Italia, cattolici, politica. Da dove ri-cominciare?

I-grandi-della-moda-rendono-omaggio-al-Tricolore” … Già nella fase pre-politica della formazione spirituale e intellettuale dei cattolici, all’interno delle comunità ecclesiali, si registra da tempo un deficit preoccupante. Nelle parrocchie i ragazzi scappano a gambe levate dopo la prima comunione o, al più tardi, dopo la cresima. La formazione permanente dei giovani e degli adulti è estremamente episodica. I riti, di per sé importantissimi in una comunità cristiana, finiscono però, privi di un corrispondente sforzo di evangelizzazione adeguata ai tempi, per degenerare spesso in ritualismo. Ci sono, naturalmente tante eccezioni a questo quadro inevitabilmente semplificato. Ma è difficile negare che il problema, nell’insieme, esista. Come stupirsi, allora, se molti credenti maturano la loro visione politica – quando non rimangono puri e semplici qualunquisti – abbeverandosi a quotidiani laicisti e ai talk show televisivi? Che la maggior parte di essi conosca pochissimo l’insegnamento del magistero in materia socio-politica e coltivi una prospettiva culturale che risente in modo decisivo delle mode dominanti?”.

Di grande interesse una riflessione, appena uscita sull’interessante e stimolate blog www.vinonuovo.it , a firma del prof. Giuseppe Savagnone docente, giornalista, scrittore. Pubblicata integrale in altra sezione del sito della diocesi di Pistoia, l’opinione di Savagnone riguarda il cosiddetto “ritorno” dei cattolici italiani sulla scena della politica. E alla vigilia di un nuovo appuntamento elettorale, in una situazione deisamente complessa, potrebbe essere utile riflettere e, magari, condividere in libertà opinioni.

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Published in: on 18 dicembre 2012 at 22:06  Comments (1)  
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Cattolici in politica per aiutare a ricostruire l’Italia

Una “due giorni” di ritiro presso una villa (“Il Palco“) sulla immediata collina di Prato: due giorni di preghiera e riflessione, organizzati dalla associazione “Amici di Supplemento d’Anima” (piccola, ma prestigiosa rivista per cattolici impegnati in politica e nel sociale, animata dal vescovo di Prato). Si affronteranno alcuni dei versanti di un tema (il ruolo dei cattolici nell’attuale situazione del Paese) che sembra destinato, anche nell’immediato, ad avere ripercussioni di forte attualità.

La fine – che in molti si augurano, per motivi più che evidenti, imminente – di un assetto politico come l’attuale, in un Paese coinvolto dalla crisi finanziaria ma soprattutto sconvolto da una emergenza morale di cui ogni giorno si avverte la pesantezza, rende attuale una seria riflessione proprio sul ruolo propositivo dei cattolici.

Ciò non certo per riproporre, ricopiandole passivamente, esperienze passate. Quelle sono tramontate e leggibili, nelle luci e nelle ombre, solo in termini di storia contemporanea. Esistono però spazi da interpretare, in modi e forme nuove, alla luce della dottrina sociale della Chiesa con un laicato cattolico chiamato a svolgere, nella sua legittima autonomia, un ruolo propulsivo per contribuire, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, alla salvezza – in primo luogo morale – di un Paese che sta rischiando davvero molto.

Pare comunque necessario – e la dottrina sociale offre anticorpi credibili – uscire dalle forme di politica spettacolo, dai partiti personalizzati e privi di democrazia interna, dagli “unti del Signore” che chiedono cieca obbedienza pensando che il denaro possa comprare sempre tutto e tutti, dalle demagogie e dai populismi di chi – ovunque collocato – scende in politica avendo a cuore non il bene comune ma i suoi privatissimi interessi personali. Pare necessaria una svolta etica. Inutile nasconderci dietro a un dito: siamo in molti a provare disagio, protesta, sdegno davanti a ciò – di incredibile, di avvilente, di vergognoso – che vediamo e leggiamo. Compresi gli appelli, di ministri in carica, alla “secessione”. E compresi i comportamenti pubblici di un presidente del Consiglio, che osò paragonarsi ad Alcide De Gasperi.

E quanto ai famosi “valori non negoziabili“, se è vero che l’interesse dei cristiani è per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, in mezzo c’è davvero tutto: la sicurezza sui luoghi del lavoro, il lavoro precario e il lavoro che manca, il futuro dei giovani, i tagli ai servizi, le troppe famiglie che non ce la fanno più, le ingiustizie fiscali, la lotta alle criminalità organizzate …

In tutta Italia si stanno moltiplicando le esperienze, le iniziative, le attese. E, per chi vive nell’area metropolitana tra Firenze-Prato e Pistoia, l’invito di “Supplemento d’anima” può essere una buona occasione di conoscenza, scambio confronto.

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NB)- Sotto la guida di mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato, guiderà la riflessione don Alessandro Andreini. L’appuntamento è per sabato 1 e domenica 2 ottobre 2011. Inizio alle 9:30 di sabato con arrivi, prima meditazione, riflessione personale, adorazione in cappella. Ore 13 pranzo e riposo. Ore 15:30 seconda meditazione, discussione, riflessione personale, vespri. Ore 20 cena e ore 21, di sabato, recita del Rosario. La domenica mattina, dopo colazione, Santa Messa con meditazione (ore 9:30) seguita da un momento assembleare che si concluderà (ore 13 circa) con il pranzo. Per informazioni 328 56 75 443 oppure 055 76 93 76

Published in: on 21 settembre 2011 at 20:04  Lascia un commento  
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