Se non possiamo tacere, cosa dobbiamo dire?

I fedeli laici sanno che è loro dovere lavorare per il giusto ordine sociale, anzi è un debito di servizio che hanno preso verso il mondo in forza della antropologia illuminata dalla fede e dalla ragione. E’ questo il motivo per cui non possono tacere“.  Sono parole, centrali, dell’intervento tenuto dal cardinal Angelo Bagnasco, circa un mese fa, in quel di Todi.

Alla luce della situazione attuale – con il precipitarsi dei fatti che stanno portando alla fine del governo Berlusconi (ma il “berlusconismo”, compreso quello trasversale, quanto tempo ci vorrà perchè abbia fine? avrà mai fine?) e, forse, alla nascita di un governo guidato da un “tecnico” – in cosa può concretizzarsi il “lavoro” dei fedeli laici? Cosa non possono tacere in queste ore, i laici credenti, in un contesto per molti aspetti così drammatico?

Annunci
Published in: on 12 novembre 2011 at 08:54  Comments (3)  
Tags: ,

The URI to TrackBack this entry is: https://diocesipistoia.wordpress.com/2011/11/12/se-non-possiamo-tacere-cosa-dobbiamo-dire/trackback/

RSS feed for comments on this post.

3 commentiLascia un commento

  1. Non possono tacere di fronte alle ingiustizie sociali.
    Non possono tacere di fronte alla prepotenza dei forti nei confronti dei deboli.
    Non possono tacere di fronte alla violenza su chi non si può difendere.
    Non possono tacere di fronte alla volgarità
    Non possono tacere quando converrebbe farlo.
    Soprattutto devono avere tanto coraggio perchè facendo tutto ciò si rema contro la corrente e spesso si rimane soli ; bisogna sempre tenere presenti le parole di Gesù ” Vi manderò come agnelli fra i lupi”.
    Però è anche vero ciò che dice Federico “Se Dio è con noi, chi è contro di noi?”
    Manuela

  2. I fedeli laici…auspico che siano pieni di speranza, perchè un cattolico, se pur nei momenti più neri non può non essere portatore di speranza!
    credo che il mandato principale di ogni cattolico sia puntare nella formazione e nell’educazione dei più giovani e forse recuperare anche l’educazione dei già adulti. Non credo che i cattolici debbano necessariamente schierarsi politicamente ritagliandosi un particolare spazio; devono favorire le “larghe intese”, in quanto il nostro paese ha ormai urgente necessità di riforme strutturali tali da evitare personalismi, colori politici e specifici interessi. Se la nostra classe dirigente prenderà coscienza di ciò, le associazioni cattoliche, ma anche i cattolici in senso più ampio non possono che lavorare dal punto di vista educativo, con l’obiettivo principale di costruire cittadini responsabili, eticamente e moralmente formati, cittadini in grado di porsi delle domande ed esigere delle risposte; che il dibattito politico e sociale riaffiori in ogni angolo della città, della casa, nel lavoro, nelle aule di scuola e nelle università. Insomma che vi sia nel lungo periodo non solo un fedele impegnato nella preghiera e nel rito, ma che abbia gli strumenti e la forza di ritagliarsi anche uno spazio di pensiero nel dibattito socio-politico ed economico. Questa riflessione mi nasce dall’amarezza che ho provato in questi giorni con la caduta dell’ultimo governo; (se pur ne abbia fortemente gioito)non credo che per gli italiani e i cattolici sia stata una vittoria, è stata semplicemente una cura estrema ad un corpo ormai fortemente malato. Gli scandali sessuali del presidente del consiglio, la disoccupazione giovanile, la scuola italiana scempiata, i problemi di giustizia, la nostra arretratezza tecnologica e amministrativa, la lentezza della sanità etc non sono stati presi in considerazione così tanto per cui siamo andati aventi per 10 anni…poi è arrivata la finanza, la BCE e l’economia, la paura dei nostri politicanti e di molti italiani che qualcuno potesse toccare i nostri portafogli..ed ecco che l’Italia si preoccupa ma continua a dormire…e poi finalmente arriva l’UE che fa quello che noi avremmo dovuto fare da tempo, dare un forte limite e costringerci a buttar giù la baracca!!…questo è l’ultimo sintomo, se non il principale, del berlusconismo..se così lo si deve chiamare! Le cose in cui crediamo, i nostri valori, gli abbiamo calpestate per anni.. e lo abbiamo fatto anche come cattolici e adesso come chiediamo un inversione di marcia alla nostra classe dirigente, dobbiamo farlo anche noi come cattolici e come cittadini!

  3. I fedeli laici devono supportare i capi del’Italia con la loro fede intrepida, senza compromessi;
    pregare per loro e meno chiaccherare,
    meno parole,
    più fede, più opere, meno incontri, meno tavole rotonde che sono quasi tutte intrise di ragionamenti perlopiù umani, razionali, e privi di quel soprannaturale che tutto può.
    I capi di una nazione rispecchiano i loro sudditi, e l’Italia ha smarrito la fede e se i capi portano in basso la colpa è anche nostra, coraggio.
    Se i 10/100 degli italiani avessero quella fede con la Effe maiuscola, il male dei 90 sarebbe guarito dalla giustizia dei 10. L’italia, la Gerusalemme nuova, terra di santi, terra di martiri, terra del Soglio di Pietro, terra di genii, di arte, di natura, di monti di mare di cultura di inventori, di reliquie,
    deve tornare a supplicare il Padre buono,
    deve tornare a confidare nel Signore, sbriciolare gli idoli delle nazioni e allora vedrà di nuovo fiorire la primavera dello spirito.
    Coraggio italiani battezzati, si teme nell’incredulità, ma se Dio è con noi, chi è contro di noi?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: