A proposito di papa Francesco

Udienza generale di Papa FrancescoEhi: ma come le sta dicendo grosse, e forti, papa Francesco …

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Published in: on 25 maggio 2013 at 20:32  Comments (1)  
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E se, i prossimi cardinali, il papa li facesse “strani”?

Fonti bene informate accreditano la tesi che nel 2013 (magari a conclusione dell’Anno della Fede) papa Benedetto darà alla Chiesa altri cardinali. Che bello se riuscisse a stupirci dando la porpora a qualche persona che certo non se lo aspetta e che, altrettanto certamente, nessuno se lo aspetta.

Ci starebbero proprio male nel “Sacro Collegio“- anche visto lo sconcerto di questi tempi – un prete di strada, un bravo parroco, un semplice missionario, un monaco di clausura, qualche “sant’uomo” fra quelli che per fortuna esistono e rendono bella, nel mondo intero, la Chiesa di Gesù Cristo … ? Ci starebbero proprio male?

Sarebbe proprio strano se un papa raffinato e colto come B XVI, in un momento confuso e pericoloso come questo, stravolgesse giochi”, consuetudini, attese, alleanze, equilibri? Sarebbe strano se il papa giocasse “strano”?

Published in: on 3 giugno 2012 at 13:56  Lascia un commento  
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Giornalisti e ambiente a Pistoia: le 12 parole di papa Benedetto

 Se ne parlava, nei corridoi del Forum, ma le probabilità effettive erano date per assai poco numerose. Il fatto che, in Italia, oggi sia giornata referendaria su temi scottanti come acqua e nucleare rendeva ancora più difficile la probabilità.

Oltretutto papa Benedetto XVI aveva già parlato – e con quale forza! con quale chiarezza! – pochi giorni fa ad un gruppo di diplomatici che si sono accreditati in Vaticano: aveva parlato di “ecologia umana” come di una “necessità imperativa”; aveva parlato della necessità di “rivedere totalmente il nostro approccio alla natura“.

Le probabilità che intervenisse ancora, davanti a tutti durante l’Angelus, per un saluto al Forum dei giornalisti cattolici per la Salvaguardia del Creato (organizzato da Greenaccord si stava concludendo a Pistoia proprio in quei minuti), erano davvero poche. A renderle impensabile un nuovo intervento anche il fatto che, già all’inizio del Forum, il papa aveva inviato a Greenaccord un suo saluto.

E invece è accaduto: papa Benedetto XVI, all’Angelus di una domenica così importante come quella di Pentecoste, ha citato Pistoia, ha citato Greenaccord, ha citato il titolo del Forum (“Lo spazio comune dell’uomo nel Creato“). E ha aggiunto dodici parole, che solo ai più distratti possono apparire rituali. “Ai giornalisti impegnati per la tutela dell’ambiente va il mio incoraggiamento“.

Attenzione: non ha aggettivato, non ha parlato solo ai credenti ma a “tutti” i giornalisti impegnati su frontiere così difficile. E li ha “incoraggiati“.

Quando, pochi minuti dopo mezzogiorno, è arrivata in diretta la notizia al nuovo presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio, stavo presiedendo l’ultima sessione del Forum.

Stavano proprio parlando due giovani colleghi emiliano-romagnoli che avevano appena finito di presentare un loro documentario, autoprodotto, per raccontare una piccola ma significativa storia locale: l’enorme consumo di territorio derivante da scelte urbanistiche spesso non partecipate con i cittadini ma solo con i portatori di interessi particolari. E stavano raccontando, i colleghi, le non poche difficoltà a ottenere trasparenza e informazioni da enti locali spesso interessati a “fare cassa subito” con gli oneri di urbanizzazione lasiando però in eredità interi quartieri senza servizi e con enormi problemi di vivibilità e viabilità.

“Le cronache locali – raccontavano i colleghi – danno spazio solo ai comunicati stampa ufficiali e allora noi ci siamo autoprodotti questo documentario” (che, per inciso, non deve essere molto piaciuto a certi potenti locali).

A quel punto sono arrivate le parole del papa, l’incoraggiamento del Santo Padre a tutti i giornalisti impegnati – in questo caso sulle frontiere dell’ambiente – a fare bene il loro mestiere.

Bello, vero?

Published in: on 12 giugno 2011 at 14:01  Comments (3)  
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Se il papa veste “verde”

Difficile non restare colpiti dalla chiarezza, e dalla forza, del messaggio che papa Ratzinger ha inviato questa mattina – parlando a un gruppo di diplomatici neo accreditati presso la Santa Sede – al mondo intero.

E’ il messaggio che passerà alla storia per alcune parole (“L’ecologia umana è una necessità imperativa“) e che ha qualcosa da dire anche alla cronaca del nostro Paese, l’Italia, a poche ore dallo svolgimento di un referendum che ci chiede anche di esprimerci su acqua come bene comune e sul futuro atteggiamento verso l’energia nucleare.

Avendo certo in mente il reattore giapponese, il pontefice ricorda come tutti dobbiamo sentirci impegnati dalla “entità delle catastrofi” aggiungendo una cosa che è sempre bene non dare per scontata: “è l’uomo che viene prima“. Prima di tutto. Economia e businnes compresi.

E’ bene leggere il testo integrale di papa Benedetto XVI che ha anche inviato un telegramma al vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, in occasione della tre giorni di forum per giornalisti (e cittadini) sull’informazione relativa alla “salvaguardia del Creato“. Un messaggio che gli organizzatori – l’associazione “Greenaccord” – ha molto apprezzato e che sarà letto questo venerdì pomeriggio, a Pistoia, in apertura dei lavori.

