I facili euro del signor Scotti

  Certo che può essere contenta, la giovane Elisa di Pistoia. A 26 anni lei, laureata nientemeno che in Filologia Moderna, ha conosciuto Gerry Scotti (quello della pubblicità all’omonimo riso), è stata tre giorni in tv (Canale 5) truccata e riverita, ospite di uno fra i giochini pre-serali (“Chi vuol essere milionario?”, come se raggiungere quella condizione economica dipendesse non dalla fatica ma dalla fortuna) e ha finito per vincere 150 mila euro. Con un pochino più di fortuna ne avrebbe potuti vincere 300 mila, ma se sbagliava gli euro si sarebbero ridotti a 30 mila.

In un’Italia dove gli ascensori sociali sono ormai affidati al gioco d’azzardo (“grattini” e slot comprese) è evidente la contentezza di Elisa. Oggi, per guadagnare 150 mila euro a 26 anni e per farlo in modo onesto, a una ragazza chissà quanti mesi di lavoro precario occorrerebbero: 150, 180 forse 200? E invece, grazie ai lustrini falsi e alle luci colorate della tv dove gli applausi sono sempre a comando, può bastare un po’ di fortuna, un po’ di piccola sapienza e in poche ore – oltretutto divertendoti e rischiando di diventare perfino un personaggio con il popolo che ti chiede l’autografo – l’affare è fatto.

Elisa pare avere la testa a posto (“Voglio continuare nel mio percorso normale”, dice con saggezza alla cronaca locale che stamani ha raccontato la vicenda), ma il caso si presta per qualche valutazione sul contesto in cui viviamo.

Fasce sempre più vaste di ceto medio che non ce la fanno più, giovani che non troveranno mai un lavoro o dovranno comunque subire umiliazioni, baratri sempre più profondi fra chi ha tenori di vita elevatissimi e chi sta a malapena a galla. E nel mezzo loro: i lustrini di una tv che, con un certo sport, si è da un pezzo conquistata il non esaltante ruolo un tempo, per certi marxisti, riservato alla religione.

Oppio dei poveri.

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Published in: on 10 settembre 2011 at 09:23  Lascia un commento  
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Caso Santoro: sciopero bianco?

  Giovedì prossimo non guardate Annozero! Sicuramente io non lo farò e  l’auditel registrerà un telespettatore in meno.  Io non vedrò Annozero perché :

–   Non mi è piaciuta  la gigantesca onda mediatica che ha accompagnato il “divorzio consensuale”  tra la Rai e Michele Santoro. In particolare,  il Tg di Mentana che nell’edizione serale di ieri  ha dedicato i primi 10 minuti alla vicenda , con i prevedibili ( programmati?)  riflessi  positivi in Borsa per La 7.

–  Non mi è mai piaciuto il vittimismo ( dorato) e l’egocentrismo di Michele Santoro al quale, peraltro,  riconosco qualità professionale.

–  Non mi è piaciuto il commento  dell’Ad de La7 , Giovanni Stella, a proposito del passaggio di Santoro a La7: ” Quando una donna si spoglia e si stende sul letto, c’è bisogno di fare altre domande? No. In certe situazioni non si parla. Ti togli la giacca, ti sfili la camicia e la smetti di chiacchierare»( sic) . Ma dove vive questo?

–  Non mi è piaciuto l’annunciata partecipazione di  Santoro alla manifestazione della Fiom a Bologna. Cosa dirà Santoro, con in tasca i 2 milioni e 300 mila euro avuti dalla Rai , ai cassaintegrati, ai disoccupati ed alle loro famiglie  che non ricevono  lo stipendio da mesi ?

Facciamo lo sciopero bianco e per una volta spengiamo la Tv.

 Isabella Poli

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Ricevo, condivido e volentieri .. fraternizzo (mb)

 

Published in: on 7 giugno 2011 at 17:07  Comments (3)  
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