E noi suoneremo le nostre, di campane.

Deve essere tosto davvero quel parroco del trevigiano, don Giovanni Kirschner, che l’altro giorno ho trovato scritto in un’Ansa. Suona le campane a festa tutti i giorni la settimana, esattamente alle 17 e 30 (orario di chiusura dei mercati borsistici). Le suona, le campane, tutti i giorni tranne il sabato e la domenica quando, cioè, le Borse sono chiuse. Il suo – spiega – è un gesto di protesta “contro lo strapotere della finanza internazionale” e lo ha annunciato nel bollettino parrocchiale sollevando le perplessità di chi (molto bene-pensante)vorrebbe che in Chiesa si parlasse “di Vangelo e di preghiera, non di banche, finanze e governo”.

“Ci uniamo alle richieste di quanti, in tutto il mondo, chiedono di porre regole per controllare il sistema che in nome della libertà di mercato lascia in mano a pochi ricchi la possibilità di decidere sull’economia e quindi sulla vita della gente”. Dice il don.

A me, che di banche e finanze e tantomeno di Borse capisco esattamente un tubo, questo prete dal nome straniero mi sta, a pelle simpatico. La sua storia mi è tornata in mente oggi, dopo aver letto il monito del cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, sulla “insostenibilità di un mercato totalmente autoreferenziale”, sulla necessità di “sollevare nuove questioni circa la responsabilità e l’etica dei processi finanziari”. E sul fatto che la Chiesa intende offrire “alla società intera nuove vie di incontro”.

Che abbia ragione don Giovanni parroco di Sant’Andrea Apostolo a Santandrà, nel Trevigiano?

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Published in: on 23 novembre 2011 at 22:45  Comments (1)  
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  1. Mi permetto di ricordare la proposta che fu formulata, nella sua enciclica ‘Centesimus Annus’, dal grande Papa Giovanni Paolo ii, appunto a cento anni dalla ‘Rerum novarum’. “Se il nemico di un secolo (il comunismo) è uscito sconfitto -affermò- ciò non significa che il capitalismo ne esca vincitore. Adesso è quello, il nemico da battere”. E ipotizzò, quale importante passo verso questa soluzione, la costituzione un governo mondiale che non sia gestito dagli Usa.


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