L’Assunta costringe

L’Assunta costringe a fare i conti con uno fra i testi più belli e potenti in assoluto. Il Magnificat.

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Published in: on 15 agosto 2012 at 15:31  Comments (2)  

Prima di comprarla, rifletti

70 mila prostitute in Italia per 9 milioni di clienti ogni mese (ma perchè non iniziare con 9 milioni di maschi, italiani, che ogni mese – in media – vanno “a puttane”?) per un giro di affari, sempre mensile, da 90 milioni di euro.

Questi sono i dati, che dicono molto e dicono nulla (come tutti i dati e come tutte le statistiche) su cui una suora coraggiosa, suor Eugenia, basa un intervento (pubblicato integrale anche fra le news in questo sito dopo la segnalazione da parte di un’altra religiosa, stavolta diocesana, impegnata anch’essa sulle frontiere della tratta: suor Tina).

Occasione di questo intervento, una recente trasmissione televisiva durante la quale si sono confrontate opinini diverse sulla possibilità di “legalizzare” anche in Italia il cosidedetto mestiere più antico del mondo, tirandoci fuori la logica, facie, conseguenza: tasse per le prostitute “legali” e incassi per lo Stato.

Tutte da meditare le valutazioni, ovviamente negative, che queste suore, così capaci di capire un problema su cui si sporcano ogni giorno le mani correndo pure non pochi rischi, oppongono a un “rimedio” che si va facendo strada in un contesto che tende, ormai, a non riflettere più su nulla.

Tutte da meditare ma anche, perchè no, tutte da implementare: magari con interventi di tanti maschietti “utilizzatori finali” che non si pongono scrupoli nel comprare, per pochi minuti di “piacere” (?), il corpo di una donna.

 

Published in: on 8 agosto 2012 at 08:34  Lascia un commento  

Ma si può dir Messa sul tablet ?

“Come la Chiesa, al di là del caso neozelandese, si confronterà con la tecnologia del testo digitale?”.  Pone una domanda, in effetti intrigante sotto molti aspetti, il direttore di “Civiltà Cattolica“, padre Antonio Spadaro, partendo da una nota recente dei vescovi neozelandesi cui era stato chiesto se fosse consentito l’uso del messale romando su supporti informatici (iPad, altri tablet, e-readers, smarthphone) al posto dei libri liturgici tradizionali.

I vescovi hanno risposto picche: un sacerdote non può usare le app nella liturgia. Padre Spadaro, che sta lavorando con passione sulla cosiddetta cyber-teologia, si pone – e ci pone – una bella domanda: come la Chiesa si confronterà con la tecnologia del testo digitale.

Published in: on 3 agosto 2012 at 09:29  Comments (3)  
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