Il pane – e la Madonna – di don Lorenzo

Sto leggendo “Non so se don Lorenzo“, di Adele Corradi.

E’ l’insegnante che frequentò la scuola di Barbiana e che adesso ha pubblicato questi suoi ricordi sul suo complesso rapporto con don Lorenzo Milani e la straordinaria esperienza didattica conclusa con “Lettera a una professoressa“.

Racconta, Adele, di aver sentito poche volte accennare don Milani alla Madonna. Una di queste  fu quando raccontò un episodio accadutogli negli anni della guerra: una donna, affacciandosi alla finestra, lo aveva rimproverato perchè stava sbocconcellando un pezzo di pane bianco e lo faceva in un quartiere povero dove, al massimo e quando c’era, il pane era nero.

Quella donna – diceva don Lorenzo – era “la Madonna“.

Mi è parso significativo, l’episodio, su quella sorta di “riscatto” dalla iniziale condizione borghese che, mi sa, è una delle molle per spiegare l’amore nutrito da don Lorenzo per i suoi “ragazzi”, certo non borghesi. E mi è sembrato bello il richiamo – quel richiamo – alla mamma di Gesù.

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Published in: on 30 aprile 2012 at 15:30  Lascia un commento  
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“Per fare del bene a loro e per arricchirmi io”

Ieri sono stato in “Fortezza da Basso“, a Firenze, con i tanti stimoli di “Terra Futura” (la cosa più singolare? Una linea di carta, proveniente dallo Sri-Lanka, prodotta con cacca di elefante !!!)
E mi sono imbattuto nello stand LEF, la Libreria Editrice Fiorentina – oggi di Giannozzo Pucci – che da sempre edita i testi di don Lorenzo Milani e propone volumi, davvero alternativi, dedicati a stili di vita nuovi (o meglio: antichi).

Una delle ultime rispampe LEF è “Ultimo banco”, raccolta di brevi testi già usciti su “Avvenire” per la penna di Sandro Lagomarsini parroco nell’entroterra di La Spezia che tiene una scuola ispirandosi a don Lorenzo. Inevitabile l’acquisto e immediato l’inizio di lettura.

Alla vigilia dei 45 anni dalla “Lettera”, Lagomarsini pubblica anche qualche brano dalle “Lettere” di don Lorenzo Milani. Ad esempio questo.

“Vedo che leggete moltissimo e vi tenete sempre al corrente di tutto quello che di moderno e di geniale viene partorito nel mondo; io invece passo gran parte della giornata a far chiacchierare degli analfabeti per fare del bene a loro e per arricchirmi io d’un mucchio di cose che da loro posso imparare” (da “Lettere”, p. 32).

No comment.

Published in: on 23 maggio 2011 at 08:38  Comments (1)  
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“Fai strada ai poveri, senza farti strada”

Un pensiero difficile e impegnativo. Un pensiero di don Lorenzo Milani, fra i non più citati, può essere d’aiuto.
Davanti a fatti che capita di vedere e magari di non capire a fondo. Anche nel cosiddetto “mondo cattolico”. Anche in quello splendido mondo cattolico così spesso impegnato in belle opere – e in potenti strutture – di aiuto ai più deboli. Con tanti sbandieramenti che rimandano a parole nobili: valori, ideali, servizio, testimonianza, disinteresse …

Fai strada ai poveri, senza farti strada“. Pensiero difficile. Pensiero impegnativo. Pensiero contro-corrente. Per tutti noi. O no?

Published in: on 3 aprile 2011 at 12:37  Comments (2)  
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Scuola: una questione che riguarda tutti. Ma proprio tutti.

Riceviamo (da don Massimo Biancalani e Mauro Matteucci del Centro di documentazione “don Lorenzo Milani” di Pistoia) e volentieri pubblichiamo, con invito a condividere ulteriori commenti su ua questione (l’emergenza educativa) che riguarda tutti. Ma proprio tutti. E su cui si è anche soffermato lo stesso presidente dei vescovi italiani (“Ho fiducia e stima in tutta la scuola”) card. Bagnasco. (mb).

MA ESISTE ANCORA LA POLITICA?
L’attacco ai docenti da parte del capo del governo è di una gravità estrema, perché colpisce un’istituzione basilare dello Stato, che inoltre attraversa una fase di profonda trasformazione, nella quale proprio l’azione degli insegnanti/educatori diventa ancora più fondamentale.

La scuola è chiamata infatti, a rispondere con urgenza a una serie di sfide della società, in cui il suo ruolo si conferma insostituibile. Additando gli insegnanti che inculcano idee politiche negli studenti , si mira a demolire la grande idea di una scuola democratica, inclusiva ed emancipatrice secondo il dettato costituzionale. Proprio in un tempo in cui, attraverso la pervasività dei media televisivi, si vuole distruggere i fondamenti etici dell’intera società.

Col pretesto che gli insegnanti prevaricano con le loro idee “sovversive” sui “sani” principi delle famiglie, un luogo di grande opportunità formativa viene trasformato in ghetti sempre più segreganti per i figli di un Dio minore, dai cosidetti “meno dotati” o “difficili”, ai diversamente abili, ai figli degli immigrati.

In questo disegno la contrapposizione tra scuola pubblica e scuola privata è strumentale e mistificante, perché unico è il loro fine culturale e formativo, che ha sempre il suo fulcro vitale nell’aderenza alla concretezza della realtà e nell’attenzione all’allievo: fuori, i giovani non esistono spesso come persone.

La bellezza del lavoro scolastico nasce proprio dalla reciprocità del rapporto quotidiano tra le persone, perciò la costruzione del sapere e della coscienza critica si realizza soprattutto “insieme”, come ha saputo esprimere splendidamente don Milani: Il problema degli altri è eguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.

Ma esiste oggi, ancora una Politica nel senso più vero e autentico della parola?

Published in: on 6 marzo 2011 at 12:43  Comments (1)  
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