Giovanni Paolo II: come lo ricordo io

Rendersi conto, testimonianza dopo testimonianza, della sorgente da cui proveniva la sua straordinaria generosità nell’agire: il rapporto con Cristo“. Così mons. Slawomir Oder, prete polacco nato nel 1960 e postulatore nella causa di beatificazione di Giovanni Paolo II, risponde – in questo numero del settimanale “Toscana Oggi” – alla domanda di Elisabetta Giudrinetti su un “aspetto particolare” che può averlo colpito nei cinque anni del processo.

E’, appunto, “l’aspetto mistico” di papa Wojtyla, il suo essere “uomo che viveva la presenza di Dio, che si lasciava guidare dallo Spirito Santo in dialogo costante con il Signore”, ad aver colpito maggiormente il postulatore.

Ma noi, noi che abbiamo vissuto il pontificato wojtyiliano fin dall’inizio di quell’incredibile 1978, oppure noi che lo abbiamo incontrato dopo e che siamo cresciuti con un papa che ci invitava tutti a “non avere paura”, ciascuno di noi, praticanti o meno, che ricordo concreto abbiamo del grande pontefice beatificato il primo maggio 2011, seconda domenica di Pasqua?

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Published in: on 25 aprile 2011 at 16:02  Comments (4)  
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