Don Ivan e la statua della Madonna

Siamo, noi esseri umani, così imperfetti e fragili da avere bisogno di simboli. Siano essi negativi o positivi.

A proposito dei primi, per quanto riguarda la Chiesa, si  sta molto parlando  e scritto del “corvo”, di certi Palazzi, di certe “manovre”. E tantissimi, fra noi, sentono fortissima l’esigenza di pregare il buon Dio perchè ci aiuti tutti quanti – partendo dai Palazzi – a ritrovare qualcosa evidentemente perduto o non completamente vissuto.

Da ieri mattina il disastro del terremoto emiliano ci offre un altro simbolo, di ben altra categoria: non un volatile preso a emblema del tradimento (e dello smarrimento), ma un essere umano: un prete, come si dice, “di campagna”; un parroco rimasto travolto dalle macerie della sua chiesa perchè stava cercando di salvare una statua. Una statua, per quanto si è capito, di nessun valore economico ma dall’evidentissima forza simbolica. Una statua della Madonna.

Abbiamo bisogno di simboli, noi esseri umani così imperfetti e fragili. E don Ivan, morto perchè pure lui stava cercando qualcosa di perduto, è diventato il simbolo di una Chiesa che sentiamo vicina, bella, pulita, credibile.

Adesso che don Ivan ha raggiunto davvero Maria, siamo in tanti a chiedergli un aiuto. Da simbolo a simbolo.

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Published in: on 30 maggio 2012 at 05:50  Lascia un commento  
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