Palestina/Israele: chi ha paura degli aquiloni?

Ricevo e volentieri – da appassionato di una terra che è comunque bello continuare ad appellare come “santa” – rilancio. Con molta tristezza. (mb)

Gerusalemme 1 giugno 2011 –  “Qui e’ area militare chiusa, via via”, hanno urlato i militari israeliani, lo scorso 24 giugno, a un gruppo di bambini palestinesi di Nabi Saleh che, accompagnati da insegnanti e alcuni giovani, si preparavano a lanciare gli aquiloni che avevano costruito poco prima.

Al mattino si era svolto in questo villaggio tra Gerusalemme e Ramallah, protagonista da oltre un anno di una intensa lotta popolare contro la costruzione del Muro israeliano, un laboratorio per bambini con educatori palestinesi e stranieri per la costruzione, con materiali riciclati, di aquiloni. Una attività che aveva coinvolto un po’ tutti i piccoli del villaggio.

Ma quando è giunto il momento di testare i risultati di ore passate tra carta, colla e legno,  i bambini hanno trovato ai piedi della collinetta vicina al villaggio i soldati israeliani che sbarravano la strada. Proibito passare e, quindi, giocare.

I militari non hanno esitato a sparare gas lacrimogeni e proiettili di gomma e, successivamente, a malmenare e arrestare i giovani e gli adulti che accompagnavano i bambini. L’aquilone, si sa, è una grave minaccia alle forze di occupazione in Cisgiordania !!!

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Published in: on 14 luglio 2011 at 05:17  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. Ricordo quando con i miei figli piccoli mio marito faceva volare un vecchio aquilone tutti i bambini dovrebbero far volare gli aquiloni coraggio continuiamo a sperare e a denunciare i sopprusi sempre forse un giorno si riuscirà a far volare gli aquiloni anche in Palestina.

  2. “…Io chiedo come può l’uomo
    uccidere un suo fratello,
    eppure siamo a milioni
    in polvere qui nel vento.
    Ancora tuona il cannone,
    ancora non è contento
    di sangue la belva umana,
    e ancora ci porta il vento.
    Io chiedo quando sarà
    che l’uomo potrà imparare
    a vivere senza ammazzare,
    e il vento si poserà.”

    da Auschwitz (i Nomadi)


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