E se tagliassimo qualche bomba?

Fra tutte le voci da tagliare non è mai apparsa una che, pure, c’è e pesa sul bilancio di uno Stato costretto a erogare minori servizi essenziali: le missioni militari internazionali. Non è arrivato il momento di decidere un loro serio ridimensionamento, e persino uno stop, prima di tagliare prestazioni dirette a cittadini davvero in difficoltà?”.

L’interrogativo non viene da un “grillino” né da qualche vetero “comunista”. E’ stato l’editoriale di “Avvenire“, quotidiano dei vescovi italiani, a porre – ieri – una domanda che in molti sentiamo di fare nostra. Fra i suggerimenti per migliorare la manovra-bis varata dal governo, Eugenio Fatigante (del quotidiano cattolico) pone anche l’eterna questione delle spese militari: spese alle quali basterebbe qualche taglio per ridurre l’ingiustizia di una manovra che mette le mani, al solito, soprattutto nelle tasche dei più deboli.

Fra i motivi per cui anche l’Italia è impegnata in costosissime (anche in termini di vite umane) azioni militari, ce ne sono anche di assai poco nobili: in genere legate alle guerre per il petrolio o per il gas. Oltretutto la capacità di risolvere i problemi con le guerre è decisamente scarsa.

Tutti lo sanno così come tutti fanno finta che non esista l’articolo 11 della Costituzione, quello che vieta di affrontare le controversie internazionali attraverso lo strumento bellico.

L’editoriale di “Avvenire”  offre davvero una bella strada. Che – sono certo – nessuno, fra politici e cittadini così deboli, vorrà percorrere.

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Published in: on 18 agosto 2011 at 07:49  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. Purtroppo i maggiori sprechi si fanno al “palazzo” e questa è storia. Solo che ce ne rendiamo conto, tutti, quando siamo nella contingenza di avere difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. Finchè sopravviviamo, arrangiandosi, ognuno nel suo piccolo, accettiamo qualsiasi compromesso. I compensi degli onorevoli e dei ministri sono sempre stati vergognosi; alla buvette della Camera da molto tempo si consuma caviale della migliore qualità a pochi euro; da troppo tempo, i troppi deputati si assopiscono senza nessun ritegno sugli scranni del Parlamento, ma pur denunciandolo, nessuno è mai intervenuto nè da destra, nè da sinistra per porvi un freno. I deboli avrebbero i numeri e la forza per imporsi fortemente rinunciando a tutti placebi che finora sono stati somministrati da chi, a più livelli, detiene il potere. Perchè ancora non è stato fatto? I calciatori si ribellano alla manovra perchè si sentono depauperati e gli stadi sono ancora colmi di tifosi? Vuol dire che non siamo ancora alla frutta oppure che siamo un popolo troppo stolto per meritare di più e di meglio.
    Cristina Gavazzi
    Sempre la stessa, Via della Chiesa di Uzzo tel . 3346991638

  2. sono pienamente d’accordo e aggiungerei che prima di tagliare fondi ai più deboli come sempre potrebbero i “cari” politici, cari in tutti i sensi, tagliarsi lo stipendio e tutte le agevolazioni che usufruiscono.!.


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