L’intelligenza, gli avvenimenti. Aldo Moro e la nostalgia

Anche nei momenti più duri del nostro contrasto politico con le forze totalitarie, noi abbiamo parlato non da totalitari che si difendono, ma da democratici che vogliono vincere facendo crescere la società democratica“. A parlare così (28 aprile 1967, Lucca) era Aldo Moro.

Ritrovo questo passaggio, proprio nel giorno che tutti (?) ricordiamo il suo assassinio, in una antologia del suo pensiero uscita per Garzanti nel dicembre 1979 e intitolata “L’intelligenza e gli avvenimenti” secondo la nota definizione che lo stesso Moro dava della politica: l’uso dell’intelligenza per affrontare gli accadimenti.

E trovo impossibile non rimpiangere la preparazione, lo stile, la coerenza, la serietà di uno come Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse ma certo non solo dalle Brigate Rosse. Oggi che la politica è spesse volte rutto, purtroppo nel senso letterale del termine, oltre che voltarsi indietro e rimpiangere (in vari partiti) gente che faceva politica in base a ideali, cosa è consentito fare?

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Published in: on 9 maggio 2011 at 18:59  Comments (4)  
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  1. POLITICA e CULTURA: DALLA “LINEA BARTOLETTI” alla “LINEA RUINI” e da MORO a BERLUSCONI
    FOTO: ILARIA DEL CARRETTO. Vedi:
    http://www.facebook.com/media/set/?set=a.228902670488564.62602.100001064993213&l=48437d71c1&type=1
    Quando, il 15 settembre 1958, Mons. ENRICO BARTOLETTI arrivò a Lucca quale vescovo Ausiliare aveva in mente due cose. La tomba di Ilaria del Carretto e la scritta, in greco, che si trovava sulla parete al lato della stessa tomba. Si leggeva in greco: “Tànatos, atànatos, tà loipà tnetà”, che mi spiegò voleva dire: “La morte immortale, il resto di tutte le cose, mortali”. Non essendo lui disposto a soggiacere a cose periture, per non dire effimere, da vescovo puntava tutto sulla meditazione della morte quale essenza di immortalità. Il Bartoletti, in quei mesi, intimamente si identificava con Ilaria del Carretto, morta anche lei, appunto. La prima volta che andai a trovarlo a Lucca mi disse di guardare bene la tomba poiché, oltre a lui (Ilaria), ci sarei stato anch’io. Guardai bene, in san Martino, il sacro monumento di Jacopo Della Quercia ma non riuscii mai a vedermi. La prima volta che ritornai a Lucca comunque mi domandò: “ti sei visto?” Gli risposi: “o guardato bene ma non mi sono visto da nessuna parte”, e lui zitto. Solo dopo alcuni anni dalla morte del Bartoletti, avvenuta nel 1976, riguardando la tomba riuscii a capire dove mi aveva collocato. Mi identificava nel cagnolino che si trova ai suoi piedi, non so ancora se per un sentimento di affettività verso Ilaria, oppure a sua difesa. Ultimamente, dopo la pubblicazione, nel 1994, delle due lettere di don Milani al Bartoletti (10/09/1958 e 1°/10/1958), ritengo anche a Sua difesa. Infatti esistono dei cani addestrati anche per la difesa personale. Ma tutto ciò non si sarebbe verificato se, dopo la morte di papa ALBINO LUICIANI, non si fosse passati, alla C.E.I. e in Vaticano, dalla “LINEA BARTOLETTI” per una Chiesa profetica e povera (e per Aldo Moro), alla “LINEA RUINI” per una Chiesa temuta, trionfante ed assistenzialista (e per Silvio Berlusconi), come lascia intendere anche l’Enciclopedia Wikipedia alla voce “E. Bartoletti”. Cfr. FOTO su Facebook a Giovangualberto Ceri. F.to GIOVANGUALBERTO CERI 

  2. Condivido in pieno il commento di Manuela Melani e aggiungo possiamo non avere paura perchè la paura è sempre una cattiva consigliera.

    • Non credo sia vero che non si debba aveve paura. Si deve invece avere paura di fronte al nemico, o a situazioni pericolosissime poiché è la paura ad aguzzare il nostro ingegno, le nostre difese. Cosa diversa è desistere per paura. Si desiste per paura quando la paura stessa, montando, si fa angoscia e nell’angoscia perdiamo il controllo della situazione. Si desiste per paura quando rifiutiamo le situazioni che la creano. ALDO MORO quand’era in vita, ed era amico di mons. ENRICO BARTOLETTI, si era accollato la situazione paurosa in cui si trovava, di sostanziale isolamento per le sue mal celate istanze di onestà, e quindi andò avanti. Non c’è cosa che, a quei tempi, facesse più paura ai politici che aver fatto il voto alla Madonna di combattere la corruzione. Ovviamete se si fosse sospettato che tale voto qualcuno l’avesse davvero fatto. Io credo che dopo il 1976 ALDO MORO si fosse un po’ tranquillizzato e che quindi non valutasse bene la situazione paurosa in cui si trovava ed è forse per questo che non prese tutte le precauzioni del caso. Io sono dell’opinione che siano state le Brigate Rosse ad uccidere Moro, però ho il sospetto anche che qualcuno le avesse fatto intendere che bisognava, od era necessario, assassinarlo.

  3. possiamo non leggere certi giornali
    possiamo non guardare certe televisioni
    possiamo non leggere certi libri
    possiamo non comprare certi prodotti
    possiamo vivere con sobrietà
    possiamo festeggiare quando ci dicono di non farlo e anche il contrario
    possiamo pagare puntualmente le tasse
    possiamo vivere in modo cristallino e così non essere ricattabili
    possiamo rispettare la magistratura
    possiamo essere al fianco dei deboli
    possiamo parlare in modo diverso
    possiamo non aver paura di segnalare un’ingiustizia
    possiamo cantare l’inno d’Italia
    Manuela


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