Auto di lusso e fisco: Paperoni e Paperini

In effetti ha ragione l’ex ministro. Non a fare l’offeso (per conto degli evasori?) sul blitz della Finanza in Cortina e dintorni, ma a sostenere che i dati sulle auto di lusso si trovano, tranquillamente, in ogni provincia negli appositi registri ACI. Ha dunque fatto bene, stamani, “Il Tirreno” di Pistoia a darci un’occhiata, in quei registri pistoiesi scoprendo ciò che in molti si sospettava ma che adesso ha il sostegno della prova: in una provincia fortemente colpita dalla crisi e dove il reddito pro-capite medio sta sotto i 20 mila euro, a parte i 23 mila del Comune capoluogo, sono registrate più di 4 mila automobili di lusso (cilindrata superiore ai 3 mila cc, costi superiori anche ai 100 mila euro per ciascun bolide). Sono i Suv, i fuoristrada, le berline che spesso dimostrano cafonaggine ma che sempre costano un occhio non solo a comprarle ma anche a tenerle (con la benzina a 1,8 quanto potrà costare un pieno?).

Considerando anche le auto di categoria immediatamente inferiore (fra i 2.500 e i 3 mila. Robetta, comunque, dal costo ben superiore ai 50/60 mila euro) si scopre che fra noi – Pistoia e provincia – circolano oltre 10.300 super auto.

Nulla di male (non sono invidioso) se i proprietari pagassero le tasse giuste: quelle rispettose dei redditi reali, secondo quanto previsto dalla Costituzione. Ma ciò, evidentemente, non accade. I Paperoni sulla strada, al fisco diventano tutti Paolini …

Un piccolo consiglio per chi – fra i proprietari di supercar che evadono il fisco – come cristiano va in chiesa: non credo sia sufficiente pentirsi attraverso una confessioncina; oltre a questo, che certo male non fa, vedete pure di smetterla con il mettere le mani nelle tasche di noi che le tasse le paghiamo tutte.  Chissà perchè, ma son sicuro che Gesù Cristo (quello della tassa da pagare a Cesare) la pensa proprio così …

Annunci
Published in: on 8 gennaio 2012 at 10:46  Comments (2)  
Tags: , ,

Settimo: non rubare

  Come sia possibile che solo il 2% dei contribuenti italiani superi i 74 mila euro (i dati sono stati diffusi oggi dalle Acli e si riferiscono alle dichiarazioni di quest’anno. Sono dunque freschissimi) è un mistero. Anzi no: di misteri ce ne sono pochi in questo scandalo dell’evasione fiscale: scandalo oscillante, ogni anno, fra i 120 e i 170 miliardi.

Sapevo di avercelo in casa e l’ho trovato fra i volumi assai poco sfogliati. E’ il “Catechismo della Chiesa Cattolica”. Nella parte dedicata al settimo comandamento (“Non rubare”) si legge che è considerata “moralmente illecita” anche “la frode fiscale”. Al punto 2454 è scritto: “ogni modo di prendere e usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo comandamento. L’ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è rubato”.

Parole interessanti se applicate, per fare un solo esempio, ai capitali “scudati” che sono (forse) rientrati in Italia con l’elemosina del 5%. Dov’è la “riparazione” e dove la “restituzione di ciò che si è rubato“? Idem per tutti quelli che, persone comuni o vip, le tasse non le pagano, lasciando la fastidiosa incombenza a chi, proprio, non può evadere. Ma qualcuno di loro, mi chiedo, confesserà a qualche prete questo tipo di peccato? Oppure, oltre a non “riparare” e a non “restituire” pensa pure di fregare il “Padrone”, quello vero?

Published in: on 3 settembre 2011 at 20:58  Comments (3)  
Tags: , ,

Sull’ospedale di San Marcello Pistoiese

Dalle cronache locali si leggono spesso notizie circa un possibile ridimensionamento (se non chiusura) del piccolo ospedale che si intitola a un filantropo ottocentesco (Lorenzo Pacini) e che sta (da 165 anni)  a San Marcello Pistoiese, sulle montagne che portano all’Abetone.

E’ difeso, l’ospedale, soprattutto da una associazione che si intitola a un grande campione di quando lo sport era pulito: Zeno Colò.

Nei decenni passati il piccolo ospedale è sempre stato salvato dai tagli imposti con le varie Finanziarie. Per certi aspetti è stato perfino “rilanciato” ospitando pazienti anche dai territori di pianura.

Non si faranno mai, al “Pacini”, operazioni a cuore aperto. E’ ovvio. Ma rappresenta un presidio, a servizio di un’area interna sempre più spopolata, in cui professionalità e umanità possono ancora coniugarsi e dare risposte di una sanità buona.

E’ uno “spreco” tenere in vita il piccolo ospedale di San Marcello Pistoiese? Penso proprio di no: lo spreco vero – direi – sta in chi non paga le tasse secondo quanto previsto dalla nostra Costituzione: cioè in termini di giustizia. E, non pagando le tasse, impedisce allo Stato di avere le risorse necessarie.

Una domanda da mezzo euro.

Se la nuova politica (di cui c’è così estremo bisogno) invece che mostrare il volto cattivo di razionalizzazioni spesso disumane si impegnasse alla più grande riforma di cui, oggi in Italia, c’è davvero bisogno (far pagare le tasse con giustizia)?

Sai quanti – di questi piccoli ospedali dove non si potranno mai fare operazioni a cuore aperto ma che pure contribuiscono a dare della sanità pubblica un volto umano – sai tu quanti se ne potrebbero “salvare”, a giro per l’Italia?

Published in: on 18 giugno 2011 at 06:14  Comments (4)  
Tags: , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: