Se il “Tabor” diventa una Fondazione

Non entro nel merito della persona. Nè mi permetto né mi permetterei.

Ma quando stamattina, per radio, ho sentito che il suo “impero” sanitario (parlo di don Raffaele Verzè, il potente capo dell’ospedale San Raffaele) si intitola nientemeno che al “Monte Tabor”, un po’ – confesso – ho sobbalzato.

Il “Tabor” è la collina dove, per i credenti, Nostro Signore Gesù Cristo ebbe in visione la Trasfigurazione. Un luogo, per chi c’è stato, di enorme fascino spirituale: proprio sopra la mitica Armageddon, la località dell’estrema battaglia fra il Bene e il Male.

Pare che la ricca e potente Fondazione di don Verzè, appunto intitolata al “Monte Tabor”, non se la passi economicamente molto bene. E stia pensando di vendere alcuni dei suoi “gioielli” fra cui prestigiosi alberghi per ricconi in Costa Smeralda o cose simili.

Un piccolo suggerimento volutamente ingenuo e inutile: non si potrebbe – a tanti bravi credenti, ovunque essi siano, che danno vita a importanti opere di ottima solidarietà, peraltro anche basate su prosaicissime operazioni finanziarie o comunque economiche, sempre necessarie per stare sul mercato – non si potrebbe vietar loro di appellare tali opere con nomi comunque di richiamo evangelico?

Siamo sicuri che il Dio della Trasfigurazione o la Madonna Assunta in Cielo gradiscano di essere confusi con assegni o cemento?

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Published in: on 6 aprile 2011 at 07:24  Comments (9)  
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