Sostenere la ricerca e sfruttare le energie adeguate che salvaguardino il Creato e non creino pericolo per l’uomo: il papa, non un fazioso fanatico, sostiene che tutto ciò “deve essere una priorità” per la politica e per l’economia.

Con un papa che parla così chiaro – in un contesto magisteriale peraltro sempre coerente con la necessità di difendere le ragioni della persona – come facciamo, come comunità ecclesiale, a continuare a far finta di nulla rispetto a certe questioni?

Ingiusto tirare il papa verso questa o quella posizione contingente. Certo.  Giustissimo, però, tener conto che è proprio il papa a tirarci, anche stavolta, verso la posizione essenziale.

Published in: on 9 giugno 2011 at 21:07  Comments (1)  
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Habemus papam ?

La storia è nota. Muore un papa e in Conclave se ne elegge un altro. Ma al fatidico momento dell’habemus papam, si sente un urlo: l’appena eletto non se la sente. Non per problemi di fede, ma perchè non si sente adeguato. Avverte tutto il peso (in effetti tremendo) delle responsabilità derivanti dal fatto di “dover” fare il Papa. E, alla fine di un certo percorso, rinuncia. “Sento di dover essere guidato, non di guidare”, dice alla folla di fedeli in una piazza San Pietro ammutolita.

Nel mezzo, trattandosi di un film diretto da Nanni Moretti, aspetti che possono piacere o meno (a me sono piaciuti. Ci ho visto il migliore Fellini, ma anche Pirandello oltre a Cechov). Compreso il torneo di pallavolo fra i cardinali di tutto il mondo, divisi in squadre con gli italiani che si sentirebbero i migliori.

Delizioso il botta-risposta con il cardinale che chiede di poter giocare “a palla prigioniera” con lo psicoanalista Moretti che gli risponde un “a palla prigioniera non si gioca più da 50 anni, eminenza”.

Nel mezzo c’è anche (certo l’aspetto più bello del film) la “fuga” in una città che rimanda le mille storie ordinarie di vita quotidiana, con un Papa che riesce a immergersi nella vita reale lasciando un “fantoccio” nel suo appartamento a fare una “vita da papa”.

Film che si presta per belle riflessioni sul senso del potere (partendo dal potere nella Chiesa, ma allargandosi a ogni forma di “potere” di una persona sulle altre) e sulla responsabilità davanti al potere.

Chissà perchè, ma io mi aspettavo un finale più problematico, una conclusione che potesse restare aperta. Invece la risposta del cardinale interpretato magnificamente da Michel Piccoli è la rinuncia. Non sono all’altezza, non sono degno, non me la sento.Davvero un bel film. E grazie, Nanni Moretti.

Published in: on 17 aprile 2011 at 07:50  Comments (3)  
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Basta con questa guerra … “umanitaria”

“Che strana guerra vicino a noi. Lo scriviamo senza piacere alcuno, anzi con pena. Non è soltanto l’Italia a faticare a darsi un senso, a elaborare progetti fondati su valori condivisi, a perseguire una stessa speranza. Tutti avanti improvvisando, quasi come nelle peggiori “ore del dilettante“.
E quasi come se sulla piazza l’unico professionista, del male, fosse il colonnello Gheddafi. Lui, l’unico ad avere le idee chiare; elementari, primordiali, ferine ma chiare: sopraffare, sopravvivere.

Sarkozy con il suo iperattivismo dalla patina arrugginita di grandeur; Obama che non può reggere da solo la parte del gendarme del mondo ma non riesce a coinvolgere gli alleati permalosi e bizzosi; Cameron che stenta a smarcarsi dalla subalternità verso gli Usa e ora rischia di ritrovarsi subalterno alla Francia; la Nato che da elemento di unità diventa un puzzle difficile da comporre; e il nostro Berlusconi a rimpiangere certe foto imbarazzanti con baciamano.

La guerra fa sempre orrore, anche quella ingaggiata per motivi umanitari e per impedire peggiori tragedie.
Ma questa contro il Rais libico ci lascia attoniti nella sua irrealtà, per l’improvvisazione e la pessima figura di tutti. Da italiani e da europei possiamo non arrossire?

La speranza, una speranza per la quale lavorare, è che questo sia un punto di non ritorno che ci spinga a reagire e a risalire, in serietà e dignità. L’Europa ha bisogno dell’Italia e il mondo ha bisogno dell’Europa. Non questa, ma un’altra. Pacifica e pacificatrice, civile e promotrice di civiltà. Parliamone.
Noi lo faremo, come sempre. Specialmente nel “Tg dei tg”, ogni sera alle 20.50″.

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Ehi, sapete chi ha scritto questo? Tv2000: la tv satellitare della Chiesa Cattolica italiana, diretta da Dino Boffo. Nell’editoriale della sua ultima newsletter, arrivata ieri. Questa mattina, all’Angelus, papa Benedetto XVI ha lanciato un appello affinché le ostilità in Libia cessino esprimendosi in favore di una risoluzione pacifica del conflitto che sta infiammando il paese nordafricano: “Prego per un ritorno alla concordia, rivolgo un accorato appello agli organismi internazionali responsabili e a quanti hanno responsabilità politiche e miliatri affinché venga avviato un dialogo che ponga fine all’uso delle armi”.

Scatenata con una motivazione ufficiale che, ovviamente, oscura – ma non del tutto – la motivazione vera, la guerra non può non farci riflettere. Come cittadini, credenti o meno noi si possa essere. O no?

Published in: on 27 marzo 2011 at 14:57  Comments (3)  
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