Il “trucco dello specchietto”

Ebbene si: l’altra mattina sono rimasto pure io vittima nella “truffa dello specchietto”.

Non a Pistoia ma a Prato, in via Roma. Guidavo attorno ai 50 all’ora, ascoltando le radio news. A un certo punto sento un colpo secco nella parte destra della fiancata. Rallento ancora, guardo nel retrovisore ma non vedo nulla: né una macchina né un motorino né una persona. Penso di aver calpestato qualcosa di metallico e proseguo.

Dopo qualche km mi fermo per un caffè e mentre posteggio mi affianca un’auto bianca: l’uomo che sta alla guida (sul sedile posteriore una donna con un piccolo) inveisce accusandomi di essere fuggito dopo avergli rotto lo specchietto.

Scendiamo entrambi. Faccio presente che non mi ero accorto di nulla e che non ero fuggito. Lui mi fa vedere lo specchietto, in effetti ciotolante, e io mi convinco – ma … senza esserne convinto – circa la spiegazione di quel colpo secco. Nella mia ingenuità positiva, non può esistere uno che ti racconta una frottola per spillarti un po’ di soldi.

L’uomo (pelle scura e fasciatura al dito) propone la constatazione amichevole. Io prendo il foglietto, un po’ seccato perché – per fortuna – non ho mai avuto incidenti e dunque non so neppure come riempirlo. Ma lui sostiene che forse non ne vale la pena e che si può risolvere fra noi: chiede “137 euro più Iva” (la cifra che secondo lui costerebbe rimettere il retrovisore). Finisce che gli do 50 euro. Lui li prende. Mi mostra un dito della mano tutto fasciato, sostenendo di dover andare in ospedale.  E riparte con la sua macchina bianca, scassata, che porta una targa (Mi) di quelle vecchie.

Solo a questo punto, mi viene la certezza di essermi fatto fregare (io che sono un paladino delle trasmissioni tv in difesa dei consumatori) come un pollo.

Adesso leggo che, a Pistoia, il “trucco dello specchietto” lo facevano alcuni nomadi di Pontelungo. Proprio quella comunità su cui, l’altro giorno, ho scritto un comunicato-stampa come ufficio diocesano Comunicazioni Sociali per raccontare lo splendido segnale del vescovo Mansueto: aprire l’anno della Fede visitando i campi nomadi.

Non so se chi mi ha fregato 50 euro a Prato è lo stesso che cercava di fregarli a Pistoia. Spero di no. E so benissimo che i veri furti – quelli per i quali non si va in galera ma, magari, si fa carriera nei salotti della finanza  – sono altri e per cifre assai più alte.

Però, amici e fratelli ladruncoli, possibile che sia così difficile capire che, così, resterete sempre emarginati? Possibile non capire che così, oltretutto, mettete nei guai chi, fra voi, cerca le strade dell’onestà?

Annunci
Published in: on 25 ottobre 2012 at 09:46  Comments (1)  

The URI to TrackBack this entry is: https://diocesipistoia.wordpress.com/2012/10/25/il-trucco-dello-specchietto/trackback/

RSS feed for comments on this post.

One CommentLascia un commento

  1. E vai… evviva l’onestà sincera! (quella di chi non teme di passare da politicamente scorretto…)


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: