Paperone e Paperino fra Costituzione, Dottrina e … Vangelo

 Con ancora nella mente le dure parole, di Paolo a Timoteo, nella prima lettura di ieri (“Non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, accontentiamoci. Quelli invece che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione. L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali; presi da questo desiderio, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti …“), leggo le cronache locali.

E scopro – ma in verità un…  sospettino lo avevo – che a Pistoia sono in molti a evadere il fisco. Esistono infatti soltanto 79 persone (lo 0,04% dei contribuenti) che possono pagare il (peraltro misero) “contributo di solidarietà” previsto dalla manovra finanziaria appena varata dal Governo. Sulla parte di reddito eccedente i 300 mila euro, questi “Paperone de’ Paperoni” pagheranno il 3 per cento: una miseria che, certo, non li farà neppure arrabbiare e di cui forse neppure si accorgeranno. Il fatto è che a dichiarare più di 300 mila euro sono, a Pistoia, soltanto in 79 e Pistoia non si discosta certo da ciò che accade nel resto del Paese.

Leggo poi che il Comune è costretto, dai tagli imposti con la manovra, ad aumentare il contributo a carico delle famiglie per il servizio di refezione scolastica. La tariffa sale da 4,50 a 4,90 euro e questo significa un costo mensile, per i “Paolini Paperini” pistoiesi che sale da 94 a 98 euro.

Scopro l’acqua calda? Certo, ma c’è molto che non va in queste due notizie. Non va nei confronti della Costituzione, non va nei confronti della Dottrina Sociale della Chiesa, non va nei confronti del Vangelo.

Non va. Proprio non va. Come cristiani, mi chiedo, possiamo continuare a stare zitti?

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Published in: on 17 settembre 2011 at 08:53  Comments (1)  
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  1. Dalla mostra ” Denaro e Bellezza ” aperta oggi a Palazzo Strozzi:

    ” Nel 1200 furono stabilite le Leggi Suntuarie per porre un freno al lusso nelle vesti e nelle cerimonie e per tornare alla moralità invocata dalla Chiesa. Queste leggi valevano per tutti, fatta eccezione per i cavalieri, i dottori, i medici, i giudici e le loro donne “.

    Come dire, tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri


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