Le slot: anche nei circoli parrocchiali?

Facile imbattersi, nei bar di città e paesini, nelle slot: macchinette sempre più sofisticate (un tempo si sarebbe detto “infernali”) da sostanziale gioco d’azzardo; macchinette cui numeri sempre maggiori di individui affidano speranze di vincite (improbabili) buttandoci somme consistenti di denaro (autentico).

Nei grandi momenti di crisi è anche una ingenua speranza di far soldi in modo facile: in realtà anche questa (come i “grattini” e come tutta la miriade dei giochi istantanei) è solo una cinica tassa.

Una tassa che lo Stato mette sulla povertà e , spesso, sulla dabbenaggine dei più fragili mentre spazi di tranquillo ritrovo, come bar e circoli, sono sempre più spesso trasformati in sostanziali case da gioco.

Una tassa dietro cui (è recente una notevole inchiesta di “Report“) si nascondono anche furbacchioni, al riparo anche di paradisi fiscali, che lucrano facile sulle spalle dei più poveri.

Una tassa che nasconde interessi colossali e anche lobbies potenti: notevoli le coraggiose  inchieste giornalistiche del quotidiano genovese “Secolo XIX” sul mancato incasso, da parte dello Stato, di una cifra colossale – quasi 100 miliardi di euro !!!, più di tre Finanziarie – che i concessionari di questo businnes basato sull’azzardo dovevano pagare e che, certamente, mai pagheranno. Lobbies molto … trasversali.

Gli stessi circoli parrocchiali, anche nella nostra diocesi, non sono esenti da queste situazioni che – talvolta – creano dipendenze assai pericolose, in giovani o meno giovani.

Proprio ieri sera ho visto tre “slot” – neppure troppo nascoste all’ombra del campanile – in un circolino parrocchiale della nostra campagna pistoiese.

La buona notizia di oggi la leggo in un accordo siglato dentro una associazione storica di rappresentanza del movimento circolistico pistoiese: l’ARCI. “Da ora, in poi nei nostri circoli, non più slot ma più rapporti fra le persone”.

Complimenti all’Arci. Ma perchè non sfrattare le slot anche da quei circoli parrocchiali che, con la assai logica scusa di incassare qualche euro, si rendono complici di un businnes così oscuro?

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Published in: on 28 maggio 2011 at 05:54  Comments (1)  
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  1. Caro Mauro quella del gioco d’azzardo è diventata una piaga per tante famiglie, una sofferenza per tante persone, uan dipendenza da non sottovalutare. Nei giorni scorsi il Sert di Prato insieme ad altre associazioni ha fornito i risultati di un’indagine condotta in città. Prato è la città in cui si spende in media oltre 900 euro pro capite… la più alta della Toscana. Certo incide anche la presenza di cinesi che rappresentano il 25% dei giocatori. E anche a Prato, l’Arci ha iniziato un percorso per arrivare a togliere le macchinette… sulla scia dell’Arci Empolese Valdelsa, l’associazione che per prima, pur dovendo superare molte resistenze (la cassa è cassa per tutti), è riuscita a togliere lo slot dai propri locali. E sempre Empoli, questa volta il Comune con l’assessore alla città sicura Filippo Torrigiani, ha emanato prima un regolamento, poi un’ordinanza per limitare gli orari di apertura delle sale giochi come forma di prevenzione, specialmente per i più giovani. Un esempio, anche quest’ultimo, che sta facendo il giro d’Italia.


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