I furbetti del pittino


Impossibile non vederli, a Firenze, quei maxi cartelloni pubblicitari con un tizio – elegante – che muore in croce sullo sfondo di una scritta inequivocabile (“Perdona loro perchè non sanno quello che indossano”) unita da un’altra altrettanto chiara (“Dio salvi il made in Italy”).

Impossibile non aver saputo che, accanto alla furbizia milionaria del solito fotografo, altri furbacchioni da due soldi hanno esposto – in Pitti Uomo 2011 – altri “cristi” vestiti con eleganza sullo sfondo di una finta chiesa con un finto altare, un finto confessionale, un finto prete e speranze di veri businnes.

Impossibile non pensare a quanto sarebbe accaduto se, al posto di una simbologia cristiana, la corta furbizia del marketing avesse scelto simboli di altre fedi religiose un pochettino, diciamo così, meno … tolleranti.

Impossibile non pensare a quanto distante sia il vero Cristo (ucciso in croce come un malfattore, anche dopo aver invitato i suoi amici a non curarsi nemmeno dei vestiti che avrebbero indossato) dai falsi “cristi” (assoldati per ostentare lusso, eleganza, glamour).

Impossibile non provare tristezza e anche, se è consentito, un po’ di sana protesta per questo tipo di banalissime e perfino controproducenti “provocazioni”. Ben sapendo che, i furbetti, è proprio la nostra protesta che aspettano in gloria.

Ps)- E impossibile non provare il sospetto che il Cristo, da lassù, un po’ se la rida di un mondo così rintronato da pensare che suo Padre abbia voglia di occuparsi nientemeno che di giacche e cravatte, sciarpe e mutande.

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Published in: on 14 gennaio 2011 at 21:07  Comments (4)  
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