Se nel salone del trono i cavoli sono … scenografici

Sarà perchè ho quasi 60 anni (e dunque nel Sessantotto di anni ne avevo 16 respirando a pieni polmoni un’aria inizialmente pulita), sarà perchè quando sento parlare di “beneficienza” a me viene da estrarre la pistola (preferirei che ricchi e vip pagassero sul serio tutte le tasse), sarà perchè del giornalismo ho un concetto altro, sarà perchè ne ho le tasche piene di “eventi” pompati dagli uffici marketing.

Ma quando, questo mattina, ho letto sulla cronaca toscana di un importante quotidiano il resoconto di un “evento benefico” intitolato, ovviamente in lingua inglese, al “cuore dei bambini“, mi è proprio venuto di leggerlo con attenzione.

Con il massimo rispetto per chi è stato costretto a scriverlo, permettetemi di divertirmi un pochino su questa abbinata di “generosità e glamour” presentata da “una scoppiettante” Milli Carlucci con tanti vip: alcuni so chi sono (Grandi Irene, Scervino Ermanno, Renzi Matteo, Prandelli Cesare) mentre di  altri, ed è certo colpa mia, ignoro l’esistenza (Fabbricotti Moreschina, Titova Natalia, Ribas Ana Laura, Giusti Mario Luca …).

Apprendo che l’antico palazzo fiorentino in cui si è svolto l’evento era di “rosso fuoco” e che apriva la serata un tavolo a forma di cuore (“ricoperto da migliaia di petali di rose” e sul quale era allestito l’aperitivo “a base di finger food”). Un palco “era letteralmente sommerso” da doni che privati e aziende avevano offerto per una (ovviamente “ricchissima”) lotteria.

Milly (“regina fra danze, buffet e lotteria”) ha ringraziato tutti per la “generosa partecipazione”. Poi mentre “gli astanti” godevano per una “leggera brezza” (in certi casi, fateci caso, la “brezza” è sempre “leggera”) arriva (da Miami, presumo a costo zero) un balletto che “catalizza” l’attenzione “di tutti”. Inevitabile “lasciarsi andare” in “scroscianti applausi“.

Si passa al pranzo. “Gli invitati” iniziano a salire al primo piano dove c’è (come in tutti i primi piani che si rispettino) “il salone del trono” con “immensi candelabri in legno” appesi al soffitto e “illuminati da mille candele” (mille e non più mille).

I due buffet sono “grandi” e i cavoli che “spiccano” sui tavoli sono inevitabilmente “scenografici” (esistono pure cavoli normali, ma questi sono a uso e consumo dei poveracci. Ai vip toccano solo “cavoli scenografici“).

Le sale (dove molto prosaicamente si mangia) sono “varie” e i tavoli “apparecchiati con tovaglie chiare, sottopiatti in argento, piatti bianchi e bicchieri impreziositi da un leggero rigo oro” (questo il non lieve dettaglio che differenzia i vip dai cafoni: nei buffet dei secondi, specie se camorristi, il rigo d’oro sui bicchieri è “pesante”).

E il menù dei benefici vip? In questi casi “non c’è che l’imbarazzo della scelta”: con un coraggio da feroce giornalismo d’inchiesta il cronista vi dedica 11 righe 11: dal riso con asparagi alla “caleidoscopica tagliata” di frutta fresca.

I camerieri? “Elegantissimi” (livrea in doppio petto, bottoni dorati e guanti bianchi). La lotteria? “Attesissima” (biglietti andati “letteralmente” a ruba per 25 euro l’uno. Diciamoci la verità: prezzo … popolare. Potevano osare qualcosa in più).

Qui termina l’estatica cronaca di un evento certo servito per trovare denari utili a “bambini di tutto il mondo sofferenti di gravi patologie cardiopatiche”.

Non è chiaro quanti fossero i presenti (si parla solo di 800 “invitati“) e quanto sia costato l’ambaradan (i camerieri in livrea qualcuno li avrà pagati, spero … i “tortelli alla fiorentina con filangé di verdure” idem. Il palazzo lo avranno avuto gratis? E gratis si sarà esibito  il balletto “giunto da Miami per catalizzare l’attenzione di tutti”? La Carlucci avrà elargito sorrisoni senza cachet e pagandosi l’albergo? I manager avranno accettato di far “scendere” gratis i loro vippetti?).

Nei giorni prossimi avremo certo il resoconto dettagliato, dell’evento benefico, anche in termini prosaicamente economici: tot “incassato”, tot speso, tot devoluto in beneficienza. Tutto a posto e tutto in regola. Tutto bello e tutto commovente. Tutto generoso e tutto glamour.

Ma io, a quasi 60 anni, continuerei a preferire un Paese che ha meno bisogno di “eventi benefici” perchè i soldi, per curare i bambini cardiopatici o per tenere aperte le scuole, li ricava dalla giustizia tributaria.

Che posso farci? Sono inevitabilmente vecchio.

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Published in: on 23 giugno 2011 at 08:06  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. una di queste bellissime iniziative (guai se non ci fossero perché altrimenti non coinvolgerebbero tante persone da sensibilizzare ai bisogni degi altri!)serve sicuramente queste sono le forme, ambaradan compreso, chiama chi altrimenti non si sognerebbero di partecipare.
    Tutte le altre vostre proposte SERVONO per raggiungere la meta voluta di cui la prima parte è solo l’inizio di un rchiamo

  2. Sono d’accordissimo anch’io e mi viene in mente madre Teresa di Calcutta che ,dopo aver ricevuto il premio Nobel, guardando la mensa sontuosamente addobbata in suo onore e piena di prelibatezze costosissime commentò:- Quanti poveri avrei sfamato con tutto questo !!!!


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