Davanti a un battesimo qualunque

Cari genitori: chiedendo il battesimo per i vostri figli, voi vi impegnate a educarli nella fede perchè, nell’osservanza dei comandamenti, imparino ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato. Siete consapevoli di questa responsabilità?”.

Stamattina, a Messa, in parrocchia c’erano due battesimi e questa è la formula di rito cui i genitori rispondono – vorrei vedere – in modo affermativo.

Idem, subito dopo, il “padrino” e la “madrina” cui viene chiesto se sono disponibili (non a fare un grande regalo spendendo un sacco di soldi, dico io) in questo compito così importante.

Se solo ci fosse reale consapevolezza, fra i genitori e i padrini, sul peso di questa responsabilità …

Published in: on 24 giugno 2012 at 18:06  Comments (1)  

Il “tocco” di Thomas More nel tempo degli “Intoccabili”

“Giova riandare all’esempio di san Tommaso Moro, il quale si distinse per la costante fedeltà all’autorità e alle istituzioni legittime proprio perché, in esse, intendeva servire non il potere, ma l’ideale supremo della giustizia. La sua vita ci insegna che il governo è anzitutto esercizio di virtù. Forte di tale rigoroso impianto morale, lo Statista inglese pose la propria attività pubblica al servizio della persona, specialmente se debole o povera; gestì le controversie sociali con squisito senso d’equità; tutelò la famiglia e la difese con strenuo impegno; promosse l’educazione integrale della gioventù. Il profondo distacco dagli onori e dalle ricchezze, l’umiltà serena e gioviale, l’equilibrata conoscenza della natura umana e della vanità del successo, la sicurezza di giudizio radicata nella fede, gli dettero quella fiduciosa fortezza interiore che lo sostenne nelle avversità e di fronte alla morte. La sua santità rifulse nel martirio, ma fu preparata da un’intera vita di lavoro nella dedizione a Dio e al prossimo”.

Così Giovanni Paolo II nel proclamare Tommaso Moro (di cui oggi ricorre la festa) “patrono del governanti e dei politici“.

In un contesto di “intoccabili”, può forse risultare utile una riflessione sul “tocco” di un santo come Tommaso.  Che scrisse di “Utopia” e, dunque, finì male.

Published in: on 22 giugno 2012 at 09:55  Lascia un commento  
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Sale della terra? Ma dai …

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”. Così, secondo Matteo, a un certo punto Gesù disse ai suoi discepoli con cui Gesù doveva avere qualche conticino aperto …

Accidenti che efficacia di paragone con la storia che noi, cristiani, si sarebbe nientemeno – in teoria – che “il sale della terra”. Ergo: una sostanza che dà sapore, rende saporita qualunque cosa. Perfino la terra.

Accidenti che “botta” (con la storia del sale ormai privo di sapore) e accidenti che “risposta” per ciascuno di noi, cristiani in qualunque tempo (gettati via e, giustamente, calpestati dalla gente che passa)

Accidenti che “botta di domanda” (con cosa rendere ancora salato un sale ormai privo di sapore) evidentemente retorica , ma anche la “botta della risposta” (così non serviamo davvero a nulla) mica è da pochino …

Che cosa utile se almeno fra noi – con tutte le nostre supponenze di essere (fra le tante “ditte” della grande “ditta” cristiana) sempre un tantino migliori di quelli dell’altra “ditta”, per non parlare delle “ditte” davvero esterne – ci ricordassimo un pochino di questa storia, piccola piccola, del sale ormai scipito e dunque inutile …

Published in: on 11 giugno 2012 at 21:43  Comments (1)  
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L’eredità di don Milani

L’eredità di don Milani divide i suoi ex alunni“. Così titola oggi il “Corriere Fiorentino” riferendo su un convegno che si è svolto ieri a Firenze su iniziativa di un gruppo di allievi di don Lorenzo.

Un altro gruppo ha organizzato, sempre ieri, una iniziativa diversa. E non mancano reciproche stoccate polemiche.

Stoccate che certo rendono bene la circostanza di essere in terra toscana ma che forse don Milani un po’, legittimamente, deve incavolarsi nel vedersi così strattonato …

Published in: on 9 giugno 2012 at 14:03  Lascia un commento  

E se, i prossimi cardinali, il papa li facesse “strani”?

Fonti bene informate accreditano la tesi che nel 2013 (magari a conclusione dell’Anno della Fede) papa Benedetto darà alla Chiesa altri cardinali. Che bello se riuscisse a stupirci dando la porpora a qualche persona che certo non se lo aspetta e che, altrettanto certamente, nessuno se lo aspetta.

Ci starebbero proprio male nel “Sacro Collegio“- anche visto lo sconcerto di questi tempi – un prete di strada, un bravo parroco, un semplice missionario, un monaco di clausura, qualche “sant’uomo” fra quelli che per fortuna esistono e rendono bella, nel mondo intero, la Chiesa di Gesù Cristo … ? Ci starebbero proprio male?

Sarebbe proprio strano se un papa raffinato e colto come B XVI, in un momento confuso e pericoloso come questo, stravolgesse giochi”, consuetudini, attese, alleanze, equilibri? Sarebbe strano se il papa giocasse “strano”?

Published in: on 3 giugno 2012 at 13:56  Lascia un commento  
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Antica pietà popolare

FIRENZE – Piccoli gesti nella nostra vita quotidiana, accadimenti minimi e minimali, che non significano nulla. O che, forse, a occhi meno disattenti possono ancora raccontare qualcosa.

Ieri mattina su una stradina stretta – una sorta di scorciatoia nel nostro splendido paesaggio fra ulivi e cipressi che consente di “tagliare” una strada assai più trafficata – vedo uno che, per lavoro, ha appena finito di incollare un manifesto mortuario. Con la coda dell’occhio, attento a non raschiare l’auto sul muretto dall’altro lato della stradina, vedo l’attacchino che, rapido, si fa il segno della croce.

Forse conosceva la persona morta, forse no. Il suo lavoro, con colla e pennello, lo aveva fatto e bene. Ma ci ha voluto aggiungere un altro gesto, di antica pietà popolare.

Published in: on 1 giugno 2012 at 07:40  Comments (1)  
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