Ma si può dir Messa sul tablet ?

“Come la Chiesa, al di là del caso neozelandese, si confronterà con la tecnologia del testo digitale?”.  Pone una domanda, in effetti intrigante sotto molti aspetti, il direttore di “Civiltà Cattolica“, padre Antonio Spadaro, partendo da una nota recente dei vescovi neozelandesi cui era stato chiesto se fosse consentito l’uso del messale romando su supporti informatici (iPad, altri tablet, e-readers, smarthphone) al posto dei libri liturgici tradizionali.

I vescovi hanno risposto picche: un sacerdote non può usare le app nella liturgia. Padre Spadaro, che sta lavorando con passione sulla cosiddetta cyber-teologia, si pone – e ci pone – una bella domanda: come la Chiesa si confronterà con la tecnologia del testo digitale.

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Published in: on 3 agosto 2012 at 09:29  Comments (3)  

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  1. La mia preghiera quotidiana la faccio nel tragitto casa-redazione (a piedi) leggendo la liturgia del giorno sul tablet. Utilissimo, anche per rimediare a quella pigrizia che non mi fa mai svegliare presto per una visita in chiesa. E’ il mio ‘piano B’. Utile (molto) ma certo non ottimale.
    Per questo in parte comprendo l’atteggiamento dei vescovi neozelandesi, in un contesto peraltro dove la religiosità e’ certo più volatile. La dimensione virtuale rischia di svuotare la fisicita’ delle celebrazioni e di ridurre l’impatto dei simboli. Non solo: la parola scritta su un display rischia di più la manipolazione e ai nostri occhi ancora oggi appare meno fissa, meno ‘immutabile’.
    D’altra parte proprio l’utilità delle nuove tecnologie imporrebbe alla chiesa un atteggiamento più aperto, soprattutto nella prospettiva di un loro prevedibile ulteriore sviluppo. Un prete che si scrive l’omelia su un foglio di carta non fa la stessa cosa di uno che usa l’ipad? E perché non si pensa a qualche strumento multimediale per aiutare i più giovani alla comprensione della messa ‘in diretta’, cioè mentre la si celebra? Si potrebbe anche integrare la ripresa televisiva (destinata perlopiu agli anziani) con contenuti extra, disponibili facilmente sulla tv (la televisione e il computer chiaramente si fonderanno, il processo e già avviato).
    Qualche anno fa nella mia diocesi (Livorno) un bravo animatore piazzo’ un maxi schermo al lato dell’altare per far cantare di più la gente. C’erano le parole del canto, insomma era un karaoke. ‘Il karaoke di Dio’ lo definì un noto giornale nazionale, attirando su questa esperienza curiosità e polemiche. Polemiche inevitabili forse, ma secondo me ingiustificate. Perché quell’intuizione aveva migliorato la partecipazione senza alterare nulla della liturgia.
    La mia conclusione: occorre prudenza, un’applicazione non sostituisce la messa e i sacramenti (pensate a chi vorrebbe confessarsi sul web). Ne’ potrebbe rimpiazzare il contatto con Dio in uno spazio sacro.
    No alla ‘deriva tecnicistica’ certo ma no anche ad un conservatorismo sterile e pericoloso. Perché tra dieci anni i nostri libri saranno forse le ‘tavolette’ elettroniche e sarà giusto che le utilizziamo appieno. Non per portarle in processione (ci mancherebbe!) ma per aiutare i fedeli alla comprensione di un mistero, che e’ lo stesso da duemila anni. Del resto, come avrete letto, non fece così anche la stampa?

    Antonello Riccelli

  2. Personalmente non sono spaventato dalla novità prevista, anzi mi direi incuriosito.
    Da “utente” mi permetto di far presente che già oggi molti anziani prendono messa alla televisione (poi viene anche qualcuno a portare la comunione a casa) e io stesso quando influenzato ho ascoltato la celebrazione eucaristica alla radio. Adesso l’iPad? Perchè no!

  3. Con acuta ironia ho ascoltato Padre Spataro confessare pure il proprio imbarazzo nel doversi, eventualmente, chinare a baciare uno strumento informatico…
    Va bene la modernità, ma dentro uno strumento e il suo uso sono racchiusi simboli che danno significato alle azioni.
    La parola, stampata, impressa nero su bianco, tangibile agli occhi che è e resta immutata, ha il suo colore e il suo calore, e una sua sacralità che non è, e non può essere sostituita dalla schermata scorrevole, mutevole e spersonalizzata di un tablet multifunzioni.
    Certo che il modo cambia ma mi inquieta pensare di dovermi attrezzare con le “app” pure per Messe, Vespri e Rosari….


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