Sale della terra? Ma dai …

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”. Così, secondo Matteo, a un certo punto Gesù disse ai suoi discepoli con cui Gesù doveva avere qualche conticino aperto …

Accidenti che efficacia di paragone con la storia che noi, cristiani, si sarebbe nientemeno – in teoria – che “il sale della terra”. Ergo: una sostanza che dà sapore, rende saporita qualunque cosa. Perfino la terra.

Accidenti che “botta” (con la storia del sale ormai privo di sapore) e accidenti che “risposta” per ciascuno di noi, cristiani in qualunque tempo (gettati via e, giustamente, calpestati dalla gente che passa)

Accidenti che “botta di domanda” (con cosa rendere ancora salato un sale ormai privo di sapore) evidentemente retorica , ma anche la “botta della risposta” (così non serviamo davvero a nulla) mica è da pochino …

Che cosa utile se almeno fra noi – con tutte le nostre supponenze di essere (fra le tante “ditte” della grande “ditta” cristiana) sempre un tantino migliori di quelli dell’altra “ditta”, per non parlare delle “ditte” davvero esterne – ci ricordassimo un pochino di questa storia, piccola piccola, del sale ormai scipito e dunque inutile …

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Published in: on 11 giugno 2012 at 21:43  Comments (1)  
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Le tre suore di Tarso

Suor Cornelia, suor Agnese e suor Maria. Sono le uniche presenze cristiane, oggi, nella città di San Paolo.

Vivono in una chiesa che non è più tale perchè è in un magazzino (però i pellegrini di passaggio possono celebrare messa). La loro storia, nella città dove nacque Saulo e dove oggi vivono 250 mila persone, è raccontata da Maurizio Gori (dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Pistoia) che fa parte di un numeroso gruppo di pistoiesi, guidati dal vescovo Mansueto, in pellegrinaggio diocesano sulle orme di Paolo nella Turchia di oggi.

Tiene, Maurizio, un “diario di bordo” sul sito della diocesi (www.diocesipistoia.it) e da buon cronista ha chiesto alle tre religiose perchè mai se ne stessero lì, in una situazione certo non facile.

La risposta mi è parsa (e forse lo è davvero) eccezionale nella sua semplicità. “Siamo qui per esserci“.

Per pregare, per accogliere, per condividere e per sperare in una realtà diversa.

Chissà perchè, ma a queste suore – io che sono geograficamente così lontano – voglioo già un sacco di bene …

 

Published in: on 29 luglio 2011 at 08:26  Comments (1)  
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