Ragazzi: che mi dite sull’ora di religione?

Numeri, statistiche, sondaggi, percentuali possono essere letti in tanti modi. Esisterà sempre un “bicchiere” da vedere o come mezzo pieno o come mezzo vuoto.

Così anche per i dati, generali e pistoiesi, sul cosiddetto “avvalimento” da parte degli studenti dell’IRC (insegnamento religione cattolica): la famosa “ora di religione“. Amata, odiata, oggetto di tanti confronti.

Nelle scuole pistoiesi, 82 studenti su 100 la scelgono e questo vuol dire che solo 18 su 100 la rifiutano. Alle secondarie superiori si scende al 65% (e ciò significa che un buon 35% rifiuta l’ora di religione).

In certe scuole è avvenuto il “sorpasso”: chi rifiuta “religione” è più numeroso di chi che la sceglie. Ma spesso il rifiuto non è accompagnato da una scelta “alternativa”: si finisce per entrare a scuola un’ora dopo o uscire un’ora prima. Una comoda scelta “del nulla”?

Altre diocesi stanno peggio di noi. Ma questi numeri confermano la necessità di una seria riflessione, in particolare quando per la Chiesa italiana è iniziato il decennio sulla “emergenza educativa“.

Come far capire che l’IRC non ha una valenza di “indottrinamento” ma è un fondamentale aiuto per capire meglio una lunga storia di identità (e di cultura) oggi preziosa anche per abitare insieme a persone di culture, e fedi religiose, diverse?

Come raccontare ai giovani, in un contesto culturalmente sempre più debole, che la conoscenza sui fondamenti del cristianesimo è essenziale per entrare, ad esempio, in un qualunque museo?

Come far riflettere sull’importanza di una dimensione anche “verticale” che sia di aiuto alla dignità stessa di un uomo che molti poteri, oggi, vorrebbero schiacciare solo a una dimensione “orizzzontale” vedendolo come docile consumatore e obbediente suddito?

E allora mi piacerebbe, come vescovo, sentire il parere di qualche giovane della mia diocesi: sia quelli che, a scuola, hanno scelto l’ora di religione e sia quelli che hanno fatto una scelta diversa.

La domanda (“Perchè?”) è facile. Sono curioso di leggere qualche risposta. Chi comincia?

Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia

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