sistema economico; l’atto privato di comprare si è trasformato in una benemerenza pubblica.


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