Un nome nuovo ai “grattini” per non farci ingannare troppo

gratta-e-vinci-on-lineNel mare magnum del web c’è un sito (www.change.org) che ospita petizioni di natura varia, sottoscrivibili con un semplice clic da ciascuno di noi. E’ una piattaforma di campagne sociali, nata negli USA sei anni fa e da neppure un anno sbarcata in Italia.

Premesso che non sono un entusiasta per questo tipo di “partecipazione”, anche se non mi sfuggono certi aspetti intriganti, mi è quasi venuta voglia di sottoscriverne una (di queste petizioni) attorno a un profilo su cui milioni di italiani stanno correndo non pochi rischi: il gioco d’azzardo. La petizione chiede di cambiare il nome alla più nota fra le lotterie instantanee gestite (con non poche contraddizioni) dallo Stato: il cosiddetto “Gratta e Vinci”.

Poichè, in pratica, si “gratta” molto ma si “vince” decisamente poco (le probabilità scientifiche di vincere sono, in effetti, bassissime. Trattasi dunque, nella realtà, di una vera e propria tassa: una tassa sulla dabbenaggine di tanti sprovveduti), la pretizione suggerisce un nuovo e più appropriato nome per i cosiddetti grattini (“Gratta e gioca“).

“Provo un sentimento misto di rabbia e dispiacere – spiega l’ideatore della petizione – ogni volta che durante la paura pranzo, di lavoro o in altri momenti della giornata, mi capita di vedere peresone con più anni di me, con anni di lavoro e una professionalità invidiabile alle spalle, spendere cifre inaudite nella speranza di una vincita generosa e cospicua”. Come non dargli torto? Come far finta di non vedere cosa accade in una qualunque tabaccheria?

In realtà, come dimostrato dalle associazioni dei consumatori, il nome della lotteria (“Gratta e vinci“) è ingannevole e subdolo: per giocare con moderazione (preciso: nessun problema se uno vuole giocare. Pure a me piace il gioco. Il problema è, appunto, la moderazione; la consapevolezza che a vincere è praticamente sempre il … banco) non basta scriverlo piccolo-piccolo: forse sarebbe un maggiore deterrente, davvero, cambiare il nome ai grattini. “Gratta e gioca” non mi pare dunque male, anche per ricordarci come la nostra vita non può essere appesa a un pezzo di carta argentata che promette una “sistemazione” all’apparenza facile, ma in realtà illusoria.

Ho deciso: firmerò la petizione !

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Published in: on 2 aprile 2013 at 09:03  Lascia un commento  
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Poker e casinò on-line: da oggi è legale.

Schiavitù e liberazione. La lettura di oggi (dall’Esodo) rinvia agli Israeliti fuggiti dall’Egitto e ai carri, con i soldati del faraone che li raggiungono. Il popolo di Dio, impaurito, non trova di meglio che lamentarsi con Mosè ricordando com’era meglio  “servire in Egitto che morire nel deserto“.

Tranquillità dalla schiavitù, fatica dalla liberazione. Ho trovato un aggancio leggendo che oggi, lunedì 18 luglio 2011, in questo nostro Paese – dove in molti fra i più fragili già sono costretti a vivere da schiavi nei confronti di qualche moderno “faraone” – per legge lo Stato ha reso legale il gioco d’azzardo on-line.

Poker e casinò: tutto facile e tutto immediato, da oggi, collegandosi sul web. Si aumentano così le possibilità – già numerose e frequentate, basta entrare in un qualunque bottega del Lotto di paesini e città – per buttare soldi dalla finestra con la speranza di una vincita capace di “sistemarti l’intera vita”.

L’ennesima tassa per allocchi, in un settore peraltro a fortissimo rischio di infiltrazioni malavitose, studiata da uno Stato che poi è anche costretto ad aiutare centinaia di centri per disintossicare migliaia e migliaia di persone dipendenti da questa droga (pare che in Italia esistano almeno 700 mila individui ammalati da gioco d’azzardo legale. E pare che in tre anni gli italiani abbiano puntato più di 6 miliardi di euro sui soli tavoli on-line con un trend adesso destinato ad incrementarsi vista la … legalità di questa nuova tassa sugli allocchi).

Da oggi, lunedì 18 luglio, la manovra finanziaria ci quintuplica i costi per le analisi del sangue. E lo Stato aiuta a indebitarci ancora di più promettendo vincite on-line ma sapendo che, come nei casinò veri, chi vince è sempre e solo … il Banco.

Published in: on 18 luglio 2011 at 16:22  Comments (1)  
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