E se qualche ragazzo cattolico 2012 si iscrivesse all’associazione partigiani cristiani?

Sono anni che, nei diversi spostamenti di lavoro, mi porto dietro due icone da attaccare sui muri delle stanze dove mi è capitato di lavorare: un ritratto di Giorgio La Pira (cui in uno dei primi spostamenti si spezzò il vetro e io continuo a tenerlo così, con il vetro spezzato. Mi sembra un simbolo … accresciuto). Ma porto anche un rettangolo in bronzo con incisa la “Preghiera del ribelle” scritta da Telesio Olivelli, militare italiano ucciso in un campo di lavoro tedesco, il 17 gennaio 1945, per aver voluto difendere un compagno pestato da un aguzzino nazista (“Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi, ribelli per amore“).

Due piccoli simboli, ma io ci tengo. Soprattutto oggi, quando sarebbe fondamentale riflettere insieme sul significato di una democrazia – e di una Costituzione – che ci sta scappando di mano (pochi giorni fa la nostra Carta Costituzionale è stata modificata, nel silenzio generale e con un voto quasi plebiscitario, per introdurre il cosiddetto “pareggio di bilancio“: ma abbiamo chiaro cosa questo, in prospettiva, possa significare, ad esempio, per i servizi sociali e per i soggetti più deboli? Altro esempio: siamo proprio sicuri che sia normale, e democratico, prendere atto senza protestare che “i mercati” giudicano in modo negativo la vittoria elettorale, cioè affidata al libero voto dei cittadini, di questo o di quel candidato in questo o quel Paese democratico? Ma chi li ha eletti i signori dei “mercati”, i padroni dello “spread”, i dominatori di “Borse & Affari”?).

In questa mattina di un altro 25 aprile, mentre ci si avvia al 70° della Liberazione e inevitabilmente alla scomparsa fisica di tutti i protagonisti di quegli anni così complessi, mi veniva in mente che sarebbe utile se in una diocesi (ad esempio Pistoia) non mancassero giovani con la voglia di tenere viva un gruppo (altrimenti destinato a morire) come l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. La fondò, nel marzo 1947, Enrico Mattei e fra i suoi scopi anche quello di “valorizzare la memoria storica della Resistenza, quella cristiana in particolare” nonchè “promuovere iniziative dirette alla difesa della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza”.

All’ANPC possono iscriversi “tutti coloro che condividono gli ideali della Resistenza” e, dunque, lo Statuto – di un’associazione ecclesiale – lo consente. ACLI e ANPC, in questo 25 aprile 2012, hanno dato vita in ambito nazionale a un collegamento per formare, nel nome di una Resistenza letta senza retorica, i giovani di oggi contro le tendenze dell’antipolitica e per farlo nel ricordo di altri giovani che, pure loro, scelsero un impegno contro l’antipolitica. In favore della Politica.

 

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Published in: on 25 aprile 2012 at 09:19  Lascia un commento  
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