Settimo: non rubare

  Come sia possibile che solo il 2% dei contribuenti italiani superi i 74 mila euro (i dati sono stati diffusi oggi dalle Acli e si riferiscono alle dichiarazioni di quest’anno. Sono dunque freschissimi) è un mistero. Anzi no: di misteri ce ne sono pochi in questo scandalo dell’evasione fiscale: scandalo oscillante, ogni anno, fra i 120 e i 170 miliardi.

Sapevo di avercelo in casa e l’ho trovato fra i volumi assai poco sfogliati. E’ il “Catechismo della Chiesa Cattolica”. Nella parte dedicata al settimo comandamento (“Non rubare”) si legge che è considerata “moralmente illecita” anche “la frode fiscale”. Al punto 2454 è scritto: “ogni modo di prendere e usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo comandamento. L’ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è rubato”.

Parole interessanti se applicate, per fare un solo esempio, ai capitali “scudati” che sono (forse) rientrati in Italia con l’elemosina del 5%. Dov’è la “riparazione” e dove la “restituzione di ciò che si è rubato“? Idem per tutti quelli che, persone comuni o vip, le tasse non le pagano, lasciando la fastidiosa incombenza a chi, proprio, non può evadere. Ma qualcuno di loro, mi chiedo, confesserà a qualche prete questo tipo di peccato? Oppure, oltre a non “riparare” e a non “restituire” pensa pure di fregare il “Padrone”, quello vero?

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Published in: on 3 settembre 2011 at 20:58  Comments (3)  
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