La dignità del lavoro. Fra dono e mercato.

Luigino Bruni, economista, parlando oggi in una delle ultime conferenza di “Dialoghi sull’uomo“, ha raccontato di essere debitore a Primo Levi di una immagine. Quella del muratore italiano che, imprigionato nel campo di Auschwitz, era obbligato a costruire un muro: era ovviamente profondo il suo odio verso gli aguzzini che dominavano il campo di sterminio, però lui – il muratore – quel muro lo costruiva comunque perfetto. In quel luogo privo di dignità, lui voleva non perdere la sua dignità di uomo e, per dignità, costruiva ad Auschwitz un muro a regola d’arte. Da qui Bruni ha sviluppato un bel ragionamento sul rapporto dono/mercato.

Ma ascoltare la storia lontana di quel muratore italiano in Auschwitz, mi ha fatto riandare – nella assoluta bellezza della Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia – a un’altro, analogo, concetto espresso, tanti anni fa, da Giovanni Michelucci.

Notava, l’architetto pistoiese, che sulla cupola del Brunelleschi, a Firenze, si trovano “murature eccezionali eseguite in perfezione assoluta” soprattutto pensando che lassù, così in alto, nessuno vedrà mai, da vicino, quei mattoni “messi di spina”. Idem, notava Michelucci, sulle guglie più alte delle cattedrali francesi: qui si trovano sculture di altissimo livello, lavori di grande preziosità. Che nessuno vedrà mai da vicino.

Perchè, si chiedeva Michelucci, gli autori hanno fatto cose così perfette se nessuno mai saprà il loro nome né mai, lassù, qualcuno vedrà da vicino le loro opere?. “Ma che importa – rispondeva l’architetto, esattamente come oggi ci ha ricordato l’economista – non importa nulla. Loro (gli autori misteriosi) fecero quello che dovevano fare”.

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Published in: on 27 maggio 2012 at 18:48  Comments (1)  
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  1. è questo è anche il destino di noi cristiani di oggi, lavorare e dare l’esempio anche se non si viene pagati anche se i soldi con cui ci remunerano ci costringono a fare i numeri per arrivare a fine mese………..
    come era scritto nella lettera degli efesini: Noi tutti siamo servi inutili non ci meritiamo niente, e nemmeno abbiamo portato alcun beneficio a Dio in qualsiasi modo. Se Egli ci ricompensa, è sicuramente favore non meritato, ed è tutto per Grazia anche perchè non dimentichiamoci che L’eterno disse: ” Ti procurerai il pane con il sudore della tua fronte.”,sembrano solo aforismi….ma è la nuda e cruda realtà!!


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