Lo spariglio di Papa Francesco

 cescoSi erano appena svolte le elezioni e il conclave era ancora lontano. Un pomeriggio di inizio marzo, nella redazione di “ToscanaOggi” (settimanale diocesano toscano) era in corso un incontro di collaboratori:  l’attenzione era tutta su due grandi fatti, certo assai diversi ma uniti da una linea di incertezza.

Pochi giorni prima mi era capitato di vedere un film (W la libertà, con uno straordinario Toni Servillo) che mi dette spunto per un intervento. “Occorre lo spariglio – mi venne fatto di dire – pensando alla singolare soluzione fornita, nel film, alla crisi di un politico italiano da un gemello a dir poco stravagante: un gemello che trova la strada migliore per far rientrare l’organizzazione (in questo caso il partito politico. Latamente l’intera politica) in sintonia con le persone in carne e ossa che stanno fuori. Uno spariglio capace di offrire gesti diversi, alternativi, fuori linea. E anche linguaggi decisamente “altri”.

Mi venne fatto di unire le due “crisi”. La crisi di una Chiesa scossa da un accadimento straordinario come la rinuncia di un grande Papa teologo. E la crisi di una politica ormai preda dei più volgari populismi: incapace di capire e governare i gravi problemi di un Paese che sta rischiando grosso.

Tratto comune di questa unione? La necessità, appunto, dello spariglio: di un qualcosa capace – per entrambi; e sono consapevole di accostare piani non accostabili – capace di far stare, i rispettivi livelli, “nel” mondo senza essere “del” mondo”. Chi ha visto il film, ad esempio, sa come il gemello del politico – anche ballando un imprevedibile tango con una riconoscibilissima leader di una grande potenza europea – riesca a rompere gli schemi e a far ritornare credibile la “ditta” del fratello.

Con i suoi primi gesti (da un nome che, subito, ha fatto esaltare tanti di noi alla sottolineatura, direi giovannea, a non farci vincere dal pessimismo. Dal rifiuto di leggere discorsi scritti da altri, alla insistenza nel portare la croce di ferro. Dal salire in pullman con i “fratelli” cardinali, al volersi pagare il conto dell’albergo. Da quel già mitico “buonasera”, alla centralità subito evidenziata per la preghiera. Dalla passione per il tango, a quanto già si può intuire a proposito di “collegialità” e di riforme …) con questi gesti e, presumo, con quelli che arriveranno, Papa Francesco sta iniziando a “sparigliare”. Evviva !!!

Aspettando analogo “spariglio” nella risposta che le istituzioni dovranno dare al grande malessere italiano, presumo siamo in molti a provare la stessa sensazione che ho appena sentito raccontare, per radio, a un teologo in genere non proprio a me simpatico (intendo Vito Mancuso). “Adesso sono felice. Felice come un bambino”.

Annunci
Published in: on 16 marzo 2013 at 08:59  Comments (2)  
Tags: , , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://diocesipistoia.wordpress.com/2013/03/16/lo-spariglio-di-papa-francesco/trackback/

RSS feed for comments on this post.

2 commentiLascia un commento

  1. Francesco,hai aperto una grande finestra di speranza !Che ilSignore ti assista

  2. Ringraziamo il Signore per averci mandato Papa Francesco e preghiamo per lui.
    Manuela


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: